Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Il governo e le mafie - Pagina stampabile - lo Stato del meridione - Fulmini e Saette


Il governo e le mafie

Data Sat 10 May 2014 7:00 | Categoria: lo Stato del meridione

Nuove misure di contrasto alla criminalità organizzata.

Intanto partiamo con il segnalare un atto che a prima vista può sembrare simbolico e celebrativo: il 21 marzo sarà il giorno della legalità e della memoria delle vittime di mafia. Il Consiglio dei ministri sta per varare un disegno di legge che si intitola “Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti”. Le norme riguardano anche il rafforzamento del 416 bis e l’introduzione del reato di auto riciclaggio. Ventisei articoli che rivoluzioneranno la normativa in tema di sequestro e confisca di beni mafiosi. Ridisegnano l’architettura dell’Agenzia e riscrivono la gestione degli enti locali sciolti per infiltrazioni della malavita organizzata e poi commissariati.

L’altra novità è costituita dall’inasprimento delle pene previste dal citato articolo relativo all’associazione per delinquere di stampo mafioso, una misura rivoluzionaria che insieme a quella del sequestro dei beni era stata fortemente voluta da Pio La Torre, dirigente del Pci, che venne ucciso nel 1982, anche per questo motivo, da Cosa Nostra.

Il provvedimento in parola recepisce, amplia e integra il lavoro svolto dal precedente governo, introducendo una serie di innovazioni, a cominciare dalla creazione dell’istituto di controllo giudiziario con riferimento a quelle “aziende esposte a rischio infiltrazione mafiosa che, senza bisogno di arrivare allo spossessamento, potranno essere affidate alla vigilanza di un commissario nominato dal tribunale”.
Contestualmente saranno rese più snelli ed efficaci gli interventi per il sequestro giudiziario dei capitali mafiosi il cui raggio d’azione sarà più ampio e tale da comprendere i delitti per i quali la legge prevede il ricorso al sequestro con lo strumento della confisca che verrà utilizzato anche nei confronti degli eredi e dei soggetti terzi.

Nel disegno del governo una funzione importante sarà riservata all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati che avrà sede a Roma. Con una dotazione di 60 unità di personale, previsto in pianta organica, l’Agenzia si avvarrà anche di nuove figure esperte nella gestione patrimoniale e aziendale dei capitali espropriati e sequestrati ai mafiosi. Quanto agli “Enti infiltrati” si fa obbligo di utilizzare una stazione unica appaltante per il periodo successivo alla gestione straordinaria, per la mobilità o il licenziamento nei riguardi dei dipendenti che risultano coinvolti nella infiltrazione o, in qualche modo, collegati con la malavita organizzata.

Con riferimento ai politici responsabili di condotte che hanno portato allo scioglimento dei consigli comunali e provinciali, il disegno di legge prevede l’incandidabilità per sei anni dalla data della sentenza definitiva emessa nei loro confronti.

Rilevante è poi l’attività di gestione straordinaria in capo all’Agenzia che sarà incentrata in particolare nei settori dei tributi, dell’edilizia, dell’urbanistica, del commercio, dello smaltimento dei rifiuti, dei servizi pubblici e sociali. La struttura della commissione straordinaria potrà avvalersi del sostegno e del monitoraggio di appositi comitati composti da funzionari del ministero dell’Interno cui potranno partecipare altre figure professionali, come magistrati, avvocati e dirigenti. Il testo di legge prevede inoltre controlli sulle infiltrazioni mafiose che possono essere estesi a società partecipate, a consorzi pubblici e a partecipazione privata. Siamo senz’altro di fronte a un’iniziativa rivoluzionaria che corrisponde al cambiamento di “verso” tante volte invocato dal presidente del consiglio.

Proprio partendo dalla geniale intuizione di Pio La Torre, nessuno può negare che negli anni si è potuto registrare uno straordinario aumento di sequestri e di confische mafiose, frutto della fecondità della legge denominata appunto La Torre- Rognoni, strumento fondamentale nel combattere la criminalità organizzata e le diverse mafie. La cui pervasività ed espansione nel campo economico, compresi anche nei settori legali più redditizi, come le grandi opere e gli appalti pubblici, è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Era necessario perciò un “aggiornamento” legislativo che puntasse a restituire allo Stato e alle istituzione la capacità di reagire a un “teorema” secondo il quale “le aziende in mano alle mafie creano lavoro, mentre in mano allo Stato producono solo licenziamenti”.

Forse è arrivato il momento, anche per fronteggiare l’impetuoso dilagare del malaffare di questi giorni, che lo Stato metta in campo professionalità e competenze per rendere oltre che produttiva, trasparente la gestione delle aziende sequestrate ai mafiosi.

Filippo Piccione




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