Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Per una nuova civiltà (28) - Pagina stampabile - economia di solidarietà - Fulmini e Saette


Per una nuova civiltà (28)

Data Thu 12 January 2012 5:00 | Categoria: economia di solidarietà

{Da mercoledì 29 giugno, vado pubblicando una serie organica di video di Luis Razeto, accompagnati di volta in volta dalla traduzione italiana, e dal testo originario in spagnolo.}

¿Cómo iniciar la creación de una nueva civilización? (28)


XXVIII. Qui si comincia a riflettere sulla nuova economia, affrontando la questione del finanziamento e delle risorse per iniziative e progetti.

Per passare dalla riflessione sulla nuova politica alla non meno importante questione della nuova economia che deve caratterizzare la civiltà che vogliamo costruire, cominceremo da un assunto molto particolare e concreto come è quello delle risorse e dei finanziamenti che abbisognano per l’intrapresa delle iniziative, delle attività e dei progetti relativi alla creazione della nuova civiltà. Dal momento che occorre prendere delle iniziative, si richiedono mezzi per realizzare le opere che i partecipanti al progetto si propongono di realizzare. Tutte le iniziative e le organizzazioni comportano impiegare denaro, realizzare lavori, impiegare materiali, dedicare tempo alla gestione, mantenere sistemi, etc. Sebbene questa sia una questione molto particolare, esaminandola vedremo apparire idee ed elementi che potranno illuminare importanti aspetti della nuova economia e della nuova civiltà, considerata nel senso più largo.

Nella civiltà dello Stato e delle organizzazioni che concentrano potere e mantengono strutture burocratiche, i suoi membri sono costretti a pagare periodicamente certe quantità di denaro (imposte, tributi, contributi, quote) che sono raccolte dal centro dirigente, e con le quali questo finanzia le attività del centro organizzativo. Non sarà questo il modo in cui i creatori e i partecipanti della nuova civiltà contribuiranno con risorse allo sviluppo del proprio progetto. Nei fatti, quel modo di finanziare i progetti produce due effetti indesiderabili nella nuova civiltà: 1. Rafforza il potere dell’organo centrale (i dirigenti), e 2. Indebolisce e subordina i partecipanti (i diretti). È parte di un genere di rapporti tra dirigenti e diretti che corrisponde alla civiltà in crisi, e che è necessario superare.

Il modo di finanziamento basato su tributi e imposte obbligatorie, è necessario laddove lo Stato si separa dalla società e si consolida come un potere esterno che la governa. In queste condizioni le persone e i gruppi intermedi non sono disposti ad apportare risorse in maniera libera, senza partecipare alla determinazione delle attività che realizzeranno coloro che detengono il potere.
La nuova civiltà si fonda sulla creatività, l’autonomia e la solidarietà dei propri partecipanti. Perciò, invece di devolvere obbligatoriamente le risorse a un centro raccoglitore centrale che deciderà gerarchicamente a quali attività destinare il ricavato, i cittadini della nuova civiltà apportano risorse liberamente e in proporzione al proprio impegno, per finanziare quelle iniziative, attività e opere che loro stessi decidono di realizzare, e anche quelle realizzate da altri, però quelle che loro vogliono appoggiare e spingere.

Questo è valido per tutti i livelli nei quali si va articolando la nuova civiltà, dal livello personale a quello delle comunità locali, nazionali e globale. Ogni livello ha le proprie funzioni e progetti da finanziare, e a ogni livello i suoi partecipanti apporteranno le risorse che considerano necessarie e appropriate alla sua realizzazione.

Questo a partire dal livello individuale, sul quale concentreremo per ora la riflessione. Se siamo cittadini della nuova civiltà, tutto ciò che facciamo con il nostro denaro e le nostre risorse in funzione del nostro proprio sviluppo e della nostra autonomia, costituisce un contributo alla creazione ed espansione della nuova civiltà. Questo vale in quanto individui, e in quanto gruppo, organizzazione, comunità o rete, e in quanto organizzazione di organizzazioni, comunità di comunità, rete di reti etc. Crescere, ampliare la propria realizzazione, soddisfare le necessità, compiere le aspirazioni e realizzare i progetti che abbiamo in quanto soggetti partecipanti di questa nuova civiltà, a qualsiasi dei suoi livelli, è un contributo a essa, e avrà anche l’effetto di attrarre, motivare e avvicinare ai suoi livelli, è un contributo a essa, e avrà anche l’effetto di attrarre, motivare e avvicinare coloro che avvalorano positivamente la sua crescita e le sue realizzazioni.

