Un trasfertista

Data Sat 7 June 2008 8:00 | Categoria: agathotopia

Una fabbrica, rumore assordante e polvere, gli operai sono gente forte, riescono, continuando a lavorare, a ridere e scherzare. I saldatori hanno i polmoni pieni di fumo, gli altri diventano lentamente sordi.
Nell'ufficio tecnico del reparto, un gabbiotto dove la polvere non entrava, Giuliano consegnava gli schemi elettrici aggiornati. Per quasi un anno aveva lavorato in quello stabilimento ora il lavoro era terminato.
Era uscito alle due del pomeriggio in mezzo ad una folla di operai.
Non era stata una trasferta difficile, Torino non è lontana da Genova era riuscito ad andare a casa quasi tutti i fine settimana.
Ora finalmente tornava a casa per restarci almeno due settimane.
Questo per un trasfertista è uno dei momenti più attesi, il pensiero di rivedere la famiglia, un piacere da assaporare lentamente fino in fondo, una volta in famiglia pensa già che dovrà ripartire.
Percorse lentamente via Po entrò al bar Università, quante volte c'era stato con Maria, pensò che non gli era mai capitato di lavorare a Torino quando lei abitava in quella città, non riuscivano a vedersi molto. Si erano sposati dopo che lei si era laureata, e ora lo avevano mandato a Torino, ora che lei era a Genova. Si guardava intorno, Torino è una bella città.
In treno guardò fuori dal finestrino, il cielo era grigio, file ordinate di alberi scorrevano veloci, cavi attraversavano la campagna scendendo e risalendo velocemente da alti tralicci per scomparire dietro le colline, il treno entrò in galleria, all'uscita il cielo aveva cambiato colore, ora era azzurro in lontananza si vedeva Genova e finalmente il mare.
Non aveva avvertito del suo arrivo, voleva fare una piacevole sorpresa.

Aprì la porta di casa, Claudio, aveva tre anni, arrivò di corsa.
– Papà, papà -
Gli saltò in braccio e si abbracciarono forte, Maria li guardava, voleva partecipare a quell'abbraccio ma voleva anche lasciare il padre un po' tutto per il suo bambino, poi si abbracciarono in tre.
Alla sera fecero una passeggiata, da via San Barnaba si vedono vicine le finestre delle case di via Casaccia, Genova è costruita su terrazze, si vedevano famiglie mute che guardavano la televisione.

Quella sera mise Claudio a letto e gli tenne la mano fino a che lui si addormentò, poi uscì dalla cameretta e andò da Maria.





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