La Vita Nuova. Capitolo 27

Data Tue 6 February 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 27. La conquista dell’autonomia.


Insieme alla creatività, gli iniziatori della nuova civiltà devono possedere un'altra qualità essenziale: l'autonomia, che di fatto si sviluppa nel processo stesso della creazione della nuova civiltà.
Perché chi sia dipendente o subordinato, o si trovi in qualche modo intrappolato nei modi di pensare, di relazionarsi e di agire propri della civiltà moderna in crisi, non potrà essere un attivo costruttore di una vita nuova e di una società diversa.
Le persone che sono intellettualmente e praticamente dipendenti dall'ordine sociale esistente, nemmeno possono pensare che una vita e una società nuova e migliore siano possibili. Adattati e conformati dall'economia, dalla politica e dalla cultura date, qualsiasi proposta di qualcosa di diverso pare loro inattuabile o utopica.
Chi vive interamente immerso in un sistema, dipende vitalmente dal fatto che questo continui a funzionare; e chi così dipende da un sistema non immagina nemmeno la possibilità di vivere in altro modo in una organizzazione economica, politica e culturale diversa.


Pensare con la propria testa e decidere con la propria volontà.

Per essere autonomi bisogna pensare con la propria testa e decidere con la propria volontà, e non delegare ad altri le decisioni relative alle questioni più importanti che riguardano la nostra vita.
Ma l'autonomia non consiste nel fare ciò che piace, né è semplice originalità nel vestirsi, nell'alimentarsi, nel divertirsi, etc. Tutto questo è molto comune nella civiltà moderna, e in molti casi denota soltanto un marcato individualismo, o un desiderio di distinguersi per apparire e spiccare tra gli altri.
Autonomi sono coloro che hanno deciso di recuperare per sé il controllo delle proprie condizioni di vita, e lo perseguono con coerenza e con la ferma volontà di raggiungerlo.


Pensare con la propria testa.

Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma, 2007.
Sotto la foto di Groucho Marx, si può leggere questo suo aforisma: "Trovo la televisione molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro."

donna al bar


Gli ambiti dell'autonomia.

L'autonomia, che è necessario costruire nel processo di creazione della nuova civiltà, ha varie dimensioni e ambiti.
Occorre costruire l'autonomia nell'ambito economico, in quanto la dipendenza economica condiziona e limita fortemente la possibilità di decidere da se stessi e agire, relazionarsi e vivere, conformemente ai propri valori e modi di pensare.
Occorre costruire l'autonomia nell'ambito politico, in quanto in esso si definiscono molti aspetti della vita personale e collettiva, che sono soggetti alle decisioni del potere e dei gruppi dominanti.
Occorre costruire l'autonomia nell'ambito del pensiero e della cultura, che è l'autonomia principale perché è nel conoscere e nel pensare che si gioca in ultima istanza la capacità di recuperare o di assumere il controllo delle proprie vite.


L'autonomia economica presuppone potenziare le proprie capacità e gestire le proprie risorse.

Le dipendenze dalle droghe, il consumo imitativo, l'indebitamento finanziario, il lavoro dipendente, sono forme diverse di subordinazione e sottomissione, che impediscono l'autonomia economica.
La conquista dell'autonomia nell'ambito economico consiste nella capacità di controllare il proprio consumo, gestire il proprio lavoro e amministrare le proprie finanze, ponendo tutto ciò al servizio dei fini e degli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere nella vita personale, familiare e collettiva.
Raggiungere queste capacità di autocontrollo, autogestione e auto-orientamento delle nostre attività economiche, presuppone un grande sviluppo delle proprie capacità, e richiede anche di disporre delle risorse indispensabili per farlo senza essere costretti a subire condizionamenti esterni.
Nel processo di creazione della nuova civiltà sperimenteremo un processo di potenziamento delle capacità di produzione delle persone, delle famiglie, delle comunità e dei gruppi locali.


