Howard Richards e l'economia di solidarietà

Data Sun 3 January 2016 5:00 | Categoria: economia di solidarietà

{Ieri, sabato 2 gennaio 2016 è uscita su ALIAS, supplemento culturale de 'il manifesto', nella rubrica Fulmini e Saette, una saetta su Howard Richards. La ri-pubblico qui per i lettori del sito-rivista. Pasquale Misuraca}

Howard Richards

Nel corso di questo 2016 scriverò solo saette (appassionate apologie), niente fulmini (niente sarcasmi appassionati) – ho deciso di invecchiare col sorriso sulle labbra.

Comincio con un saggio di Howard Richards, un gran filosofo che ha operato prima nel Nord America e poi nell’America Latina, ed è ancora poco noto in Europa e in Italia.

Il saggio è del maggio 2015 e si intitola La Posibilidad y la Necesidad de la Economia Solidaria (testo completo gratuito: http://repensar.cl/la-posibilidad-y-la-necesidad-de-la-economia-solidaria/)

Richards affronta notevoli questioni teoriche e storiche, come quella della caduta di Unidad Popular in Cile nel 1973, una questione connessa alla nascita della nuova forma economica detta “economia di solidarietà”, che nacque appunto praticamente e teoricamente proprio in Cile agli inizi degli anni Ottanta.

Richards si domanda: “Perché i cileni persero la democrazia? Perché cadde Allende e si affermò Pinochet?”

Prima risposta. “Perché il governo socialista perse la battaglia della produzione.” L’economia capitalista fu paralizzata, ma l’economia socialista non fu costruita. C’era carenza di tutti i beni materiali fondamentali. Certo, gli oppositori di Unidad Popular fecero di tutto per sabotare l’economia cilena durante il governo Allende. “Ma la democrazia si sarebbe potuta mantenere se, nonostante ciò, si fosse vinta la battaglia della produzione, e cioè se si fossero soddisfatti minimamente i bisogni vitali dei cileni.”

Seconda risposta, “che circolò molto in quegli anni nei circoli cristiani progressisti cileni: il fattore chiave della sconfitta della democrazia fu la carenza in Cile di una cultura della solidarietà”. Per mancanza di cultura non c’era la possibilità di costruire un’economia più giusta, né la possibilità di far funzionare una economia qualsiasi in forma responsabile. “Non esistevano le basi culturali per una sana convivenza e una sana cooperazione, per rispettare la costituzione e le leggi.”

Determinate organizzazioni e persone attive all’interno del cristianesimo progressista promossero per ciò praticamente e teoricamente la cultura della solidarietà. “In questo contesto, in una riunione popolare nel 1980, una donna, pronunciò la formula memorabile “economia solidaria” – economia di solidarietà.”

L’economia di solidarietà è possibile – e molto sviluppata in America Latina, e Richards è uno dei suoi maggiori promotori intellettuali. Ed è necessaria - per affrontare e superare la crisi economica e sociale e politica globale. “La solidarietà è necessaria perché il lavoro umano ha un valore mercantile sempre minore, in quanto la tecnologia è sempre più capace di sostituirlo. Se il valore della persona umana è ciò che vale il suo lavoro, siamo perduti.”



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