I conti della sera

Data Sun 3 September 2017 6:00 | Categoria: leOpereeiGiorni


I conti della sera

Nel 1986 ho finito di lavorare come insegnante di Educazione Artistica nella Scuola Media e sono andato in pensione.
Ma nei trenta anni da allora ad oggi non ho fatto il pensionato perditempo. Ho continuato a lavorare, costruendo le opere d'arte e di scienza che non avrei potuto realizzare altrimenti. Con l’intenzione di guadagnarmi una qualche forma di riconoscenza civile dalla società, e il companatico (il pane lo ricavavo dalla pensione di insegnante)
Ho realizzato, come autore, sceneggiatore, regista, alcuni film. Quasi tutti sono stati invitati e proiettati da festival internazionali, e di seguito da università, licei, associazioni culturali, circoli cinematografici etc. Nessuno di questi film è stato acquistato dalla Rai o da altre televisioni pubbliche e private, né da distributori ed esercenti – denaro non ne ho guadagnato da questa attività.
Ho realizzato parecchi documentari, quasi tutti… festival internazionali… etc. Anche da qui, niente denaro. Con una eccezione: uno di questi documentari è stato acquistato e distribuito da ARTE, la televisione culturale franco-tedesca.
Ho realizzato molti cortometraggi, mediometraggi, video, quasi tutti… festival internazionali… etc. Denaro niente. Soltanto, come nei casi precedenti, biglietti di viaggio, vitto e alloggio, per me e i principali collaboratori, nei festival… etc.
Ho lavorato per la Rai Tv Radiotelevisione Italiana, per Radio Tre, Rai Due, il Dipartimento Scuola Educazione, Rai International, Rai Educational, a più riprese, come ricercatore, consulente esterno, programmista regista, autore di programmi, e sono stato ripagato secondo i contratti a termine o ad opera di volta in volta stabiliti.
Ho scritto molti articoli, prima per Astrolabio quindicinale (ripagato con le copie dei libri che recensivo) e poi per Alias supplemento settimanale del quotidiano il manifesto (ripagato da qualche tempo con una simpatica sommetta).
Ho scritto parecchi saggi, pubblicati nel corso del tempo dalla Rivista Italiana di Sociologia, Critica Marxista, Il Caffè Illustrato, Close up, Società di pensieri, Fuorivista etc. – senza mai guadagnare denaro da questa mia attività.
Ho scritto e pubblicato diversi libri (ricavandone niente denaro), una serie di ebook (ricavandone in tutto poche decine di euro), ho tenuto corsi universitari a distanza (ricavandone poche centinaia di euro), e seminari universitari in Italia (poche decine di euro), in Cile (poche centinaia di pesos) e a Cipro (poche centinaia di dollari).
Ho scritto e messo in scena teatrale un dramma giocoso, ricavandone poche decine di euro.
Ho ottenuto poche decine di donazioni in cambio della diffusione dei miei libri e film attraverso il mio Sito Ufficiale, nato nel 2009.
Dunque: in questi trenta anni non ho smesso mai di lavorare e costruire opere con molteplici linguaggi e in diversi settori della scienza e dell’arte: scienza della storia e della politica, saggistica, giornalismo, cinema, televisione, video, teatro, poesia, prosa, fotografia. Ma… ho… lavorato? Si può usare questo verbo nel caso mio? Come mai mi faccio questa domanda?
Dovete sapere che un mio amico molto amico m’ha detto poco fa che non ho lavorato, dal momento che il lavoro è tale soltanto se consistentemente remunerato con denaro sonante. Ed io, dice lui, non ne ho guadagnato abbastanza. E come se questo non bastasse, dice sempre lui, mi sono pure divertito, costruendo queste mie opere.
Non so più che cosa pensare. Non so nemmeno se prenderò sonno, questa notte.
(Sera del 1 settembre 2017)
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/autoritratti/47-estate-2009.html?start=1



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