Haiku e nota (4)

Data Mon 20 February 2012 5:00 | Categoria: haiku rimati

Ridono le zie
zitelle come fate
dimenticate.



Nota di composizione.
Questo haiku è cominciato a formarsi nella mia mente, come un lontano temporale, la mattina in cui un meccanico di Fondi, indicandomi un arancio stracolmo in un giardino abbandonato, m’ha rivelato che le arance erano dette, al tempo in cui il paese era un aranceto, ‘lampadine’. Ci sono certi alberi che offrono i propri frutti, che non sempre sono raccolti, sono dimenticati e cadono tristemente – mi sono detto dentro, senza muovere le labbra. Nei giorni seguenti, ho associato agli alberi disamati certe donne, certe zie, io ne avevo due – zia Melina e zia Memè – donne che non si sposavano, entravano a far parte della famiglia di un fratello, e nessuno ricordava e raccoglieva più i loro frutti profumati. E mi sono risuonate dentro tutte le zitelle che ho sentito ridere - in modo tutto particolare, adesso che ci pensavo: adolescenziale e disperato. La composizione dell’haiku, rapida, miracolosa, è stata una liberazione dall’angoscia dei tanti doni non raccolti, dei tanti amori che marciscono senza compiersi, intorno a noi, nelle campagne, nei paesi, nelle città.

Pasquale Misuraca





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