Mettendo a fuoco il livello personale, l’agire economico nel senso della nuova superiore civiltà probabilmente comporterà per noi smettere di fare svariate spese che spesso realizziamo secondo la logica della vecchia civiltà, e definire priorità di spese e consumo molto diverse da quelle che ora osserviamo o che osservano gli abitanti della vecchia civiltà moderna.

Nella nuova civiltà nessuno dice a noi a cosa dobbiamo destinare il nostro denaro, cosa consumare, come impiegare le nostre risorse. Ciascuno, partecipante autonomo, giunge a essere autonomo anche in questo, precisamente nella misura in cui prende coscienza di quante e quali scelte compie in dipendenza e subordinazione ai criteri della vecchia civiltà (abitualmente indotti dai dirigenti, dalla pubblicità, dallo Stato), e quali e quante abitudini di consumo deciderà di cambiare per rafforzare la propria autonomia, creatività e solidarietà, in ordine alla partecipazione al gran progetto.

La partecipazione alla nuova civiltà ci porta a cambiare decisamente le abitudini e i modi di consumo, e ad assumere una nuova struttura di bisogni, aspirazioni e progetti. Ciò comporterà probabilmente destinare meno risorse a quei tipi di consumo che sono caratteristici della vecchia civiltà e che la riproducono, e questo libererà risorse da destinare a ciò che rafforza la nuova civiltà.

Ci sarà da abbandonare il sovra-consumo, il consumismo, il consumo imitativo, il consumo compulsivo, il consumo di posizione e di ostentazione, che sono propri della moderna civiltà in crisi. Così, anche, sarà da invertire la tendenza a indebitarsi per anticipare l’accesso a determinati beni di consumo dei quali si può fare a meno. Probabilmente giungeremo anche a eliminare o ridurre dalle nostre strutture di spese certi tipi di donazione che generano dipendenza nei beneficiati. L’analisi critica dei costumi e delle abitudini di consumo e di spesa acquisiti secondo la logica della civiltà in crisi, sicuramente ci rivelerà molti items che escluderemo dai nostri presupposti.

Tutto questo ci consentirà di disporre dei mezzi necessari per realizzare quelle iniziative che ci rendano più autonomi, creativi e solidali. Partendo da se stessi, occorrerà dedicare più risorse, tempi e mezzi, per esempio allo studio, all’apprendimento e all’espansione della conoscenza; allo sviluppo personale e all’estensione dei nostri rapporti di convivialità; alla realizzazione di attività creative etc. Apprenderemo a intrattenerci in modo nuovo, a organizzare in modo nuovo il nostro tempo, a impiegare nell’acquisizione di risorse e di beni e di servizi che ci facilitino l’accesso a livelli crescenti di autonomia, creatività, conoscenza, relazione, comunità e organizzazione.

Ma noi ci siamo proposti un grande compito: cominciare la creazione di una nuova civiltà. Questo implica processi di auto-organizzazione, di formazione di reti, e il dispiegamento di una molteplicità di iniziative e progetti nei più diversi ambiti dell’economia, la politica, la cultura, le scienze. E tutte queste organizzazioni, reti, iniziative e progetti richiedono risorse per svilupparsi. Siccome queste sono nostre iniziative, nostri progetti, nostre reti e organizzazioni, siamo noi stessi interessati a finanziarle. Se il progetto è il nostro progetto, se la rete è la nostra rete, se il suo sviluppo è il nostro bisogno, aspirazione e desiderio, non avremo inconvenienti a destinare il denaro, il tempo, il lavoro, le risorse necessarie per realizzarli e portarli al livello dei loro obiettivi. Nessuno decide per noi, e quindi non vale aspettare che siano altri a finanziare ciò che noi ci siamo proposti liberamente e autonomamente di fare.

