La Vita Nuova. Capitolo 24

Data Sun 4 February 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.


La Seconda Guerra Mondiale risolse provvisoriamente il problema della sovrapproduzione, mediante l'enorme domanda di risorse, prodotti e servizi che generò negli Stati che parteciparono a essa. Alla fine della guerra, gli Stati seguitano a occuparsi del sostegno e accrescimento della domanda, e hanno continuato a farlo fino a oggi.
Ciò ha comportato per il mondo, e specialmente per i paesi più industrializzati:
1. Progresso e crescita costante della produzione, con la conseguente espansione dell'accesso ai beni e servizi da parte della popolazione.
2. Stabilità politica, derivata dalla capacità che ha avuto lo Stato di soddisfare le domande della popolazione e di provvedere servizi e benessere sociale.
3. Declino culturale e morale, conseguenza del consumismo esacerbato, del paternalismo dello Stato provveditore, della corruzione e della demagogia sociale e politica.


Rappresentazione del declino morale.

Charles Schultz, Peanuts, 12 novembre 1959.

vignetta


Il keynesismo.

La concezione economica che ha guidato questo processo è chiamata keynesiana, una teoria macroeconomica che, criticando i principi fondamentali della concezione capitalista ortodossa del libero mercato, sostiene una forte regolazione statale del mercato.
Tra le politiche derivate dal keynesismo spiccano l'espansione monetaria e la svalutazione della moneta, la promozione del credito e dei sussidi alla produzione ed al consumo, la creazione di posti di lavoro pubblico, l'espansione dei servizi di sicurezza sociale, la punizione del risparmio, la fissazione di tariffe e tasse elevate.
L'applicazione delle politiche keynesiane ha portato a una crescita costante delle dimensioni e delle funzioni dello Stato nell'economia, con la conseguente ulteriore subordinazione della società civile.


Lo Stato protettore e benefattore.

Nel contesto di queste politiche - necessarie, non lo dimentichiamo, per affrontare il problema della sovraproduzione ed evitare un'altra grande crisi - si verifica:
1. Una grande espansione delle burocrazie e degli impiegati pubblici e municipali, con potere d'acquisto.
2. Lo Stato e le istituzioni pubbliche crescono e si trasformano in giganteschi acquirenti di
beni e servizi.
3. Lo Stato protettore e benefattore si fa carico della produzione di alloggi sociali, dell'educazione, della salute, delle pensioni, della lotta alla povertà, etc.
4. Riduzione della giornata lavorativa e protezione del lavoratore.
5. Sostenimento economico di molteplici istituzioni sociali, culturali, artistiche, di beneficenza, finanziamento della politica, creazione di musei, di parchi, di radio e televisioni, etc.


Rappresentazione dello Stato benefattore.

Banksy, Street Art, 2009.

vignetta


L'inflazione e i deficit frenano ma non fermano l'espansione della domanda.

L'azione dello Stato ha tre limiti che non può superare:

1. L'inflazione, che obbliga a limitare l'espansione monetaria e l'abbassamento degli interessi.
2. I deficit pubblici, che impediscono che lo Stato continui a concedere benefici e sussidi.
3. Le tasse e le tariffe, che non possono salire fino al punto da compromettere la competitività dei produttori.

Quando si sono raggiunti questi limiti e si profila una crisi del finanziamento pubblico, sorgono nuovi modi di sostenere la domanda ed evitare la sovrapproduzione. Questi sono, fondamentalmene, la bancarizzazione della popolazione e l'espansione del credito al consumo, la svalutazione della moneta nazionale, l'esacerbazione della pubblicità, la speculazione finanziaria e la creazione di 'bolle' ipotecarie e borsistiche.
Si è riusciti così a prolungare la crescita economica, della produzione e del consumo.


Nazionalismo politico e internazionalismo economico.

