Il M5S e i partiti

Data Tue 9 April 2013 6:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Ma che diavolo è questo Movimento 5 Stelle su cui sparano molti, ridendo e piangendo?

Una forma in parte nuova di fare politica, diversa dalla forma partitica. Il mondo è in crisi: economica-sociale-politica-culturale, insomma: crisi di civiltà. Quanto alla politica, questa civiltà, la vecchia civiltà moderna, è la civiltà degli Stati nazionali, che sono basati sui partiti. E i partiti non riescono più a svolgere le funzioni angolari: formare e selezionare i dirigenti, costruire e mantenere il consenso dei diretti.

Abbiamo scritto - 33 anni fa - Luis Razeto ed io: “Il grande problema che hanno oggi di fronte le istituzioni, i partiti e gli intellettuali è quello di elaborare e organizzare una strategia di superamento della ‘crisi organica’ degli Stati contemporanei. Il problema non consiste tanto nella ricerca del come i soggetti politici dati debbano svolgere la propria azione, quanto di chi è in condizione di compiere una tale impresa. Occorre infatti chiedersi: sono i partiti le organizzazioni in grado di guidare la risoluzione della crisi? la crisi organica attuale non è anche crisi della politica, delle istituzioni e organizzazioni date, dei partiti stessi?” (LA TRAVERSATA. Dalla critica dello Stato e dei partiti all’avviamento di una nuova e superiore civiltà. 1980)

Il M5S ha mostrato che il luogo comune ‘senza i partiti non ci può essere politica’ è inconsistente. Il M5S non è un partito, e fa politica. Certo, non è libero da contraddizioni (chi è senza contraddizioni scagli la prima pietra), ma perché buttare via il bambino con l’acqua sporca?

Torniamo ai partiti. La loro attività era tesa a produrre e riprodurre una divisione sostanziale fra dirigenti e diretti. Ebbene, il M5S prova a superare, tessendo la Rete, questa ‘divisione sostanziale’ tra dirigenti e diretti. Da qui la sua esplosione molecolare, il suo successo democratico. Le persone sono oggi più creative e autonome di ieri, e non sopportano più la politica partitica, dominata dai dirigenti di professione.

Sulla nuova politica, abbiamo scritto l’anno scorso: “La nuova politica è orientata verso la disseminazione sociale del potere politico, cioè verso l'assunzione di potere delle persone e delle comunità e gruppi che agiscono nella società civile. Nella creazione della nuova civiltà affermiamo il primato della società civile sulla società politica. Non si concentra più l'azione politica nello Stato e nei partiti. La nuova politica è orientata a superare la distinzione tra dirigenti e diretti, ossia, nella nuova civiltà non si dovrà costituire una 'classe politica' distinta e separata dalla società civile. La centralità della società civile significa che la nuova politica è costruita 'dal basso', da ciò che attualmente è subordinato. Il recupero di potere delle persone e dei gruppi auto-diretti, la disseminazione sociale del potere e il decentramento delle decisioni, non si associano all'anarchia e al disordine quando si tratta di persone creative, autonome e solidali. ” (LA VITA NUOVA. Creativa, autonoma, solidale. 2012)

I libri La Traversata e La Vita Nuova, si trovano nella sezione ‘scienza’ del mio sito-officina: www.pasqualemisuraca.com





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