Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Una scatola con dei motivi allegri - Pagina stampabile - agathotopia - Fulmini e Saette


Una scatola con dei motivi allegri

Data Wed 7 November 2007 2:00 | Categoria: agathotopia

Era una statuetta di gesso smaltato, piuttosto brutta. Non si capiva neppure bene che cosa volesse raffigurare, di certo un ragazzo vestito in modo dimesso, certo un povero. L'aveva comprata Greta, sicuramente in un mercatino itinerante, doveva averla trovata in mezzo ad altre tutte uguali.

L'aveva messa, tra il disappunto degli altri componenti della famiglia, su un bel mobiletto in mezzo ad altre statuine più belle, certo di valore. Non avevano torto, era proprio brutto e in mezzo alle altre si notava ancora di più. Si sentiva imbarazzato, lui ammesso tra quelle statuine di porcellana finissima che sembravano snobbarlo, imbarazzato come l'operaio di Pasolini ammesso tra gli affreschi di Piero a Arezzo. Loro erano sicuramente ricche, tutte avevano qualcosa in mano, lui non aveva niente.
Le spolveravano con delicatezza, certo pulivano anche lui, ma in modo diverso, con fastidio per non dispiacere a Greta, lo rimettevano sul mobile in modo quasi violento, forse nella speranza che si rompesse. Riuscirono solo a lasciare dei segni sul legno e questo aumentò la loro ostilità verso di lui. L'artigiano che l'aveva modellato non era un artista ma gli aveva dato robustezza e poi Greta lo voleva, a volte lo puliva lei con cura, allora pensava che forse non era così brutto.
Una mattina quando lei, dopo averlo spolverato, lo aveva rimesso in mezzo agli altri aveva notato di essere il più alto. Si sentiva importante, dalla finestra entrava il sole, lui amava la luce, era stato fortunato. Forse chi fra gli altri mostrava, a parte Greta, più affetto per lui era proprio chi desiderava che sparisse, ma lo accettava proprio per Greta. Per loro lui era sempre così presente e così diverso e quindi così lontano. Fecero di tutto per accettarlo, provarono persino ad amarlo, a pensare che avesse una utilità, e fu proprio per questo che si sentì umiliato, non lo avrebbero mai fatto per altri, gli altri sarebbero stati i benvenuti.

Era prevedibile che sarebbe successo: una mattina Greta lo mise sul mobile di fronte, subito non capì poi lei lo mise con freddezza in una scatola bianca disegnata con dei motivi allegri, che poteva dire? Al suo posto era stata messa una statuetta degna delle altre, un giovane ben vestito dall'aspetto allegro e gentile. Era comunque una bella scatola, lui poteva essere solo grato per il periodo concesso. Essere messo in quella scatola non voleva dire essere buttato via, voleva dire essere conservato in maniera tale che se fosse servito in futuro poteva essere recuperato. Quando lei mise il coperchio si adattò per un attimo al buio, ma solo per un attimo, dagli umani aveva appreso un grosso difetto: l'orgoglio. Lo aveva messo in cantina, così chiamano il locale dove si mettono le cose vecchie che possono ancora servire, quando lei uscì, lasciandolo al buio, nessuno sentì un lieve rumore come di un coperchio di cartone che si solleva, e poi chi poteva pensare che una statuetta di gesso potesse muoversi? Le cose inanimate non si muovono e proprio per questo non fanno rumore e nessuno lo capisce. Soltanto i bambini, perché sono fantasiosi e innocentemente bugiardi, possono dire di aver visto una statuetta sulle scale, solo i bambini possono dire di averla vista in una casa sulla collina, così lontano dal centro della città. Ma i bambini sono bugiardi, fantasiosi e lui era così brutto, così uguale agli altri che sicuramente doveva essere un altro uguale a lui che era stato visto. Non gli importava molto di essere stato escluso, neanche il motivo per cui lo avevano fatto, sicuramente, con la sua assenza, era scesa in quella casa la tranquillità della speranza. Quello che lo aveva ferito era che era stata lei, Greta, a chiuderlo in una scatola e questo gli fece capire il suo cambiamento, cosa può diventare una piccola, stupida, insignificante statuetta di gesso, il carattere degli umani, imparato da loro, l'astio, la vendetta, il non dire le cose, l'essere bugiardi all'occorrenza.

Si mente il meno possibile soltanto se si mente il meno possibile, non se si ha il minimo possibile di occasioni per farlo. (Franz Kafka, Aforismi di Zürau.)

Ecco ora aveva capito, aveva imparato, ora era pronto, sapeva mentire nel modo peggiore: il non dire e soprattutto il saper sorridere e far finta di non capire. Ne aveva il diritto, aveva sofferto e questo toglieva a loro il diritto alla lealtà, soprattutto a Greta, era stata lei a rinchiuderlo in quella scatola lei che pensava di essere stata costretta dagli affetti, ma era solo convenienza, pensava a se stessa, poteva rifiutare di metterlo da parte ma non era riuscita a farlo, aveva cercato un'altra statuina. Era bella quella casa sulla collina, molto più bella della casa di Greta, non c'era il silenzio che lui aveva imparato, loro parlavano, lo guardavano sorridendo. Si era abituato al buio della scatola e ora gli piaceva uscire alla sera al buio, chissà cosa succedeva in casa di Greta, sicuramente erano felici che lei avesse deciso di sbarazzarsi di lui. Il non vedere Greta lo rendeva triste ma ormai qualcosa era cambiato. Eppure sentiva che quella statuina che aveva preso il suo posto non era quello giusto, sentiva che Greta sarebbe tornata, non si stupì quindi quando lei sollevò il coperchio della scatola, lo prese e lo riportò in casa, lei non si accorse che lui era cambiato, aveva imparato molto bene a nascondere i suoi sentimenti. Fu rimesso al suo posto, sembrò tutto tornato come prima ma non ci volle molto a capire che l'altra statuina era in un'altra stanza e che lei continuava a vederlo. Ora lui si assentava di giorno e nessuno notava la sua assenza, non si accorsero neppure di non averlo spolverato quella mattina, neppure Greta lo aveva notato, lui non c'era. Tornò nel pomeriggio stranamente allegro. Forse le statue di gesso non hanno vita lunga o forse si ammalano come gli uomini, non certo al cuore, forse al sangue, ma hanno il sangue? Sicuramente muoiono in modo diverso, alcune ingialliscono e nessuno si accorge che sono morte, lui preferì una morte diversa. Una mattina lo trovarono in frantumi, pezzi piccolissimi, ridendo lo raccolsero con una paletta e lo buttarono nella spazzatura, poi infastiditi tolsero la polvere che aveva lasciato.

Dopo qualche tempo lo ritrovarono al suo posto, ma non ne avevano raccolto le briciole? Greta ne aveva comprato un altro uguale? Non dissero niente, lo osservarono attentamente, certo era talmente identico da sembrare lo stesso, il suo aspetto esteriore era proprio lo stesso.

Un Viaggiatore




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