Robinson Crusoe: rappresentazione dell'autosufficienza all'inizio del secolo XVIII (libro) attualizzata agli inizi del secolo XXI (film).

(Sequenza di film) Tom Hanks, nel film 'Cast Away' (2001), ispirato al romanzo 'Robinson Crusoe' (1719) di Daniel Defoe - 2 minuti
https://www.youtube.com/watch?v=eBoiZH8Go4I


L'autonomia politica implica orientare le proprie attività verso i fini che da sé ci si pone.

Accettare passivamente come propri e senza discutere i fini stabiliti preliminarmente da altri nelle istituzioni e organizzazioni politiche, è porsi come diretto e non come dirigente, anche se questa ultima sia la qualifica che ci viene data all'interno di un partito o organizzazione politica.
L'autonomia politica si costituisce nella definizione dei fini e degli obiettivi della propria azione, e ciò è necessario specialmente quando si tratta di creare una nuova civiltà, il che comporta ri-orientare globalmente l'attività politica.
Se pensiamo che nella nuova civiltà tutti i partecipanti devono essere autonomi, non dovrà esserci in essa la divisione tra una classe dirigente e una moltitudine di diretti. In effetti, l'autonomia politica implica che ogni soggetto - individuale o collettivo - si proponga di avere tanto potere quanto gli serve per sottrarsi a una direzione altrui e dirigersi da se stesso, orientando le proprie decisioni e attività al raggiungimento dei fini che si è proposto o che ha elaborato e condiviso con altri.


"Aiutati che Dio ti aiuta."

(Sequenza di film) Il personaggio di Margot Wendice (Grace Kelly) in 'Delitto perfetto' (1954) di Alfred Hitchcock - 3 minuti 37 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=i1v0NHvvu2U


L'autonomia culturale richiede forza intellettuale e morale.

L'autonomia implica allontanarsi dai sentieri battuti, nuotare contro corrente, differenziarsi dai modi di vivere convenzionalmente accettati. Sulla strada verso l'autonomia non ci sono mode da seguire né abitudini che liberino dalla necessità di prendere decisioni, assumendo le responsabilità e i rischi che queste implicano.
Per ciò l'autonomia è un processo di maturazione, che comporta avere la forza intellettuale e morale sufficiente a porsi obiettivi propri e aprire nuovi percorsi, e perseverare in essi persino quando montano le difficolta e si moltiplicano le suggestive sollecitazioni a piegarsi al comodo vivacchiare delle moltitudini.


Esempio di autonomia: due versi di Esteban Gumucio, poeta cileno.

No quiero ser copia de nadie / pues soy imagen de Dios.
Traduzione italiana: Non desidero essere copia di nessuno / poiché sono immagine di Dio.


Autonomia non è separazione e isolamento.

La vita nuova, in quanto non è una proposta per piccoli gruppi, bensì il progetto di costruzione di una autentica civiltà che abbracci moltitudini, non si può concepire né creare come un'isola sconnessa dai processi generali della società.
L'autonomia attraverso la quale si costituisce la nuova civiltà, pertanto, non può implicare la separazione di un gruppo ristretto che cerca per sé l'autosufficienza economica, politica e culturale.
L'autonomia si costruisce non come l'isolamento di un gruppo, bensì si realizza nel rapporto di coloro che la creano con tutti gli aspetti della realtà che si vuole trasformare.
La vera autonomia è una modalità di relazione e interazione, vissute da un punto di vista e da un luogo autonomi, non dipendenti dal sistema stabilito in crisi.


Autonomia non è soltanto critica e antagonismo.

