Giovanni Berlinguer

Data Tue 7 April 2015 7:00 | Categoria: sociografie


Giovanni Berlinguer è morto la notte scorsa; aveva 90 anni.
Per me è stato un vero maestro; nella politica, all’Università, nella vita.
La sua personalità era non omologabile e non ordinaria; era un uomo semplice, integro, geniale.
In questa occasione dolorosissima per me, voglio ricordarlo con due episodi:
1- Anni settanta: Università di Roma: fui incaricato dalla cellula del Pci di Sociologia di svolgere una relazione sulla Interdisciplinarietà della Scienza; Giovanni partecipò a quella riunione e prese posto tra il pubblico, anche se era già una personalità di alto rilievo nel Pci e nell’Università: tra l’altro era il mio Docente di Sociologia Urbana.
Ascoltò la mia relazione con attenzione, senza distrarsi un attimo; qualche volta annuiva, altre volte assumeva una espressione interrogativa, per me non decifrabile; ad un certo punto, proprio in un passo in cui non mi sentivo tanto sicuro, alzò un dito e mi chiese di spiegare meglio quel passo.
Alla fine della riunione mi chiamò da parte e mi disse che avevo fatto una buona relazione, ma avevo sbagliato ad affrontare un argomento che non mi era del tutto chiaro. Lo ringraziai e tenni bene in mente quella lezione di rigore per sempre.
2- Anni ottanta: Direzione del Pci del Lazio; Giovanni era segretario regionale e, di fronte ad una svolta storica del Pci propose di indire immediatamente assemblee in tutte le sezioni del Lazio e ascoltare la base, senza esprimere, prima, la linea della Direzione; la gran parte dei membri della Direzione si oppose, tutti dissero che dovevamo sì fare le assemblee, ma che era necessario indicare la linea della Direzione. Lui fu intransigente, mise ostinatamente ai voti la sua proposta che fu respinta a stragrande maggioranza: due soli voti a favore: il suo e il mio.
3- Ora che Giovanni se ne è andato, mi piace ricordarlo con questi due episodi, per me molto importanti per la mia formazione, ma anche come lezione di vita.
Vale a dire che non bisogna mai seguire l’onda, mai essere conformisti, mai rinunciare ad esprimere le proprie idee. Esattamente il contrario di quanto sta accadendo oggi nel cosiddetto Partito Democratico del signor Renzi dove il conformismo, la piaggeria e la sudditanza al capo la fanno da padrone.

Pietro Pacelli



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