Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Simone Weill - Pagina stampabile - iLibrieleNotti - Fulmini e Saette


Simone Weill

Data Wed 21 May 2008 8:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Simone Weill, la giovane donna che si ricoverò nel 1943 in un sanatorio londinese dicendo di sé “sono una filosofa e mi interesso all’umanità”, fece in tempo a scrivere, prima di morire a trentaquattro anni, questo Manifesto per la soppressione dei partiti politici edito ora in Italia da Castelvecchi.

Cosa c’entra questa accorata Note sur la suppression général des partis politiques con le grida rauche di Grillo e l’ondata antipolitica italiana? Nulla. Simone aveva altro per la testa: il bene e la verità e la giustizia.
Occorre sopprimere i partiti politici perché “producono il male”. Ma come distinguere il male dal bene? “Il criterio del bene non può essere rappresentato che dalla verità, dalla giustizia. Solo ciò che è giusto è legittimo. Il crimine e la menzogna non lo sono in nessun caso.” E i partiti politici, non soltanto i partiti politici totalitari – comunista, fascista, nazista - ma tutti i partiti politici in quanto tali, cosa fanno? Fabbricano “passioni collettive accecanti”, orientano le menti alla “strumentalità strategica”, e le piegano alla menzogna. “L’operazione di prendere partito, posizione a favore o contro, si è sostituita all’operazione del pensare.” In questa situazione è “inevitabile” che il partito politico non sia mezzo ad un fine – il bene – ma “sia esso stesso il suo proprio fine”.

D’accordo, Max Weber aveva già individuato il carattere burocratico dei partiti politici, e Antonio Gramsci il loro carattere militare - Simone Weil non era originale in questo caso. Ma ricordare, ogni giorno, e ogni notte, che la politica serve a farsi gli affari degli altri (tutti gli altri) e non i propri (e non solamente i propri), che i partiti politici sono solo una parte della politica, e precisamente la parte in crisi – dal momento che non riescono a riformarsi alla radice, lungo il tronco ed i rami, fino alle foglie, ai fiori, ed ai frutti - è cosa buona e vera e giusta.




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