Una storia paurosa e divertente

Data Fri 16 November 2007 3:50 | Categoria: temi mariani

[Nel quartiere popolare di Genova chiamato ‘Certosa’ c’è la scuola media statale ‘Caffaro’. E dentro questa scuola c’è la classe II B, che ha per professoressa di Italiano e Storia e Geografia una grande amica di nome Maria Ruggiero. Multietnica è la classe nella composizione degli allievi (italiani, capoverdiani, equadoriani, ucraini, albanesi) e multiforme è Maria nella derivazione regionale (siciliana e piemontese e ligure com’è).
Qualche tempo fa è venuta fuori l’idea – a Maria o a suo marito Giuliano Cabrini non si sa, perché sono come il cappuccino che non si sa dove finisce il latte e comincia il caffé – di pubblicare sul blog-rivista i temi memorabili degli allievi di Maria. E così la rubrica che nasce oggi si chiamerà TEMI MARIANI.
Perché le voci dei ragazzi nel blog-rivista? Prima di tutto perché al centro delle istituzioni, delle organizzazioni, delle comunità è meglio che stiano i cittadini, le persone, i ragazzi – e non i presidenti, i capi, i burocrati: i malati degli ospedali, i clienti delle banche, i carcerati delle galere, i viaggiatori dei treni, e gli allievi delle scuole. E poi perché, oltre che dagli adolescenti, dai giovani, ed ora dai ragazzi, questo blog-rivista è letto dai grandi, sapete - quelli che sono stati ragazzi una volta ma raramente se lo ricordano.
Iniziamo senz’altro con un tema di italiano in classe.]
Tema
Racconta un episodio pauroso o divertente che ti è capitato.

Svolgimento
Una storia (quasi) paurosa e ‘divertente’, ma vera, mi è capitata quando avevo circa un anno.
Innanzi tutto dovete sapere che io a soli 8 mesi di vita sono stata in coma con la febbre sopra i 40 gradi per quattro giorni di seguito, da cui mi sono svegliata per miracolo reclamando un piatto di pasta al sugo (se volete potete chiederlo a mia mamma).
Pochi mesi dopo mi sono svegliata nella mia casa a Voltri in Via 2 dicembre (vicino al cimitero degli alpini) e riuscivo a vedere gli spettri delle persone che in quel posto avevano vissuto dalla notte dei tempi fin ad oggi.
Inizialmente è stato strano, ma poi ci presi gusto a vedere cavalieri medievali e damine ottocentesche sulle prime biciclette che mi salutavano (facendo impazzire mia mamma, a cui chiedevo di contraccambiare il saluto).
Ma il fatto divertente è accaduto mentre giocavo in camera con la palla gettandola contro il muro.
Improvvisamente si fermò: rimase lì per qualche secondo e poi dolcemente mi tornò tra le mani e la cosa si ripetè a lungo finchè mia madre non entrò in camera e, accortasi della stranezza del fatto, mi chiese: “Cosa stai facendo?” Io poi risposi: ” Gioco a palla con Gesù”.

Giulia Chiozzi




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