La Vita Nuova. Capitolo 22

Data Sun 4 February 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.


L'ideale politico dello Stato democratico, elaborato da intellettuali formati nelle idee dell'Umanesimo e dell'Illuminismo, partiva da un presupposto teorico che non era effettivo nella pratica: il presupposto che tutti gli individui sono realmente liberi e uguali. La realtà era che l'individuo libero e con libertà di pensiero, di associazione e di iniziativa economica, si compie soltanto in una piccola parte della popolazione. Perché queste libertà suppongono l'accesso alla conoscenza e alla proprietà, detenuti dalla borghesia e dalle élites dirigenti.
L'organizzazione capitalista della produzione e del mercato implicava strutturalmente una forza-lavoro proletaria ed economicamente dipendente. L'organizzazione elitaria dell'educazione e della conoscenza implicava a sua volta l'esistenza di moltitudini incolte che non accedevano alla conoscenza scientifica e non potevano esercitare la libertà di espressione proclamata formalmente.
Così, il progetto democratico manifesta precocemente le proprie contraddizioni, il proprio utopismo, la non-corrispondenza dei propri presupposti teorici con i dati della realtà economica, sociale, culturale


L'occupazione dello Stato da parte della classe politica e burocratica.

Il risultato di ciò fu l'occupazione del potere dello Stato da parte della burocrazia e della dirigenza dei partiti politici, che insieme si costituiscono come 'classe politica-statale', e si impongono sulla 'società civile'.
La burocrazia statale si sviluppò notevolmente, accrescendo e consolidando la categoria sociale dei funzionari permanenti dello Stato (civili e militari) che sfuggono al controllo dei meccanismi di rappresentanza.
Davanti alla presenza di movimenti sociali popolari che rivendicano diritti economici e lottano contro le politiche governative, lo Stato reagisce ampliando gli apparati polizieschi e i meccanismi repressivi. A loro volta, gli eserciti si espandono inusitatamene di fronte alle guerre e ai conflitti potenziali fra gli Stati.


Rappresentazione della classe politica.

Italia - anni Quaranta del Novecento.

classe politica



Rappresentazione della classe burocratica.

Altan, Cittadino e Burocrate, 2009.

vignetta


Sistema di rappresentanza e sistema burocratico.

Si va configurando in questo modo un tipo di Stato che ha due princìpi di organizzazione paralleli e complementari, e conseguentemente due strutture interrelazionate in un sistema di potere e direzione complesso.
Insieme al principio e al sistema di rappresentanza (i cui organi principali sono i partiti politici e il parlamento), si configura un sistema burocratico (i cui organi sono tutti gli apparati della burocrazia civile e militare, che operano senza il controllo dell'opinione pubblica).
Mentre il lato rappresentativo dello Stato si legittima attraverso le espressioni politiche della volontà dei cittadini, il lato burocratico ottiene la propria legittimità in base alle competenze tecniche e all'efficienza che si suppone dimostri nell'esercizio delle proprie funzioni.


Il permanente conflitto tra società civile e società politica.

Mediante l'uso combinato della forza e del consenso, della repressione delle proteste popolari e della concessione di benefici sociali al popolo, del bastone e della carota, lo Stato burocratico- rappresentativo raggiunge lo scopo di mantenere l'ordine sociale e istituzionale.
Ma permane senza risolversi la contraddizione tra un modello di Stato democratico affermato nel discorso politico, e la realtà di uno Stato burocratico-rappresentativo che si impone su una cittadinanza che non partecipa alle decisioni politiche.
Nella civiltà moderna non riesce a stabilirsi mai un ordine sociale armonico e stabile. Al contrario, tutta la sua storia sarà attraversata da un conflitto permanente e mai risolto fra la società civile e la società politica.


Partigiani del mercato e partigiani dello Stato.

Il conflitto fra società civile e società politica si manifesta nella lotta all'interno dello Stato, tra i partigiani del mercato e i partigiani dello Stato.
Da un lato i liberali sostengono che lo Stato non deve interferire nelle attività produttive e commerciali, lasciando che il funzionamento automatico del mercato determini l'allocazione delle risorse e la distribuzione della ricchezza. Però, più che difendere l'autonomia della società civile, i liberali rappresentano gli interessi economici delle classi dominanti.
Dall'altro lato i socialisti sostengono che il mercato debba essere sottomesso a una rigorosa regolazione statale, e che lo Stato debba fissare imposte elevate e sviluppare sue proprie istituzioni e attività economiche, impedendo la concentrazione della ricchezza e l'impoverimento delle classi salariate. Ma più che difendere le classi subordinate e povere, i socialisti promuovono la crescita dello Stato, rafforzando il potere e gli interessi della propria classe politica e della burocrazia statale.


Rappresentazione delle classi alte.

(Sequenza di film) Buster Keaton, The Navigator, 1924 - dai titoli di testa fino a 5 minuti e 50 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=tXPhzEfHf58&t=7s


Rappresentazione delle classi medie.

(Sequenza di film) Luis Buñuel, Il fascino discreto della borghesia, 1972 - 1 minuto 22 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=3GcD-OnxlfM


I conflitti sociali e gli equilibri economici e politici instabili.

Le classi e i gruppi sociali emarginati tanto nell'economia quanto nella politica, non rimangono passivi. Sorgono al loro interno organizzazioni sociali e sindacali, si creano partiti politici che cercano di rappresentarli, e si dispiegano lotte sociali che arrivano a configurare una vera minaccia all'ordine istituzionale ed economico.
Tra le classi dominanti nel mercato e le classi dirigenti dello Stato c'è diversità di interessi e ciò le contrappone politicamente. Ma entrambe le parti hanno bisogno l'uno dell'altro.
La classe dominante nell'economia necessita che lo Stato garantisca il funzionamento capitalista del mercato, e che lo Stato conceda sufficienti benefici alle classi popolari perché non si impoveriscano troppo.
La classe politica e burocratica necessita che le potenti classi economiche sostengano il funzionamento dello Stato, e che le masse popolari rimangano economicamente subordinate e dipendenti in modo che le loro emergenti organizzazioni sociali e politiche non arrivino a disputarle il controllo dello Stato.


Una civiltà in crisi permanente.

La civiltà moderna, mantenendo separate e in conflitto costante la società politica e la società civile, stabilendo e consolidando la scissione tra classi e gruppi dirigenti e diretti tanto nell'economia quanto nella politica, e non raggiungendo mai un equilibrio stabile fra i partigiani del mercato e dello Stato, è una civiltà che non è riuscita mai a stabilire un ordine economico, sociale e politico, armonico e integrato.
Si può dire che la civiltà moderna è stata sempre una civiltà in crisi. Le crisi economiche e politiche segnano, in effetti, tutta la storia delle società moderne, nelle quali si sono succeduti e ripetuti diversi intenti di stabilire strutture stabili e dinamiche progressive, ma che terminano inevitabilmente nel fallimento.
Sarà importante identificare le successive crisi e le differenti risposte alle crisi, che segnano la storia di questa civiltà moderna, che pare stia giungendo al proprio termine precisamente per la sua incapacità di risolverle.


Rappresentazione della crisi del 1929 in Germania.

Fritz Lang, M - il mostro di Dusserdof, 1931 (condensato in 150 secondi da Nefeli Misuraca)
https://www.youtube.com/watch?v=OxYhRtXLOp0

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



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