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Data Mon 16 June 2008 8:00 | Categoria: a quattro mani


Della vita di Johannes (anche Jan) Vermeer da Delft (nato e morto a Delft) si conosce poco (per un bel riassunto si veda qui).
Un personaggio di grandi capacità costretto a vivere un'esistenza 'sottotraccia', prima per poter affermare le proprie qualità artistiche, poi per affermarsi e conquistare un'autonomia finanziaria, distrutta di colpo poco dopo. Si sposa a 21 anni, l'anno successivo alla morte del padre il quale gli aveva lasciato la locanda di famiglia, per la quale Jan non mostrava né interesse né capacità gestionali - e presto si trasferisce dalla suocera, dove avrebbe vissuto il resto della vita. Nello stesso anno entra nella Gilda di San Luca di cui non riesce inizialmente nemmeno a pagare la quota di ammissione. Nel 1662 ne diventa il capo fino al 1672, anno in cui inizia la sua rovina finanziaria ed umana. Muore nel 1675, a 43 anni.


Quadro di Vermeer intitolato Veduta di Delft

Il quadro noto come Veduta di Delft viene datato a circa il 1660 (più probabilmente come vedremo 1662-1665), durante il periodo del successo, dunque. Questo notevole dipinto1, uno dei due (diconsi 2) il cui soggetto non sono cose/persone quasi sempre ritratte in interni, ma la sua città (l'altro ritrae una stradina di Delft2 in altro modo legata alla sua vita), fornisce una veduta della città dal molo Est3.
Di seguito, ecco una rappresentazione della relativa toponomastica del punto di vista assunto da Vermeer.

Toponomastica del punto di vista assunto dal quadro di Vermeer



La veduta, va detto subito, è al contempo fedele e non; in diversi particolari è notevolmente adattata alle esigenze pittoriche d’equilibrio tra i volumi degli edifici rappresentati. Purtuttavia la visione fornita è perfettamente coerente4.
Di tutti gli edifici riconoscibili, ci soffermeremo sul campanile della Chiesa Vecchia (Oude Kerk), sulla torre della Locanda, e sulla Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Dato il punto di vista, i piani prospettici su cui giacciono gli edifici sono, nell'ordine (dal più vicino al più lontano, da destra a sinistra, escludendo la torre dell'edificio in primo piano, al centro del quadro), i seguenti: Chiesa Nuova, Locanda, Chiesa Vecchia. L'altezza degli edifici, falsata rispetto agli originali, è tutta a favore della Chiesa Nuova, che svetta sul resto (ed è anche rappresentata più larga rispetto al resto). Questo elemento è chiaramente un accorgimento verso la probabile committenza o forse verso gli acquirenti dell'opera.
Abbiamo notato tutto, dunque?
Secondo noi, esiste nel quadro un'indicazione significativa che il pittore vi ha celato e che sembra essere passata inosservata.

Come si è detto, la rappresentazione pittorica è in piccola parte 'aggiustata’ ma purtuttavia rimane coerente. Tranne che in un particolare: il riflesso sull'acqua della Nieuwe Kerk!
Si osservino attentamente le altre ombre; sia la Oude Kerk, a costo di una “lieve” forzatura delle leggi ottiche5 che la torre della taverna vi sono riflesse. Si noti che la Nieuwe Kerk è rappresentata con le torri campanarie vuote (le campane sono assenti) e quindi con un grado d’accuratezza notevole, quasi cronachistica6. È però completamente priva di riflesso.
Una svista, un errore o un simbolo? Un omaggio verso il potente d’allora (che magari cela una presa di distanza dell'autore a favore della tradizione più antica)? Una rappresentazione della caducità umana - un tema così spesso rappresentato nel barocco - attraverso una sottile contrapposizione tra luci e ombre? Un silenzioso omaggio al padre mediante la rappresentazione così prominente della torre della taverna? Tutte quante queste cose o nessuna di queste?
A chi era diretto questo messaggio, costituito dall’assenza del riflesso della Nieuwe Kerk?

E oggi? Per finire, ecco come appare Delft oggi dallo stesso punto di vista.

fotografia di Delft oggi dallo stesso punto di vista del quadro di Vermeer


Senza riflessi sull'acqua, naturalmente.

gertdelpozzo & venises



P. S. = Ah, stavamo quasi per dimenticare di fare chiarezza almeno circa il titolo.



* * * * *

1 Se passate da L'Aia, al Mauritshuis, dateci un'occhiata anche per me. Si narra che Proust fu fortemente colpito dalla visione del quadro tanto da inserirlo anche in un episodio della Recherche. Infine, si raccomanda la visita di questo sito per una bellissima introduzione alla Delft dei tempi di Vermeer.

2 Anche sul perchè della scelta di questa strada e non di un'altra sarebbe interessante approfondire; un primo passo sulla determinazione dell'esatta posizione è condotta, tra gli altri, qui. Da parte nostra vale la pena notare che la strada è situata alle spalle della casa dei genitori, casa dove J.V. è cresciuto e che forse (ma è una mia illazione) era visibile da una qualche finestra sul retro dell'abitazione. Per un'idea della collocazione sulla mappa della città vedi qui confrontando i punti 1 e 3 della mappa.

3 Per la lista completa dei quadri di Vermeer si può vedere questo bellissimo sito o anche qui o qui.

4 È quasi certo che J.V. usasse l'oggetto allora noto come Camera Obscura per avere un'immagine bidimensionale esatta della veduta che andava dipingendo. Per una disquisizione estesa e minuziosa, anche se un pò disordinata, del quadro ci si riferisca al sito di Kees Kaldenbach.

5 Nella Oude Kerk c'è la tomba di J.V. Più che una tomba è un iscrizione su una pietra sul pavimento. Sembra che le spoglie dell'artista siano andate disperse.

6 Nell'estate del 1660 le campane vennero effettivamente rimosse dal campanile per dar modo di effettuare un restauro e per montare un meccanismo di carillon sul campanile stesso; il lavoro fu terminato circa due anni più tardi.





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