L'autonomia non deve essere confusa nemmeno con la lotta contro il sistema, o con l'antagonismo nei confronti delle classi dominanti o dei gruppi dirigenti. Rimanere all'interno di una lotta anti-capitalista o anti-industrialista o anti-statalista o anti- consumista, implica rimanere ancora subordinati a ciò contro cui si combatte, dal momento che si stanno definendo ancora i propri fini e la propria azione attraverso ciò che si cerca di superare. La propria identità è definita per opposizione: è una identità 'contro', 'anti'. E' l'avversario che domina la nostra mente, che determina il senso dell'azione.
Nei movimenti 'anti', si supera la tendenza all'isolamento e si interagisce con la realtà generale, ma facendolo in forma di lotta e di conflitto il risultato non può andare al di là dello sviluppo del conflitto stesso. L'esperienza storica insegna che l'avversario si rafforza in proporzione all'intensità della lotta di coloro che lo combattono, e ciò non produce una realtà nuova, oltre l'esacerbazione dell'antagonismo.
L'opposizione, la critica, l'antagonismo, la lotta 'contro', sono attitudini che rimangono al livello della negazione del vecchio, non dell'affermazione del nuovo superiore. Non si riesce a concepire e neppure a progettare il nuovo, poiché la coscienza resta immersa nella realtà esistente, nella quale i soggetti si definiscono contrari, nemici e combattenti.


Le fasi della conquista dell'autonomia.

La tendenza all'isolamento, alla separazione o alla rottura con il 'sistema' o con l''ordine' stabilito; e la tendenza al conflitto, all'antagonismo e alla lotta contro coloro che lo dominano, possono essere intesi come momenti preliminari, o come fasi primitive in un percorso o processo verso l'autonomia. Ma l'autonomia implica andare al di là, superare questi momenti preliminari e insufficienti.
Fino a che si resta nella prospettiva della rottura e nell'antagonismo non si inizia la creazione di una nuova realtà, poiché si crede che prima di creare il nuovo occorra eliminare il vecchio, far crollare il sistema stabilito. E siccome questo non crolla, passano gli anni, i decenni e i secoli in una lotta interminabile, e sempre con la speranza del crollo che non si decide a venire. Così, si rimanda sempre l'inizio della creazione del nuovo.
Giungere a essere autonomo implica superare i momenti della separazione o rottura e del conflitto o antagonismo, e accedere a una fase superiore della creazione del nuovo che va configurando e costituendo la nuova civiltà. Creazione, questa, che non deve sperare e aspettare il crollo della civiltà data per aprirsi il cammino e cominciare a dispiegare le sue proprie potenzialità.


L'autonomia non è facile, ma è possibile conquistarla.

L'autonomia è una conquista, il risultato di un processo progressivo che comporta elevarsi a un punto di vista superiore, a una visione comprensiva, attingendo un "vertice inaccessibile al campo avversario". (Gramsci, Quaderni)
Chi raggiunge l'autonomia non pensa che l'avversario sia imbattibile, poiché conosce le sue debolezze, la sua crisi e la sua decadenza. Non teme l'avversario poiché, essendo autonomo, non è alla sua portata. Non concepisce la possibilità di poter essere riassorbito dal sistema, poiché non dipende da esso né gli necessita, poiché sta costruendo una realtà diversa e superiore. E siccome non lo teme, non evita di utilizzare quegli elementi della vecchia civiltà moderna che possono essere profittevolmente impiegati.
Conquistare l'autonomia non è facile, né è il risultato di una decisione immediata. E' un processo progressivo, che come la costruzione di una casa, comporta disegnare un progetto architettonico, stabilire solide basi, predisporre i materiali migliori, organizzarli in modo coerente e consistente. E come abbiamo detto prima, la si va abitando a misura che la costruiamo.


Una delle mille esperienze di produzione autonoma di energia.

Taliesin West, la residenza invernale del grande architetto Frank Lloyd Wright, sta diventando energeticamente autonoma, grazie ad un impianto fotovoltaico della potenza di 250 kW in grado di soddisfare i bisogni energetici della struttura che ospita oggi il campus della scuola di architettura e la fondazione Wright.

Foto di Greg O'Beirne, Taliesin West, Arizona, USA, 2008.

interno casa

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



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