Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 La Vita Nuova. Capitolo 29 - Pagina stampabile - iLibrieleNotti - Fulmini e Saette


La Vita Nuova. Capitolo 29

Data Tue 6 February 2018 9:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.


Nella storia ci sono state civiltà di varie dimensioni, grandi e piccole. Alcune civiltà si sono impiantate su estese aree geografiche, seguendo rotte terrestri e marittime. Altre hanno installato il centro delle operazioni in uno spazio cerimoniale, in una città, in un'isola, dove si concentra la creazione culturale e l'esercizio del potere, e da lì s'irradiano abbracciando un vasto territorio. Ci sono civiltà delimitate da frontiere all'interno delle quali si proteggono e difendono, e altre che si sono ingrandite o ridotte nel tempo. Allora ci chiediamo: quali dimensioni potrà avere, o quali dimensioni desideriamo dare, alla nuova civiltà che stiamo costruendo?
La nuova civiltà, che sta già cominciando a esistere, sta attualmente in processo di gestazione e sta emergendo in moltissime parti del mondo. Essa è disseminata molecolarmente, esistendo ancora in piccola scala, ma è attiva in ogni luogo dove ci sono persone e gruppi, attività e organizzazioni, che vivono, si relazionano, si comportano e agiscono con creatività, autonomia e solidarietà, e in cui si sperimentano modi di fare economia, di fare politica e di fare scienza e arte e cultura che promuovono la realizzazione umana, lo sviluppo sociale, il rispetto e la cura della natura.


Molteplicità di centri d'iniziativa e diffusione.

Grazie alle sue proprie caratteristiche, questa nuova civiltà non ha un centro di potere, né un unico luogo in cui si concentra la sua attività creativa e promozionale, e neppure si espande mediante processi di conquista militare, politica o ideologica. Al contrario, la nuova civiltà ha e avrà tanti centri di creazione e diffusione quanti ne hanno e ne avranno i suoi abitanti e cittadini.
Una persona, una casa, un'intrapresa, una comunità locale, in quanto vivano conformemente alle esigenze della nuova civiltà, sono già i suoi elementi costituenti e i suoi centri di diffusione.
Come punti distribuiti su una mappa della Terra, la nuova civiltà si sta creando un po' dovunque. Irradiando da ciascun punto, e moltiplicandoli, la nuova civiltà va lentamente densificando la sua presenza sul pianeta. Ma fino a che tutti questi luoghi siano ancora disconnessi, da nessuno di questi si potrà percepire che un'intera civiltà si va costituendo.


Civiltà precedenti (I)

La civiltà islamica come esempio di civiltà centrata.
Maometto in preghiera davanti alla Kaaba a La Mecca, in un manoscritto del 1595.

manoscritto


Una forma reticolare del comunicarsi e diffondersi.

I contemporanei mezzi di comunicazione e specialmente Internet forniscono forme di articolazione, coordinamento e integrazione tra esperienze geograficamente distanti. Nella misura in cui questi mezzi vengono utilizzati nella comunicazione e articolazione dei suoi componenti molecolari, possiamo pensare che la nuova civiltà stia adottando una forma reticolare di stabilirsi ed espandersi, che è molto diversa da quelle in cui si sono stabilite ed espanse le civiltà precedenti.
Conformemente a questo modo reticolare di stabilirsi ed espandersi, le dimensioni geografiche non sono rilevanti nella nuova civiltà, che non si rinchiude né si protegge in un territorio determinato.
Nella nuova civiltà sono eliminate le frontiere, si decentrano le attività e le iniziative, e la sua irradiazione ed espansione è realizzata da tutti e da ciascuna delle persone, dei gruppi, delle comunità che partecipano ad essa, relazionandosi orizzontalmente.


Civiltà precedenti (II)

La civiltà romana come esempio di civiltà espansionista.
Fasi dell'espansionismo romano dal 218 a.C. al 117 d.C.

mappa


Realizzazione locale e vocazione planetaria.

Ogni soggetto individuale e/o collettivo partecipa alla nuova civiltà dal punto in cui si trova, dal proprio posto, e da lì estenderà la sua presenza collegando le proprie iniziative ed esperienze culturali, economiche e politiche con quelle delle altre persone e gruppi.
Nascendo in molti luoghi simultaneamente, e dispiegandosi attraverso la comunicazione tra i suoi partecipanti, si va costituendo una articolazione reticolare che le consente di abbracciare grandi dimensioni. In questo modo la nuova civiltà manifesta d'avere una 'vocazione all'universalità', una dimensione tendenzialmente planetaria. Essa si andrà estendendo su tutta la Terra, o più esattamente, in qualsiasi luogo del mondo in cui emergano persone e gruppi creativi, autonomi e solidali che dispieghino la nuova economia, la nuova politica e la nuova cultura.
Ma insieme all'affermazione di questa 'vocazione all'universalità', ossia del suo carattere tendenzialmente globale, essa ha e conserverà anche in futuro il suo carattere e la sua dimensione locale, in quanto si va creando e costituendo attraverso l'iniziativa degli individui e dei gruppi radicati localmente, disseminati in diverse latitudini.