Una delle cause del fatto che la civiltà moderna si sia svolta praticamente in permanente crisi, e che ha impedito il suo coerente consolidamento storico, è la contraddizione che si verifica in essa tra la tendenza al nazionalismo che caratterizza la sua vita politica, e la tendenza all'internazionalismo che è tipica della sua vita economica.
La grande industria ha bisogno di operare su grandi mercati, e i capitali necessari per gli investimenti sono ottenuti da qualsiasi parte del mondo, spostandosi da una regione all'altra. Conseguenza di ciò è che le principali attività produttive, finanziarie e commerciali riescono a sottrarsi al controllo degli Stati, e questi non possono organizzare regolazioni che siano applicabili su dimensioni internazionali.
Nelle prime fasi del processo, gli Stati sono riusciti a esercitare un certo controllo della tendenza internazionalista attraverso politiche protezionistiche, controlli valutari e di cambio delle divise, restrizioni al movimento delle persone e delle risorse, etc. Ma questo si è andato indebolendo, fino al punto che il potere politico e gli Stati hanno finito per essere controllati dall'economia e dai grandi attori del mercato.


La globalizzazione e le megatendenze alla concentrazione.

Negli ultimi decenni del ventesimo secolo e agli inizi del ventunesimo secolo si sono manifestate quattro megatendenze, che segnano il culmine e al tempo stesso l'inizio del declino della civiltà moderna. Queste sono:

1. La rivoluzione scientifico-tecnologica, che si manifesta nella cibernetica, la robotica, la bio- ingegneria, l'informatica, etc.
2. L'iper-competizione, che mette a confronto le grandi potenze per il controllo dei mercati e l'egemonia mondiale.
3. La concentrazione senza precedenti della produzione e delle finanze in pochi aggregati economici di dimensioni gigantesche.
4. La riduzione del fabbisogno di mano d'opera, modificata e spostata dalla tecnologia, con la conseguente disoccupazione, precarizzazione, esternalizzazione, mobilizzazione, riduzione del potere dei sindacati, etc.


Rappresentazione degli effetti della disoccupazione.

(Sequenza di film) Fernando León de Aranoa, I lunedì al Sole, 2002 - 1 minuto 49 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=zOFJg5gn1j8


Assimilazioni e disassimilazioni.

Queste quattro megatendenze costituiscono il culmine, il punto più alto e di maggior sviluppo raggiunto dalle dinamiche della civiltà moderna. Ma costituiscono anche l'inizio della fine, l'inevitabile punto di svolta, l'incubazione di processi negativi.
Perché essendo le possibilità estreme della potenza delle sue strutture e sistemi, implicano anche lo spostamento, la marginalizzazione, l'impoverimento e l'esclusione crescente di moltitudini immense di esseri umani che diventano inutili, come un peso superfluo.
Per secoli lo sviluppo della civiltà moderna ha implicato il crescente assorbimento e assimilazione di persone, collettivi, paesi che si integravano nelle sue dinamiche espansive. Ma ora le disassimilazioni superano le assimilazioni.
E' come un treno modernissimo che avanza a velocità crescente, dal quale a ogni stazione scendano più persone di quante ne salgano. Nel suo avanzamento accelerato e inesorabile (verso dove?) lascia dietro percentuali crescenti di individui, gruppi, popoli e regioni intere, che restano esclusi.


Fenomeni e tendenze emergenti.

Le grandi tendenze alla concentrazione e al gigantismo non sono le uniche a segnare questa fase culminante e declinante della civiltà moderna. Accanto a esse si manifestano fenomeni e dinamiche che vanno in direzioni opposte, e che favoriscono il decentramento, la responsabilizzazione degli individui e delle collettività minori:

Internet con le sue magnifiche potenzialità di moltiplicare e arricchire le comunicazioni tra le persone e i popoli.
Le reti sociali che attivano iniziative autonome e dànno luogo a forme nuove di socialità e convivenza.
La coscienza dei diritti civili e del valore della diversità, che genera nuovi tipi di organizzazioni e movimenti sociali.
La coscienza planetaria, che ci rende responsabili di tutta l'umanità e della natura intera.
La rinascita di motivazioni e ricerche di trascendenza e spiritualità, al di là delle religioni tradizionali.

Sono tendenze che si dispiegano fuori delle dinamiche proprie della razionalità moderna, e che creano le condizioni materiali e ideali che rendono possibile concepire, progettare e avviare la creazione di una nuova e superiore civiltà.


Rappresentazione del germogliare della vita nuova su tutta la Terra.

(Video) Momix, Bothanica, 2010 - 1 minuto 38 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=4YrffsFoabg

---

L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



La fonte di questa news è Fulmini e Saette
http://www.fulminiesaette.it

L'indirizzo di questa news è:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=4476