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La Vita Nuova. Capitolo 18

Data Wed 31 January 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 18. Le Utopie politiche.


Il movimento letterario delle Utopie fu un altro importante processo politico-culturale che contribuì alla creazione della civiltà moderna.
Dopo il Rinascimento e in parallelo con l'Umanesimo, la Riforma e l'Illuminismo, una serie di scrittori svilupparono questo nuovo genere letterario, nel quale si immaginava e si descriveva nei particolari un modello di società ideale, in cui i cittadini raggiungono la felicità come conseguenza di una organizzazione perfetta dello Stato e delle leggi.
Fra i tanti racconti di società utopiche scritti in quell'epoca spiccano l'Utopia (1516) di Thomas More, La Città del Sole (1623) di Tommaso Campanella, La Nuova Atlantide (1627) di Francis Bacon, La Repubblica di Oceana (1656) di James Harrington, Le avventure di Telemaco figlio di Ulisse (1696) di Fénelon, I viaggi di Gulliver (1735) di Jonathan Swift, L'anno 2440 (1770) di Louis-Sébastien Mercier.

xilografia

Incisione di Ambrosius Holbein per l'edizione del 1518 dell'Utopia di Thomas More


Un ponte tra gli intellettuali e le masse popolari.

Le Utopie segnano una fase di elaborazione intellettuale positiva del progetto orientato a creare una società e una civiltà nuova. Sebbene in esse appaiano elementi di critica alla società esistente, le Utopie si concentrano sulla proposta, nell'immaginare il progetto di ciò che si desidera costruire.
Le Utopie rappresentano il desiderio di creare una civiltà radicalmente diversa e originale, strutturata su fondamenta razionali. Allo stesso tempo esse esprimono le aspirazioni e i sogni di giustizia e di fraternità più radicati nelle classi oppresse.
Un elemento di forza delle Utopie consisteva nel fatto che tessevano un legame tra i bisogni delle classi popolari e l'elaborazione coerente delle nuove concezioni intellettuali. Il movimento utopista costruisce un ponte che collega le aspirazioni popolari emergenti con i progetti intellettuali innovativi.


L'Utopia in forma romanzesca.

(Sequenza di film d'animazione) Max e Dave Fleischer, Gulliver's Travel, 1939 - 3 minuti 26 secondi
Film d'animazione tratto dai I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.
https://www.youtube.com/watch?v=qhPfmafo12A


Destano le aspirazioni popolari, ma non le organizzano.

Le Utopie costituiscono un fenomeno sociale nel quale si intrecciano tre elementi: una effervescenza di aspirazioni economiche e politiche dei gruppi sociali oppressi, un movimento letterario, e una ricerca filosofica e artistica superiore.
Questo movimento complesso non costituisce, tuttavia, una organizzazione politica o di partito, in quanto il rapporto fra i tre elementi non è una relazione organica ma astratta e razionalista. L'utopismo di conseguenza non forma associazioni né gruppi permanenti. I grandi utopisti non formano nemmeno un gruppo o una scuola intellettuale, ma restano singoli pensatori che lanciano verso la società i propri messaggi di denuncia sociale e i propri progetti di Stato ideale.

manoscritto

Pagina del manoscritto de La città del Sole di Tommaso Campanella del 1602 conservato alla Biblioteca comunale di Trento.


Grande valore emozionale e scarso valore razionale.

Le Utopie rappresentavano ideologie emergenti, ancora confuse, molto poco realiste e pratiche. Nella formulazione dei modelli di società che proponevano, mancavano di rigore intellettuale e di una comprensione realista dell'essere umano, della società e della storia.
Però possedevano una grande potenza emozionale, ed erano capaci di far sognare, specialmente ai giovani, che un altro mondo era possibile, che la società potesse essere organizzata in modi razionali e secondo gli ideali superiori della giustizia, della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità.
Le Utopie rappresentavano anche la possibilità che si potessero soddisfare i bisogni popolari di alimentazione, vestiario, abitazione, educazione, salute e godimento istintivo della vita, implicando simultaneamente una riduzione del lavoro, la spontaneità nelle relazioni umane, e un nuovo modo naturale di vivere.


L'Utopia in forma lirica.

John Lennon, Imagine, 1971 - 3 minuti 53 secondi
L'inno internazionale del pacifismo degli anni Settanta.
https://www.youtube.com/watch?v=YkgkThdzX-8


A metà del cammino.

Gli utopisti si sforzarono coscientemente di concepire e dare forma a una nuova civiltà. In questo senso, esprimevano un pensiero eterodosso e non conformista.
Erano permeati dai problemi delle classi popolari, aperti alla nuova mentalità razionalista, e ricettivi delle scoperte scientifiche e delle nuove dimensioni geografiche e culturali del mondo.
Ma non avevano raggiunto l'autonomia intellettuale e morale necessaria per guidare il processo di creazione della nuova civiltà, in quanto non si erano impadroniti pienamente della nuova struttura della conoscenza: non pensavano scientificamente.


Più vicini alla morale che alla politica, più vicini al popolo che alla scienza.

E' interessante notare che questa certa ambiguità degli utopisti consente loro di occupare un luogo speciale lungo tutta la storia moderna, e fino ai nostri giorni.
In quanto espressione della ricerca di un modello ideale di società, più vicino alla morale e ai valori di umanità e fraternità che alla politica, e in quanto proposta più vicina ai bisogni e sogni popolari che alle elaborazioni scientifiche positiviste, le proposte sociali delle Utopie non hanno assunto la guida dei processi di costruzione degli Stati né delle economia moderne.
Al contrario, esse hanno mantenuto tutta la potenza critica non già rispetto alla civiltà medioevale bensì rispetto alla civiltà moderna. E' così che nuove Utopie hanno continuato ad apparire, mantenendo aperta l'aspirazione dei popoli a una società giusta e libera, solidale e fraterna.


Le Utopie comunitarie e socialiste.

Continuando il genere letterario delle Utopie, Étienne Cabet nel 1840 pubblica Viaggio in Icaria, dove propone una utopia comunista. Parallelamente molti altri autori, fra i quali spiccano Robert Owen, Henri de Saint-Simon, Louis Blanc, Charles Fourier, Hebenezer Howard e Arturo Soria, propongono proprie utopie non più come racconti letterari ma come modelli pratici di piccole società ideali, che molti dei loro autori si impegnano a concretizzare. Più recentemente, le proposte utopiche hanno trovato espressione in opere cinematografiche.
Falansteri, città giardino, comunità di vita autosufficienti, ecovillaggi comunitari, comunità dei figli dei fiori e molte altre sono state proposte fino ai giorni nostri, evidenziando la forza emotiva delle idee utopiche. Però in esse continuano a manifestarsi le debolezze e le insufficienze che accompagnarono le opere utopiche fin dalla loro nascita.


L'Utopia in forma filmica.

Coline Serreau, Il pianeta verde, 1996 - 1 minuto 14 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=lFUoyNOiTSY

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L'insieme dell'opera, della quale siamo coautori Luis Razeto ed io, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



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