Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 La Vita Nuova. Capitolo 19 - Pagina stampabile - iLibrieleNotti - Fulmini e Saette


La Vita Nuova. Capitolo 19

Data Thu 1 February 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 19. Le scienze politiche e sociali moderne.


L'organizzazione economica, politica e giuridica degli Stati moderni non seguì gli orientamenti e le proposte del movimento utopista, ma fu guidata da un insieme di discipline ed elaborazioni intellettuali che si auto-qualificarono come 'scientifiche', e si diffusero accademicamente coi nomi di 'scienza politica', 'economia politica', 'sociologia', 'scienza giuridica' e 'scienza dell'amministrazione pubblica'.
Lineamenti essenziali di queste discipline sono stati la rigorosa separazione e indipendenza dall'etica e dalla religione, la pretesa di obiettività con la conseguente esclusione della soggettività nella conoscenza, il basarsi sulla realtà empirica e non sui valori, il riferirsi alla realtà di fatto e non al 'dover essere'.
Il compito realizzato da queste discipline nella costruzione della civiltà moderna è stato quello di incorporare l'uomo individuale nell'uomo collettivo, e conformare gli individui ai fini e ai bisogni dello Stato e dell'industrialismo capitalista. Guidata da discipline con queste caratteristiche, la società moderna finì con l'essere molto diversa e molto distante da ciò che immaginavano gli utopisti.


Machiavelli e la scienza politica.

Il fondatore della scienza politica moderna fu Niccolò Machiavelli. Il proposito di questo autore - che sarà di tutta la scienza politica posteriore - è orientare la formazione e la conservazione di uno Stato nazionale forte.
Questo richiede che i conflitti sociali si canalizzino politicamente all'interno delle sue istituzioni, e che si assicuri la governabilità mediante un esercizio intelligente e spregiudicato del potere del Principe.
Per raggiungere questi obiettivi si teorizza che la politica deve autonomizzarsi dall'etica, e che i governanti non devono essere guidati nelle proprie decisioni e azioni dai criteri morali che si vuole orientino i comportamenti dei cittadini, ma da uno 'spirito di Stato' che legittima l'impiego astuto del discorso demagogico, combinato con l'uso della forza e della repressione, in modo tale da mantenere l'ordine interno e l'unità dello Stato.


Rappresentazione del potere politico.

Sergej Ejzenštejn, Ivan il Terribile, 1958.
Ivan IV fa della Russia uno Stato nazionale lottando contro gli aristocratici feudali.
https://www.youtube.com/watch?v=XEfDe4fvfFA


Adam Smith e l'economia.

Adam Smith è riconosciuto come il fondatore dell'economia moderna. Gli obiettivi di questa disciplina sono: orientare la formazione e l'espansione del mercato capitalista, e ottenere la subordinazione della politica all'economia, ponendo lo Stato al servizio del mercato.
Per ciò la scienza economica teorizza che il comportamento umano non dipende dalla morale né dalle norme politiche, bensì risponde a interessi e motivazioni che sono uguali in tutti gli individui. Tali interessi e motivazioni configurano l'essere umano come 'homo oeconomicus', ossia un individuo che cerca sempre di massimizzare la propria utilità.
Dal momento che tutti gli individui agiscono in questo modo omogeneo, si postula che il mercato funzioni come un meccanismo automatico, e che proceda con una razionalità indipendente dalla morale e dalle volontà individuali e collettive. Con queste idee si ottiene la passività delle masse, e al tempo stesso si legittima la massimizzazione dei guadagni da parte dei capitalisti.


Jean-Jacques Rousseau e la scienza del diritto.

Rousseau è considerato uno dei fondatori della scienza del diritto moderno, il cui obiettivo è conformare gli individui ai fini e bisogni dello Stato, in un contesto nel quale gli individui non agiscono secondo principi morali ma perseguendo ciascuno il proprio interesse.
Se gli individui non sono esseri sociali che cercano spontaneamente il bene comune guidati dall'etica interiorizzata in ciascuno e nella collettività, la scienza del diritto teorizza la necessità della promulgazione di leggi e norme di condotta che obbligano i cittadini di uno Stato. Così, i comportamenti individuali e l'ordine sociale sono costruiti politicamente, attraverso la promulgazione di leggi positive da parte dello Stato, che può punire chi non le osserva.
Affinché tali leggi abbiano efficacia e siano rispettate da tutti, il diritto fa appello alla razionalità, elaborando leggi formalmente universali, col presupposto che siamo tutti uguali e che esiste un interesse generale che tutti condividiamo. Così, le leggi si presentano come convenzioni che esprimono le esigenze della razionalità economica e politica di tutta la società. Ma questo formalismo del diritto occulta il fatto che è la classe governante a imporre a tutta la società le norme di condotta che servono ai suoi propri fini e bisogni.


