Pasolini versus Barbero

Data Wed 13 November 2019 4:00 | Categoria: leOpereeiGiorni


Alessandro Barbero è un notevole storico (per ciò leggo tutti i suoi libri e ascolto tutte le sue conferenze) ma non possiede - diversamente da Pasolini - la chiave di volta per comprendere il mondo grande e terribile del passato e del presente.

Non capisce che la civiltà medioevale nel Trecento è entrata in crisi organica e nel Quattrocento è nata dalle sue ceneri una nuova civiltà, la civiltà moderna. E non capisce che nel Novecento è entrata in crisi organica la civiltà moderna, e dalle sue ceneri sta nascendo una nuova civiltà.

Insomma, Barbero non ha capito ciò che aveva capito Pasolini a metà degli anni Settanta del Novecento, e cioè che la crisi di cui si cominciava a parlare allora (e che stiamo vivendo ancora oggi) era ed è una crisi di civiltà, la crisi della civiltà moderna.

"Tu mi dirai (scriverà Pasolini in una delle sue 'Lettere luterane' a Gennariello, a Moravia, a Calvino eccetera): le cose sempre cambiano. È vero. Il mondo ha eterni, inesauribili cambiamenti. Ogni qualche millennio, però, succede la fine del mondo."

Vale a dire, ogni tanti anni finisce una civiltà, è "la fine del mondo".

Alessandro Barbero - Fra recessione e innovazione: la crisi del Trecento / Torino, 7 Novembre 2019
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L'essenziale di Pasolini
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