Elisheva Bauman

Data Wed 7 May 2008 8:00 | Categoria: agathotopia

Marco l'aveva conosciuta a Wimbledon, era il primo giorno di lezione al corso di inglese per stranieri. L'unico posto libero era al suo fianco, lui aveva notato subito la forma dei suoi occhi e il suo sorriso, era molto bella Elisheva, forse troppo per essere attraente. Era di Varsavia ma non aveva l'aspetto di una polacca, era ebrea. Aveva notato quanto era alta quando uscirono, un metro e ottanta contro il suo metro e settantaquattro.
Camminando nel Common, lo spazio verde a sud di Londra che costeggia Wimbledon Park Side verso Putney, avevano scoperto di abitare vicino, di avere gli stessi interessi, la politica, la fotografia, di amare lo stesso scrittore, Kafka. In un’ora erano diventati amici. Si vedevano tutti i giorni, a casa di lui o a casa di lei. Lei preparava spesso dei dolci e faceva il tè, un giorno guardandolo sorridendo gli aveva detto che forse era meglio che lui le portasse le camice da stirare. Stavano sempre insieme, in giro per Londra, lei aveva riso di gusto un sabato per un discorso improvvisato di lui a Speakers' corner, alla sera si vedevano da Flanagan's un pub in Putney high street.


Persone a Speakers' Corner. Londra
Speakers' Corner. Londra


Non si può passare tutto il tempo libero con un'amica, Marco aveva conosciuto Janet e a volte andava a dormire da lei, lo aveva detto a Elisheva e lei aveva voluto conoscerla,
– E' simpatica – aveva osservato – Solo... ora noi ci vedremo un po' meno – E da quel momento aveva cominciato a frequentare Janek, un medico polacco che viveva a Londra da anni. Si vedevano comunque al pomeriggio per la solita passeggiata dopo la scuola. Quando ormai sembrava che la sua relazione con Janek fosse diventata una cosa seria, una cosa per sempre, lei lo aveva lasciato.
– Che cosa è successo Elisheva? -
– Voleva che noi due non ci vedessimo più, che stupido, noi siamo amici, solo amici è vero? -
– Certo –

Dopo un anno Marco era partito, si erano scambiati l'indirizzo, lei dicendo che non gli avrebbe scritto, così si sarebbero rivisti, era sicura che si sarebbero rivisti. Lui non tornò più a Londra, dopo sei anni ricevette una lettera, Elisheva gli comunicava il suo nuovo indirizzo con una breve frase - Spero di rivederti presto – Marco pensò al tempo passato insieme, ripensò in quel momento le parole di lei, e perplesso e pensieroso mise la lettera in un cassetto ed uscì.





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