L’Opera da 50 Ducati (1^ puntata)

Data Fri 20 June 2008 7:00 | Categoria: briciole musicali

Dipinto Trasfigurazione di Raffaello, nel quale l’autore ha rappresentato se stesso

Raffaello Sanzio da Urbino (1483-1520), Trasfigurazione
ora alla Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano1.



Si dice che Mozart non abbia avuto una funzione funebre: falso.
Non solo l’ebbe, ma indovinate quale musica fu suonata durante la funzione religiosa?

Si dice che Mozart scrivesse musica già finita di getto: falso.
Nessun altro lavoro meglio di un’opera non ultimata illumina sul processo creativo di un genio2.

Si dice che l’ultimo movimento del Requiem composto da Mozart sia la battuta 8 del Lacrimosa: falso.
È invece proprio questo il passaggio che, meglio di qualunque altro, illumina il processo creativo di un genio3.

Si dice che Mozart morì dimenticato dagli amici: falso.
Assurdo, perché il genio è indimenticabile ed imprescindibile per tutti coloro che lo avvicinano. La vera storia4 del Requiem è molto più appassionante di tutte le leggende su quella inventate, ed è nient’altro che la storia del genio e dei suoi amici.

Si dice che un autentico capolavoro non abbia prezzo: falso.
L’opera con la quale Mozart si proponeva consciamente di superare se stesso, il suo Requiem, ha sempre avuto un prezzo preciso: 50 ducati.


9 maggio 1791: Leopold Hofmann, Kapellmeister della cattedrale di Santo Stefano di Vienna e già innanzi negli anni s’ammala gravemente, Mozart fa domanda per succedergli. Leopold però guarisce e Mozart è nominato Kapellmeister aggiunto, senza retribuzione.

17 giugno 1791: Mozart compone il mottetto Ave Verum Corpus K618. Ha in mente una nuova forma per la musica sacra elevata, nella quale il ruolo delle voci diventa primario rispetto agli strumenti. Sono in questo mottetto (assolutamente divino) le radici del Requiem.

estate 1791: Mozart viene incaricato dal conte Franz von Walsegg-Stuppach, che mantiene l’anonimato grazie all’uso di un intermediario, di comporre una messa da requiem per la moglie defunta. L’onorario per l’opera? 50 ducati.

25 agosto – 6 settembre 1791: Mozart è a Praga insieme a Franz Xavier Süßmayr, che lo assiste nella composizione dell’opera La Clemenza di Tito, la cui prima sarà data il 6 settembre.

30 settembre 1791: Prima esecuzione a Vienna del Flauto Magico.

ottobre-novembre 1791: Mozart lavora al Requiem. Confida a Constanze di voler comporre la sua opera più grande: “se vivrò ancora abbastanza questo dev’essere il mio capolavoro, il mio canto del cigno”.
Utilizza abbondantemente materiali di Händel e si lascia ispirare da Bach (padre e figlio) e Michael Haydn, fra gli altri. Vediamo: larga parte del materiale musicale dell’Introitus deriva dal coro d’apertura del Funeral Anthem for Quenn Caroline di Händel (“The ways of Zion do mourn”, HWV264 del 1737) però trasposto dall’originale sol minore in re minore. La fuga sul Kyrie è desunta dal Dettingen Anthem di Händel5 (HWV265 del 1743) questa volta mediante una reinterpretazione modale dal re maggiore al re minore. L’inizio del Recordare è quasi identico al tema del secondo movimento della Sinfonia in re minore Fk65 di Wilhelm Friedemann Bach (intorno al 1740). Ci fermiamo qui con le fonti. Mozart (come sempre fa) procede scrivendo interamente le linee principali, cioè quelle delle voci e lasciando per lo più incompiuto l’accompagnamento strumentale. Sono le voci il cuore dell’opera. Più tardi, non capendo le intenzioni del maestro, Süßmayr aumenterà il ruolo della strumentazione.

20 novembre 1791: Mozart è costretto a letto da una malattia terminale.

4 dicembre 1791: Intorno alle due del pomeriggio, Mozart dirige dal suo letto una prova cantata di alcuni movimenti del Requiem. Dà indicazione a Constanze di far ultimare il Requiem dal collega Albrechtsberger.

5 dicembre 1791: Mozart muore verso le una del mattino. Del Requiem lascia una partitura incompleta, alcuni appunti e dei “foglietti”. Le esequie sono pagate dal barone van Swieten, protettore di Mozart; sono presenti fra gli altri, oltre alle famiglie Mozart e Weber: Albrechtsberger, Freystädtler, Süßmayr, Stadler, Antonio Salieri.

