3 - Eventi di Luglio

Data Thu 26 July 2007 7:30 | Categoria: ultimogiornodelmese

Ci incontriamo di nuovo, complici di blog, per ‘fare insieme’ in questo blog-rivista, L’ULTIMOGIORNODELMESE. Sì, luglio di giorni “ne ha trentuno”, ma sì come il 31 non potrò usare il computer, per questo mese anticipo leggermente.

“Ma è già l’ora di andare, io a morire [in un posto senza computer per una settimana] voi a vivere: pur, chi di noi vada a miglior sorte è ignoto a tutti, fuorché a Dio.”
Platone, Apologia di Socrate.

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CLEMENTINA FORLEO, OTTIMO MAGISTRATO:

Credo non sia stato dato sufficiente spazio, nelle polemiche di questi giorni come riportate nei media, alle motivazioni squisitamente tecniche che han fatto sì che il Gip di Milano Clementina Forleo abbia scritto di un reale coinvolgimento e non semplice “tifo” da parte degli uomini politici nella vicenda Unipol.
Tale giudizio era necessario per evidenziare la necessità di porre agli atti le intercettazioni riguardanti gli uomini politici coinvolti, cosa che in qualità di giudice per le indagini preliminari ella ha ritenuto importante. Quindi, tale valutazione non esorbitava dai suoi compiti in senso stretto.
Credo che molte inutili polemiche potrebbero essere evitate se esistesse una maggiore cultura giuridica, sia negli uomini politici che nei giornalisti. Trapela a volte appunto una incultura giuridica, che si riverbera poi fatalmente sulla opinione pubblica, ed è una incultura che colpisce non solo i magistrati, ma anche gli imputati.
Di tale incultura è stata spesso vittima Clementina Forleo, che, proprio perché sempre aliena da considerazioni extragiuridiche, ha subito, da destra e sinistra, dure critiche e fraintendimenti. Laddove ha sempre svolto il proprio lavoro rigorosamente sulla scorta del diritto (a prescindere dal fatto che il suo modo d’interpretarlo nei fatti specifici non sia comunque l’unico possibile, certo).
In fin dei conti, è stata criticata solo perché non ha riguardi per considerazioni politiche, extragiuridiche, che sono la passione di politici e giornalisti.
Ma è proprio questo che ne fa un ottimo magistrato.
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PIERO WELBY E GIOVANNI NUVOLI:

Il non luogo a procedere a carico di Mario Riccio, il medico che il 20 dicembre scorso staccò il respiratore di Piero Welby, l’uomo che aveva chiesto di essere lasciato morire, ha coinciso con l’epilogo della lunga agonia di Giovanni Nuvoli, 53 anni, malato di sclerosi laterale amiotrofica da sette, morto la sera del 23 luglio intorno alle 22:30.
Una giornata che ha segnato e segna la conclusione di due vicende distinte, rilanciando il dibattito e la discussione intorno ai temi del fine-vita, della libertà di scelta e della normativa da ricercare in materia.
Nuvoli si era lasciato morire di fame.
Pietà e rigore etico imporrebbero contegno e decisioni svincolate da posizioni astrattamente valoriali. Senza aprire la porta allo svilimento nichilista di scelte e passaggi di vita personale che vanno considerati per il carico di interrogativi che pongono, se scritti in forza di norme che allo stato della conoscenza non possono che essere parziali.
Non esiste al momento una definizione scientificamente condivisa di cosa separi o distingua uno stato patologico terminale da una condizione irreversibile di non ritorno. Non è questione che possa essere affrontata con spensieratezza. Né svilita da contrasti che richiamino diritti che tali non sono, pur rientrando nelle facoltà coscienti di chi scelga di interrompere condizioni insostenibili di deprivazione, o mutilazione, di quella forma alta di esistenza in vita che chiamiamo dignità.
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PAOLO BORSELLINO:

Paolo Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992) è stato un magistrato italiano.

«Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ne ha una volta sola.»
(Paolo Borsellino)

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I POMODORI E LA GENTE:

Luglio è spuntato, rosso, liscio e sodo, nell’angolo più a est del mio terrazzo. L’ho tenuto fra le mani, l’ho pulito per bene e, quando l’ho mangiato, il mio pomodoro aveva il sapore del sole, nonostante quattro piani più sotto scorra incessante il traffico delle auto. Mi sono detta che forse è perché ha fatto come faccio io, che non guardo mai in basso ma sempre verso l’alto, verso il cielo.
Ho pensato che le cose che crescono spontanee in certi luoghi possono nascere e maturare anche in luoghi assai meno propizi, purché vengano nutriti, curati, annaffiati.
Mi piace credere che sia così anche con la gente.
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EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE:

Ottobre è il mese delle rivoluzioni, si dice, ma sarebbe più giusto dire luglio. Prima di tutto perché la Rivoluzione d’Ottobre in realtà avvenne a novembre, poi perché le maggiori rivoluzioni borghesi, l’americana e la francese, avvennero entrambe in luglio, maturi frutti dal calore estivo che, sono certo, ha effetti dirompenti sulle menti degli individui.
L’Italia è un paese senza rivoluzioni e i giornali di luglio trattano della «morsa del caldo» o dei pericoli dell’abbronzatura. Spiccano però un paio di notiziole: il senatore Selva usa un’ambulanza per andare più in fretta a farsi intervistare dalla TV. Si vanta del fatto e invece dei complimenti riceve critiche. Offeso fa finta di dimettersi, ma poi torna sui suoi passi perché il popolo glielo chiede…(Vox populi vox Dei, come si diceva un tempo). Il vicepresidente della regione Veneto, Zaia, ovviamente un leghista, viene pescato mentre va a 200 all’ora in autostrada. Tutto ciò che ha da dichiarare è che i limiti di velocità sono «obsoleti». Quello che è veramente obsoleto in Italia è il rispetto per le leggi e i regolamenti e la conseguente disistima sociale che dovrebbe colpire chi li disapplica, specie se è un politico. La vera rivoluzione in questo paese sarebbe rappresentata dunque da una vampata di vergogna. O forse sarebbe piuttosto un’evoluzione?
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OMOSESSUALITA’ E CRISTIANESIMO:
condannati all’inferno da Dio o dalla chiesa?

Non esiste un impianto teologico coerente che esplichi al Popolo di Dio, all’Ecumene religioso, il quadro sopra le questioni omosessuali. Il cristianesimo è religio dell’obbligo, proprio come il giudaismo lo era al tempo di Cristo: ecco la ragione del successo del Codice di Dan Brown, o le illazioni sterminate sopra la povera Maddalena tanto reietta. Un omosessuale è per antonomasia il condannato a star fuori dal regno dei cieli, ma la condanna proviene da Dio o dalla chiesa? Dalla chiesa, non da un Dio che ci dicono sia amore e accoglienza e non esclusione! In duemila anni di cristianesimo l’omosessualità è stata condannata, credo che adesso sia giunto il tempo di riscrivere il cristianesimo sotto aspetti assolutamente differenti. Se da un lato stiamo tentando di rileggere le Scritture sotto il profilo dell’omofobia dell’ottica “carnefice vittima”, e vero che era la sacra prostituzione maschile e femminile ad essere condannata quale pratica religiosa. Il sesso ha sempre avuto funzione sacrale nei culti misterici: anche il cristianesimo celebra un atto sessuale, l’incarnazione nel seno della vergine Maria è un atto erotico, come insegna Agostino. Cosa ci si può attendere dal prossimo futuro? Niente di buono temo! Il cristianesimo vive una forte, tremenda crisi proprio perché è religio dell’obbligo più che dell’amore.
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