Forum

Data Thu 8 May 2008 8:00 | Categoria: diritto e rovescio

Contrariamente a quanto siamo soliti fare, discorrere cioè in generale, oggi ci soffermiamo su un caso in particolare, e cioè quello di Forum, il noto programma condotto sulle reti Fininvest da Rita Dalla Chiesa. Codesto programma sfoggia espressioni austere: si parla di tribunale, di giudice, di sentenza, di cose che non c’entrano un acca insomma. Ma noi ora si fa un po’ di chiarezza, prima che il buio ci travolga tutti.
Quando due persone discutono a proposito d’un certo diritto, possono andare dal giudice (il che accade spesso), mettersi d’accordo fra di loro (il che mai accade) o decidere di far risolvere la quaestio da un quisque de populo: è questo il caso di Forum. Cosa cambia? Molto cambia: cambiano i termini, e per una volta anche la sostanza.

Anzitutto questa situazione non si chiama «processo giurisdizionale», ma «arbitrato»; in essa non compare alcun «giudice», bensì l’«arbitro»; il quale arbitro non emana una «sentenza», ma un «lodo arbitrale».

Per quanto riguarda la sostanza, il processo arbitrale si distingue da quello giurisdizionale per il fatto che le regole che reggono quest’ultimo sono stabilite con legge, mentre quelle del processo arbitrale possono esser dettate dalle parti medesime. Vige in ogni caso il principio del contraddittorio (816-bis c.p.c.): se esso non viene rispettato, si può impugnare il lodo per nullità (829.1, n. 9 c.p.c.).

L’arbitro – a differenza del giudice – viene scelto dalle parti liberamente; inoltre tutti – o quasi: leggi l’812 c.p.c. – possono fare gli arbitri (mentre – altra differenza col processo giurisdizionale – non tutti possono esser giudici). La legge richiede ad ogni modo che l’arbitro sia terzo rispetto agli interessi delle parti (815 c.p.c.).

Il lodo si distingue dalla sentenza per essere originariamente privo di efficacia esecutiva: perché esso abbia efficacia di titolo esecutivo, va depositato nella Cancelleria del Tribunale, che lo dichiarerà esecutivo senza stare a fare un processo. Questo è un grosso vantaggio dell’arbitrato: si ottengono gli stessi effetti della sentenza, e si risparmia tempo.

Non tutto, però, si può rimettere al giudizio d’un arbitro: sono controversie arbitrabili solo quelle che non abbiano per oggetto diritti indisponibili (806.1 c.p.c.): proprio quei diritti di cui spesso si discute a Forum. Tanto che quando vengono discusse questioni di stato e di separazione personale fra coniugi l’arbitro di turno – non potendo decidere un bel niente – inizia a leggere il lodo usando espressioni come “consiglio a Tizio di rivolgersi al Tribunale…”, “esorto vivamente Caio a perdonare Sempronio”, etc., salvo poi terminare con un “così è deciso”, che crea un’atmosfera tanto grave e solenne.

Perché questo credo sia infine il motivo per cui nel programma «Forum» si usano espressioni tipiche del processo giurisdizionale anziché quelle proprie del processo arbitrale: creare un’atmosfera di prestigio, come se l’arbitrato fosse meno dignitoso del processo giurisdizionale. Il tutto, a scapito della corretta informazione di chi in quel momento si trova a guardare dentro e fuori al contenitore televisivo.




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