Émile Durkheim e la sociologia.

Le scienze che parteciparono alla creazione della civiltà statale moderna furono la scienza politica, la scienza economica e la scienza del diritto. La sociologia sorse in seguito, con Émile Durkheim, come una disciplina subordinata che offre alla classe politica conoscenze utili per l'assolvimento delle sue funzioni dirigenziali, tanto di esercizio del governo quanto della opposizione politica.
La sociologia si è costituita come un insieme eterogeneo di teorie sociali, e come una serie di metodi di ricerca, che facilitano la conoscenza dei fatti, dei movimenti, dei conflitti e dei processi sociali, e del come guidarli, controllarli e ricondurli all'interno dell'ordine istituzionale stabilito.


Karl Marx e il materialismo storico.

Karl Marx si propose di fondare una scienza critica dell'economia e dello Stato moderno, ed elaborò una concezione della società e della storia - il 'materialismo storico' - che guidasse le classi sociali subordinate in una rivoluzione politica che ponesse fine al capitalismo e instaurasse un'economia e uno Stato socialisti.
Tuttavia, il materialismo storico è una concezione teorica e politica che non trascende la struttura conoscitiva del naturalismo e del positivismo moderno. Ha preteso di superare l'organizzazione capitalista, però mantenendo e ancora rafforzando il pilastro industrialista dell'economia, il pilastro statalista della politica, e il pilastro scientista-positivista della cultura, che sono propri della civiltà moderna.
Per questo il materialismo storico è entrato in crisi, insieme con le scienze sociali e le ideologie, all'interno della vecchia civiltà moderna della quale ha costituito una parte rilevante.

foto

Ritratto fotografico di Karl Marx nel 1875.


L'idea di 'legalità' storica e la passività delle masse.

Un tratto distintivo delle scienze economiche, politiche e sociali moderne, incluso il materialismo storico, è stato sostenere che la società e la storia funzionano e si muovono secondo leggi obiettive, che sarebbero indipendenti dalla volontà delle persone.
Questa idea, derivata senza critica dalle scienze naturali, è servita alle classi e gruppi dirigenti e governanti per legittimare le proprie decisioni e allo stesso tempo indurre la passività delle masse e degli individui.
Credere che la storia procede lungo un corso naturale determinato da leggi obiettive permette di occultare i fini e gli interessi di coloro che di fatto guidano i processi, e al tempo stesso inibisce qualsiasi indisciplina o 'deviazione' dei subordinati rispetto a ciò che è determinato naturalmente e storicamente come inevitabile.


Rappresentazione dell'uomo-massa.

Federico Fellini, Roma, 1972 - 3 minuti 37 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=7uEF4tWWg4s&t=1s


Un individuo che cambia la storia.

(Video) Cina, Piazza Tienanmen, 1989 - 2 minuti 55 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=YeFzeNAHEhU


L'obiezione degli intellettuali moderni.

Quando si propone l'idea di creare una nuova civiltà, gli intellettuali moderni, ossia i sociologi, gli economisti, gli scienziati politici e gli storici, di diverse correnti o scuole teoriche, obiettano che sì, le civiltà nascono, si sviluppano e muoiono, ma nessuno può proporsi la creazione di una civiltà nuova, e nemmeno può iniziarla e costruire determinati fondamenti d'essa. Pensano così perché concepiscono la storia come un processo naturale, indipendente dalle persone, e soggetto a leggi obiettive.
La creazione di una nuova civiltà richiede il superamento di questo determinismo storico che ci induce alla passività, e comprendere che la storia può essere orientata e guidata dagli esseri umani provvisti di creatività e capaci di autodeterminazione.

---

L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1




La fonte di questa news è Fulmini e Saette
http://www.fulminiesaette.it

L'indirizzo di questa news è:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=4471