Necessità della filologia

Data Sun 5 August 2012 6:00 | Categoria: iLibrieleNotti

Perché insisto tanto sulla necessità di una lettura filologica dei Quaderni del carcere di Gramsci? Perché ritengo che le letture ideologiche, politiche, dei Quaderni siano fuorvianti? Perché dico che i marxisti che leggono i Quaderni con i paraocchi marxisti, e i comunisti che leggono i Quaderni con i paraocchi comunisti, poco e male comprendono quei testi?

Leggendo un libro di Giuliano Procacci, Storia degli italiani (Laterza 1968), ho trovato un brano che getta luce sulla questione. Lo dedico a coloro che considerano la perdita dei propri pregiudizi una liberazione.

“Attraverso il lavoro di restauro, di edizione di testi, di commento [nel Rinascimento] si vennero gradualmente formando alcuni dei criteri di metodo che ancora oggi presiedono alla ricerca scientifica. Primo fra tutti quello del carattere disinteressato della ricerca stessa: nessun idolo politico, religioso o passionale, nessuna considerazione esterna deve guidare l’intellettuale nel suo lavoro. La filologia è la base e la chiave di ogni sapere, l’edizione critica il presupposto per la lettura di qualsiasi testo.”





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