6-9 dicembre 1791: l’allievo di Mozart più dotato, Freystädtler, aggiunge sulla partitura originale di Mozart la parte di archi e legni nella fuga del Kyrie. Si limita semplicemente a raddoppiare le parti vocali (le uniche ultimate da Mozart).

10 dicembre 1791: Commemorazione di Mozart nella chiesa di San Michele a Vienna (pagate da Schikaneder, l’impresario del Flauto Magico), durante la quale viene eseguito – e sarà quella la prima esecuzione6, con ogni probabilità limitata ai primi due movimenti - il Requiem da lui stesso composto negli ultimi giorni della propria esistenza.

Mozart non c'è più. Inizia il lavoro di completamento dell’opera, un lavoro titanico al quale si succederanno gli allievi migliori, Eybler, Stadler, Freystädtler. Tutti abbandoneranno, uno dopo l’altro, annientati da questo confronto ravvicinato col genio. Ultimerà il lavoro Süßmayr, il più modesto del gruppo, sufficientemente mediocre per vedere la grandezza del maestro senza esserne abbagliato, l’unico che riuscirà a proseguire nella scrittura, proprio colui che così era stato apostrofato dal Maestro, nel corso di una lezione: “Ti sei perso di nuovo. Ce ne vorrà del tempo, prima che tu ci capisca!”

{ fine prima puntata }




NOTE
1 Raffaello lavorò al dipinto sino al giorno precedente la propria morte. L’ultima opera di Raffaello - e nella quale l'artista si autoritrae - coglie il proprio autore nel mezzo di una trasfigurazione artistica. Raffaello non ebbe il tempo d’ultimarla: gli esperti ritengono che l’intera parte bassa e cupa del dipinto sia stata eseguita dagli allievi (in assenza d’indicazioni del maestro) perché considerata irreconciliabile con la parte superiore e luminosa del dipinto, concordemente attribuita al maestro. Per questo l’abbiamo scelta ad illustrazione del Requiem di Mozart.

2 e questo nonostante tutti si siano adoperati – nel nobile intento di aiutare la famiglia Mozart - per camuffare la verità.

3 Sulla tecnica compositiva di Mozart consiglio il saggio, sempre di Christoph Wolff The Challenge of blank paper: Mozart the Composer all’interno della raccolta On Mozart (curata da James Morris per la Cambridge University Press, 1994, ISBN0521476615). Eccovi un brevissimo estratto, che ancora una volta sfata la visione eroica del genio quale divino idiota (la fortunata espressione è di Erik Smith): “Per Mozart, comporre rappresentava un duro e faticoso lavoro, spesso uno strenuo impegno, che richiedeva un'enorme investimento di tempo, niente a che vedere con l'immagine stereotipata dello stenografo che si limita ad annotare sulla carta messaggi d'ispirazione divina”.

4 per quel che si è riusciti a ricostruirla. Le fonti sul Web sono innumerevoli. Noi ci siamo principalmente basati sul bellissimo libro di Christoph Wolff, Il Requiem di Mozart, Astrolabio Editore, Roma 2006.

5 questo tema è riutilizzato da Händel stesso nel Messia (And with his stripes we are healed), già adattato da Mozart per il barone van Swieten (K572 nel 1789) e ancora nel “Laudate pueri” del Vesperale solemnes de confessore (K339), da Michael Haydn per la fuga “Cum santus tuis” dal suo bellissimo Requiem, opera che un giovane Mozart insieme al padre aveva contribuito a rappresentare nella cattedrale di Salisburgo nel 1771.

6 Il Requiem KV626 di Mozart accompagnerà anche il servizio funebre per Joseph Haydn, tenuto il 15 giugno 1809 alla Schottenkirche di Vienna.



Testo del Requiem (anche in Biblioteca).






Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Requiem in re minore, KV626.
Completamenti di Franz Xavier Süßmayr
Direzione di: Nikolaus Harnoncourt
Esecuzione di: Concentus Musicus Wien (su strumenti originali) e Wiener Staatsopernchor (Deutscher Schallplattenpreis)

Questa la struttura dell’opera:
I. Introitus: Requiem
II. Kyrie
III. Sequenz: Dies Irae
Sequenz: Tuba Mirum
Sequenz: Rex Tremendae
Sequenz: Recordare
Sequenz: Confutatis
Sequenz: Lacrimosa
IV. Offertorium: Domine Jesu
Offertorium: Hostias
V. Sanctus
VI. Benedictus
VII. Agnus Dei
VIII. Communio: Lux Aeterna






* * * FINE PRIMA PUNTATA * * *





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