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La Vita Nuova. Capitolo 16

Data Mon 29 January 2018 5:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Capitolo 16. La Riforma protestante.


Il processo conosciuto come Riforma Protestante ha svolto un compito importante nella creazione della civiltà moderna. Ciò che ha fatto in questo senso la Riforma si può sintetizzare in tre aspetti:
1. Ha fatto arrivare fino al popolo le idee, i valori e la visione del mondo che avevano sviluppato al livello delle élites l'Umanesimo e il Rinascimento.
2. Ha contribuito a creare il senso nazionale, contrastando le tendenze all'universalismo che avevano caratterizzato la cultura medievale e permanevano ancora nell'Umanesimo e nel Rinascimento.
3. Ha legittimato lo spirito borghese, facendo in modo che l'individualismo e la ricerca della ricchezza, del potere e della fama fossero considerati come interessi personali e di gruppo eticamente accettabili.


Lo spirito dell'Umanesimo e del Rinascimento penetra nella religione e la trasforma.

Alle origini della Riforma Protestante si trovano le idee dell'Umanesimo e le arti del Rinascimento, che contraddicevano decisamente le credenze, i costumi e le istituzioni del Medioevo, nel momento in cui queste erano entrate in crisi organica.
Un piccolo gruppo di guide religiose (Lutero, Calvino, Müntzer, Zwingli, Melantone, Knox e alcuni altri) portarono le idee e lo spirito dell'Umanesimo e del Rinascimento all'interno della cultura religiosa.
E con queste idee e questo spirito realizzarono la grande Riforma delle credenze popolari e delle istituzioni religiose, colpendo l'autorità del papato e dei re e dei signori che esigevano obbedienza e sottomissione.


I grandi artisti rappresentando le apparenze svelano la realtà.

Raffaello Sanzio, Papa Leone X con i cardinali Giulio dè Medici e Luigi dè Rossi, 1518-9

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Lucas Cranach, Martin Lutero, 1529

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L'impatto del Rinascimento e dell'Umanesimo sulle credenze religiose.

Sebbene la maggioranza dei pensatori umanisti e degli artisti del Rinascimento fossero persone religiose, le loro idee e i loro modi di concepire il mondo non potevano non minare le fondamenta della fede e delle credenze medievali. Se l'uomo era la misura di tutte le cose, e se tutte le credenze e le conoscenze dovevano sottomettersi al giudizio della ragione e alla convalida dell'esperienza sensibile, tutto l'edificio della cultura medievale restava privo di fondamenta. L'autorità della fede e la sua infallibile interpretazione da parte del Papa erano ora discusse.
Ma questo non costituì una minaccia reale all'ordine medievale finché l'Umanesimo e il Rinascimento restarono movimenti di élite, cultura di pochi, ancora legati ai centri del potere politico e religioso.


La stampa e la diffusione delle fonti della conoscenza.

Nella civiltà medioevale, le conoscenze di cui necessitavano gli individui per orientarsi nella vita, e di cui le società abbisognavano per mantenere l'ordine sociale, erano dottrine e dogmi, norme e saperi pratici, provvisti di autorità e che dovevano essere osservati da tutti.
Il fondamento di queste conoscenze erano la fede e la tradizione, e le loro fonti stavano criptate in antiche pergamene, scritte in lingue straniere o conosciute solo dagli iniziati o 'colti'.
L'invenzione della stampa creò la possibilità, non soltanto che fossero diffuse ampiamente le opere e il pensiero degli umanisti, ma che fossero messi a disposizione di tutti coloro che sapevano o potevano imparare a leggere.


Gutemberg e Lutero fautori del mondo moderno.

Copia a stampa della traduzione della Bibbia realizzata da Martin Lutero, 1534.
Lutero volle realizzare una traduzione in tedesco comprensibile dal popolo comune.

bibbia


Le lingue volgari e l'interpretazione libera dei testi.

Le guide intellettuali della Riforma tradussero la Bibbia nelle lingue che si parlavano in ogni paese e che erano comprensibili dal popolo, e ne realizzarono molte copie mediante la stampa a caratteri mobili che era stata da poco inventata. La stessa cosa fecero per i propri scritti teologici e con la musica liturgica.
Con ciò resero possibile che molte persone avessero accesso alle fonti della conoscenza, e potessero interpretare i testi in base al proprio intendere e capire. Insieme a ciò consentirono a ciascun individuo di interpretare liberamente i testi, e di giudicare la correttezza o l'improprietà delle versioni ufficiali, dogmatiche e autoritarie.


Musica liturgica medioevale e della Riforma. 1

La Riforma trasformò alla radice il concetto di musica liturgica, la sua composizione, la sua esecuzione.
Nella chiesa cattolica il canto sacro era uno spettacolo offerto ai fedeli da professionisti della musica e della fede. Il genere fondamentale era il canto gregoriano, composto su testi in lingua latina, ed eseguito in spazi architettonici appositi, separati dagli spazi agiti dai semplici.

(Video) Canto Gregoriano "Dies Irae" - 3 minuti
https://www.youtube.com/watch?v=RGzfbSvUTz0


Musica liturgica medioevale e della Riforma. 2

Con la Riforma il canto sacro diventa un’attività che coinvolge tutti. Il genere fondamentale è il corale. La parola cantata è ora nella lingua nazionale, e questo permette ai semplici di imparare i temi della fede e di partecipare attivamente e personalmente alla liturgia.

(Video) Corale su testo di Martin Lutero: “Wir glauben all an einen Gott” - 2 minuti 51 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=PxELVUreaz0


Lo spirito delle Nazioni.

Lottando contro la pretesa di universalità della Chiesa di Roma (la parola 'cattolico' significa precisamente 'universale'), simbolizzata dall'uso del latino come lingua del culto e della teologia cattolica in tutto il mondo, la Riforma potenziava allo stesso tempo i poteri degli Stati e delle monarchie assolute che si stavano costituendo su base nazionale nei diversi paesi dell'Europa.
In questo modo si andò consolidando il carattere statale e nazionale della civiltà moderna. Ogni Stato, provvisto di un proprio spirito nazionale, di una propria lingua usata per la diffusione della conoscenza, e di un'autorità propria che regnava sovranamente su un territorio delimitato, costituiva in sé e per sé una civiltà intera.


Rappresentazione della nascita degli Stati e dell'inabissamento del Medioevo.

(Sequenza di film) Sergej Ėjzenštejn, Aleksandr Nevskij, 1938 - 13 minuti 45 secondi
Apologia della nazione russa contro la nazione tedesca e la Chiesa di Roma.
https://www.youtube.com/watch?v=_uez8dJ-MGw


La Riforma protestante e lo spirito del capitalismo.

L'Umanesimo era portatore di un nuovo senso della vita. Aveva innalzato l'individuo a soggetto di interessi legittimi e di diritti inalienabili, che dovevano essere riconosciuti da tutte le istituzioni, incluse le religiose. Con tali idee stava sorgendo una nuova classe sociale, la borghesia, e un nuovo sistema economico, il capitalismo.
La Riforma protestante assunse queste idee e si legò a questa classe ed a questo sistema economico emergenti. Fu così che la Riforma protestante conferì legittimità morale e religiosa all'individualismo competitivo, all'arricchimento personale, all'interesse sui prestiti, all'esercizio del potere dello Stato su tutti i cittadini e i gruppi esistenti in ciascun territorio.
Come possiamo constatare oggi, ciò che in quella fase storica erano i motori dello sviluppo, sono diventate le catene che lo limitano.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1




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