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Quale cinema sta morendo?

Data Sat 21 June 2008 8:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Perché sta morendo il cinema sul grande schermo? Secondo Gabriele Pedullà (In piena luce. I nuovi spettatori e il sistema delle arti., Bompiani 2008) sta morendo perché prima è nata la televisione, poi il telecomando, infine il computer e i dvd e i videotelefonini. Io la penso diversamente (per ora – tengo un pensiero plastico, che si trasforma in presenza di buoni argomenti).

Dire quello che scrive Pedullà equivale a pensare che il cinema dei telefoni bianchi è morto a causa dell’invenzione tecnica di cineprese più leggere e della distruzione militare dei teatri cinematografici. Le cose non stanno così. È certo che il neorealismo cinematografico non poteva nascere e svilupparsi, nella forma geograficamentee storicamente deteminata in cui è nato e si è sviluppato, senza la disponibilità di quelle cineprese e l’indisponibilità di quei teatri. Ma il neorealismo è stato in ultima analisi (quella che conta) un movimento di riforma intellettuale e morale. E` nato, si è sviluppato ed è morto come tale. Insomma, “le idee non cadono dal cielo” (Antonio Labriola) e non derivano dalla tecnica.
Controprova: la scienza sperimentale galileiana non è nata dal cannocchiale. È nata dagli occhi di Galileo – ben collegati con la sua mente, s’intende. Il cannocchiale esisteva già, ed era adoperato per avvistare le navi. Intanto i teologi si occupavano deduttivamente delle stelle. Galileo ha preso il cannocchiale e lo ha puntato sulle stelle. La scienza sperimentale è stata un movimento di riforma intellettuale e morale. (Insisto tanto su questo punto perché secondo me quello che manca oggi, in Italia ma non solo, non è tanto il petrolio o un numero sufficiente di parcheggi per automobili nelle grandi città, bensì un movimento di riforma intellettuale e morale.)

Torniamo al cinema sul grande schermo ed alla sua morte. È certo che il cinema nasce nel passaggio dalle sale dei caffè alle sale cinematografiche – come nota Gabriele Pedullà. Ma quella nascita è correlata con la nascita della società di massa, quella dei sindacati e dei partiti: è l’arte di quella società. Entrata in crisi quella società, negli anni settanta del Novecento, entra in crisi quella forma d’arte di massa a lei organica. Ecco perchè le sale cinematografiche entrano in crisi a cominciare da quegli anni, caro Gabriele: la televisione, il telecomando, il computer, il dvd, il videotelefonino... uccidono un uomo morto.

Bisogna porsi piuttosto un’altra domanda (come dice Venises la risposta dipende dalla domanda), e precisamente questa: Perchè sta morendo il cinema del grande schermo? Non “sul” grande schermo, bensì “del” grande schermo. Ma di questo parleremo un’altro giorno, un’altra notte.

POST SCRIPTUM
Dopo aver scritto - e prepubblicato - questo post, ho trovato (nel 'Venerdì' di 'Repubblica' del 13 giugno 2008), in un'intervista a Goffredo Fofi suscitata dalla pubblicazione del suo libro
I grandi registi della storia del cinema (Donzelli 2008,) questa perla: "Il cinema è un prodotto del '900 come la fabbrica e il calcio, tutti nati dalla società industriale. Caduta quella, non c'è più il sistema cinema nel quale siamo cresciuti. Di Monicelli e John Ford non ce ne saranno più. Ora ci sono i Cronenberg, i Lynch, i Sorrentino che devono diventare produttori e venditori di se stessi, non pezzi di un grande meccanismo collettivo." Una perla. Ma "non sono le perle, è il filo che fa la collana." (Flaubert) Questo vale naturalmente anche per i siti-rivista.




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