La vita sessuale di Gesù

Data Thu 23 August 2012 6:00 | Categoria: Gesù

In Italia da qualche tempo i cattolici e i laici litigano più del solito sui modi possibili e auspicabili di vivere la sessualità. Vorrei proporre alla riflessione di tutti la figura di Gesù, il quale aveva un modo creativo e autonomo di vivere la vita intera, compresa la vita sessuale. Ecco di seguito un brano dal libro Vangelo laico secondo Feliciano:

“Il pomeriggio di un giorno molto caldo, nel corso del quale avevano cominciato all'alba a camminare con l'intenzione di raggiungere prima di notte una città, Gesù maestro dell'attenzione nota la stanchezza degli amici, il malumore, e li invita a fermarsi e riposare sotto una macchia d'alberi al centro della quale c'è un pozzo. Tutti accolgono con gioia l'idea e si sistemano all'ombra.

Gesù si siede sui bordi del pozzo, concentrato in un pensiero, finché viene distratto dalle voci degli amici. Questi a turno lanciano un secchio legato a una corda dentro il pozzo, per attingere acqua. Fanno a gara a chi riesca a riempirlo al primo colpo, sotto gli occhi delle donne che ridono e li prendono in giro.

Quando il gioco è finito e tutti sono dissetati e riposati, Gesù volendo restare solo, invita le donne a raccogliere in un bosco vicino che si alza ai piedi di una montagna erbe, funghi, frutti secchi, e gli uomini a catturare qualche lepre e portare un po’ di legna.

- Questa volta non parteciperò - aggiunge-, ho voglia di stare solo.

Rimasto con sé stesso, Gesù prega contemplando le meraviglie del mondo attorno a sé: la cima ondeggiante di un albero, frotte di uccelli in volo, le nuvole bianche galleggianti nel cielo azzurro, la luna piena dentro la quale si ritaglia la sagoma d'un asinello celeste. Gesù s'infiamma d'amore e gratitudine.

Poco dopo affiora un canto di donna.

Gesù cerca con gli occhi la fonte del canto, ed ecco, avanza una giovane samaritana che smette di cantare vedendolo, s'avvicina in silenzio a occhi bassi, poggia a terra la sua anfora e attinge con destrezza acqua dal pozzo.

Appena la giovane donna ha versato l'acqua del secchio nella sua anfora, Gesù le parla:

- Mi dai un po’ d'acqua?

La giovane donna porge a Gesù l'anfora e Gesù beve alla contadina, reggendola dal collo e sollevandola col gomito.

Giovane donna: - Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono samaritana?

Gesù: - Se sapessi chi sono, tu avresti chiesto a me, e io ti avrei dato acqua viva.

Giovane donna: - Qui c'è soltanto acqua di pozzo, non ci sono sorgenti. Da dove prendi dunque l'acqua viva?

Gesù: - Chi beve l'acqua di questo pozzo avrà ancora sete, ma chi berrà l'acqua che io gli darò non avrà mai più sete. E quest'acqua diventerà una sorgente che zampillerà eternamente verso la vita eterna.

Giovane donna: - Dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete.

Gesù, con un lampo negli occhi:

Oh, come sei bella,
amica mia,
oh, quanto sei bella!
I tuoi occhi sono di colombe
dietro il tuo velo.

La giovane donna, cogliendo al volo la citazione del Cantico dei Cantici:

I tuoi capelli sono come un gregge
di capre,
che si stagliano
sulle balze di Galaad.

Gesù:

I tuoi denti somigliano
a un gregge di pecorelle
tosate
che risalgono dal bagno:
tutte sono appaiate
e nessuna fra loro è senza figli.

Giovane donna:

Come un nastro di porpora
sono le tue labbra
e la tua bocca
è piena d’incanto.

Gesù:

Come uno spicchio di melograno
le tue guance
sotto il tuo velo.

Giovane donna:

Come torre di David
il tuo collo,
costruita come salda fortezza:
mille trofei vi sono appesi,
tutte armi di potenti eroi!

Gesù:

I tuoi seni
somigliano a due caprioli,
gemelli di gazzella,
che pascolano fra gigli.

Giovane donna:

Mentre soave spira la brezza
e le ombre si allungano,
m’incammino al monte della mirra
e al colle dell’incenso.

Gesù:

Oh, tutta bella sei tu,
amica mia,
e nessuna macchia è in te!

A questo punto torna un primo gruppetto di amici, preceduti dai ‘figli del tuono', Andrea e Giovanni, che alzano orgogliosamente due lepri. Ma si fermano perplessi vedendo Gesù e la donna che ridono faccia a faccia. Ammutoliscono. Nessuno ha l'ardire di domandagli: ‘Che vuoi tu da lei?’

La giovane samaritana, vedendo che si avvicina il gruppo delle donne, si sistema l'anfora sulla testa e si allontana rivolgendo un ultimo sguardo a Gesù.

Gesù la segue con gli occhi fino a che scompare dietro gli alberi. Si alza e con gioia comincia ad accendere il fuoco dando l'avvio alla cena campestre sotto la luce della luna.

La mattina dopo chiama Andrea e Giovanni e dice loro:

- Ci dev'essere un villaggio vicino da quelle parti - indicando la direzione che aveva preso la giovane samaritana. Perché non andiamo lì, prima di raggiungere la città?

Andrea, sospettoso:

- Ma quello sarà un villaggio di samaritani, a quanto si può capire dai vestiti della donna di ieri...

Gesù: - Sì, appunto, non dobbiamo parlare anche con i samaritani?

Giovanni: - Ma è una deviazione dalla nostra meta.

Gesù: - Beh, non abbiamo fretta. Penso che in quel villaggio troveremo persone e luoghi interessanti. E poi, vorrei incontrare ancora quella donna...

Andrea: - Se è così... andiamoci.”





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