Il Partenone

Data Sat 9 February 2008 8:00 | Categoria: leOpereeiGiorni

Di cosa parliamo quando parliamo di arte greca classica?

Il Partenone - per esempio - costruito dal 447 a.C. (quando Socrate aveva 22 anni) al 432 a.C. (quando Pericle ne aveva 63), secondo i progetti di Callicrate e Ictino architetti – con la supervisione e la mano conclusiva di Fidia scultore.
Appunti (scritti leggendo Rhys Carpenter, Gli architetti del Partenone, Einaudi 1979):

1. Tutte le linee orizzontali del Partenone, dal gradino più basso al cornicione, sono state disegnate secondo una curva verso l’alto che parte da ciascuno dei quattro angoli della struttura e muove in direzione del punto medio di ciascuno dei lati: 12,7 centimetri su 72,30 metri – nei lati lunghi.

2. Le colonne di tutti e quattro i lati del tempio, invece di essere a piombo, sono inclinate verso l’interno: su un’altezza di 10, 4 metri l’inclinazione è di 7,6 centimetri.

3. La spaziatura delle colonne esterne varia sempre: fino a 4,3 centimetri.

4. I fusti delle colonne diventano più sottili mano a mano che salgono, ma la rastremazione non procede lungo una linea perfettamente retta bensì segue un inarcamento verso l’esterno che in nessun punto si discosta più di 1,7 centimetri dalla retta.

5. La parte esterna delle pareti delle stanze del santuario è inclinata verso l’interno, mentre la parte interna è perfettamente verticale, e le terminazioni dei suoi muri sono anch’esse inclinate, in fuori, verso le colonne del loro portico.

6. Le colonne sono leggermente più spesse ai quattro angoli del peristilio.

La ragione profonda di questo sistema di correzioni, variazioni, finezze, non è stata (ancora) persuasivamente individuata. Vitruvio (primo secolo a.C.) sostiene che tutte queste sono correzioni delle deformazioni ottiche. Carpenter (ventesimo secolo d.C.) sostiene che i costruttori del Partenone non miravano ad una struttura ideale (modellata sulla scienza matematica) bensì ad una forma policletea (ispirata all'arte di Policleto, scultore canonico e organico). Altri sostengono altro ancora.

Tutto questo intanto ci dice che, se il libro della natura è scritto nel linguaggio matematico, il libro della cultura è scritto nel linguaggio artistico. Quando parliamo di arte classica greca, di questo parliamo.

Roland Barthes: “Siamo scientifici per mancanza di sottigliezza.”



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