Civiltà precedenti (III)

L'antica civiltà cinese come esempio di civiltà vocata all'isolamento.
Andreas Tille, La Grande Muraglia Cinese, 2005.

muraglia


Una comunità di comunità, una rete di reti, una associazione di associazioni.

Se questo è il modo di creazione, espansione e articolazione della nuova civiltà, il compito di ciascuno dei suoi creatori è, prima di tutto, quello di costruire la nuova civiltà in se stesso come persona; poi, farlo in dimensioni familiari, locali o di piccole organizzazioni, reti e comunità, e in seguito andare stabilendo con altre persone, comunità e gruppi, le articolazioni che consentano di comunicare, scambiare, apprendere gli uni dagli altri, dispiegare attività comuni.
L'espansione della nuova civiltà dal locale all'universale sarà un processo di progressiva articolazione tra le organizzazioni, le reti e i gruppi localmente radicati, i quali andranno stabilendo fra di loro diversi, molteplici e ogni volta più intensi legami di comunicazione, di scambio e di auto-organizzazione, nei piani delle loro attività economiche, politiche, culturali.
La nuova civiltà si manifesta, così, come una comunità di comunità, come una rete di reti, come una associazione di associazioni, disseminate in diversi luoghi del mondo, che condividono modi di essere, di sentire, di pensare, di relazionarsi e di agire.


Civiltà precedenti (IV)

La civiltà medioevale europea come esempio di civiltà fondata sull'emanazione: dal centro alla periferia, dall'universale al locale.
Gustave Doré, Dante e Beatrice contemplano l'Empireo (Canto XXXI del Paradiso)

incisione


Gli abitanti della nuova civiltà si riconoscono tramite ciò che si comunicano.

Essendo distanti, essendo diverse le proprie iniziative ed esperienze, essendo autonomo ciascun centro di iniziativa e diffusione, sorge la questione su come si riconoscano tra di loro i creatori e abitanti della nuova civiltà.
Comunicando gli uni con gli altri, articolandosi in reti, essi necessariamente devono presentarsi a vicenda; spiegare chi sono, che obiettivi hanno, raccontare ciò che fanno e come lo fanno, con chi si relazionano, come interagiscono, etc.
In questo modo i cittadini e i gruppi, le reti e le comunità della nuova civiltà, apprendono facilmente a riconoscersi tra di loro, scoprendo che formano parte di un medesimo processo, che condividono un grande progetto.
Non è necessario che mostrino passaporti di identità, poichè si riconoscono dal modo in cui si relazionano quando si incontrano, dal modo in cui comunicano, e dai contenuti della comunicazione.


Civiltà precedenti (V)

La civiltà inca come esempio di civiltà fondata su un linguaggio segreto, sconosciuto alla maggioranza del popolo.
Guaman Poma de Ayala, Pachacútec Inca Yupanqui - fondatore dell'impero Inca, 1615.

codice


Cosa li unisce e li mantiene uniti?

Ciò che mantiene uniti i creatori e abitanti della nuova civiltà, anche se dispersi e geograficamente lontani, è il contenuto stesso delle loro comunicazioni reciproche, i messaggi che si scambiano.
Contenuti che non sono i tipici messaggi ogni volta più vuoti, poveri e allarmati che si scambiano tra di loro - anche utilizzando le reti informatiche - gli abitanti della civiltà moderna in crisi: luoghi comuni che sull'economia, la politica, gli spettacoli, la vita quotidiana, hanno trasmesso loro le comunicazioni di massa e le istituzioni dello Stato; frasi superficiali e di scarso contenuto intellettuale ed esperienziale; critiche sommarie o estreme rivolte indiscriminatamente a tutto ciò che esiste e avviene nel mondo, quando non siano semplicemente menzogne e sollecitazioni ingannevoli.
Ciò che comunicano tra di loro i cittadini della nuova civiltà sono le proprie esperienze e idee, le proprie domande e ricerche, i risultati della propria creatività, le proprie opere e realizzazioni, i propri progetti, i propri apprendimenti, le proprie iniziative educative, economiche, politiche. Lo comunicano generosamente, sperando in dialoghi reciprocamente arricchenti, in apprendimenti reciproci, in sinergie vitali.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



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