Da questo punto di vista siamo male abituati, perché nella civiltà che decade apportiamo i nostri finanziamenti al potere centrale, allo Stato, e chiediamo poi allo Stato che ci conceda i finanziamenti per realizzare i nostri propositi. Questo modo di procedere non è coerente con la nuova civiltà, in quanto riproduce la dipendenza e subordinazione dei diretti ai dirigenti, dei sudditi ai potenti, e concentra il potere e la ricchezza.

Ma nel compito di cominciare la creazione di una nuova civiltà non siamo soli, perché possiamo contare sui rinforzi, gli apporti, i contributi, gli aiuti che ci offrono gli altri soggetti partecipanti del medesimo gran progetto, che possono avere risorse a disposizione, e che apprezzando ciò che facciamo collaborano con noi. Allo stesso modo, saremo disponibili a collaborare con quelle iniziative di altre persone, di altre reti, comunità e organizzazioni, i cui progetti e realizzazioni apprezziamo. Lo abbiamo già detto, la nuova civiltà richiede persone autonome, ma anche solidali. Organizzazioni, comunità, reti autonome, ma anche solidali.

Le forme per definire i progetti da realizzare e i modi di finanziarli, saranno diversi a ciascun livello del processo di organizzazione ascendente della nuova civiltà; ma sarà a ciascun livello che le decisioni su tutto ciò saranno adottate dai suoi partecipanti responsabili: con creatività, autonomia e solidarietà.

Più avanti, in un’altra presentazione, tornerò sul tema del finanziamento e della commercializzazione nelle iniziative dell’economia della nuova civiltà, perché su questo tema c’è molto da approfondire.

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XXVIII. Aquí se comienza a reflexionar sobre la nueva economía, abordando la cuestión del financiamiento y los recursos para las iniciativas y proyectos.

Como una manera de pasar de la reflexión sobre la nueva política a la no menos importante cuestión de la nueva economía que ha de caracterizar a la civilización que queremos construir, empezaremos por un asunto muy particular y concreto como es el de los recursos y financiamientos que se necesitan para la ejecución de las iniciativas, actividades y proyectos de la creación de la nueva civilización. Porque hay que solventar las iniciativas; se requieren medios para realizar las obras que los participantes en el proyecto se propongan realizar. Todas las iniciativas y organizaciones implican incurrir en gastos de dinero, realizar trabajos, emplear materiales, dedicar tiempos a la gestión, mantener sistemas, etc. Aunque sea ésta una cuestión muy particular, al examinarla veremos aparecer ideas y elementos que pudieran iluminar importantes aspectos de la nueva economía y de la nueva civilización, considerada en su más amplio sentido.

En la civilización del Estado y de las organizaciones que concentran poder y mantienen estructuras burocráticas, sus integrantes son exigidos a pagar periódicamente cantidades de dinero (impuestos, tributos, contribuciones, cuotas) que son colectadas por el centro dirigente, y con las cuales éste financia las actividades del centro organizativo. No será ese el modo en que los creadores y participantes de la nueva civilización contribuyan con recursos al desarrollo de su proyecto. En efecto, aquél modo de financiar los proyectos tiene dos efectos indeseables en la nueva civilización: 1. Refuerza el poder del órgano central (a los dirigentes), y 2. Debilita y subordina a los aportantes (los dirigidos). Es parte de un modo de relación entre dirigentes y dirigidos que corresponde a la civilización en crisis, y que también es preciso superar.

El modo de financiación basado en tributos e impuestos obligatorios, se hace necesario allí donde el Estado se separa de la sociedad y se consolida como un poder exterior que la gobierna. En esas condiciones las personas y los grupos intermedios no están dispuestos a aportarle recursos de manera libre, no participando en la determinación de las actividades que realizarán quienes controlan el poder.

La nueva civilización se funda en la creatividad, la autonomía y la solidaridad de sus participantes. Por ello, en vez de entregar obligatoriamente los recursos a un centro recolector central que decidirá jerárquicamente a qué actividades destinar lo recaudado, los ciudadanos de la nueva civilización aportan recursos libremente y en proporción a su propio compromiso, para financiar aquellas iniciativas, actividades y obras que ellos mismos deciden realizar, y también aquellas realizadas por otros, pero que ellos quieren apoyar e impulsar.
Esto es válido para todos los niveles en que se va articulando la nueva civilización, desde el nivel personal al de las comunidades locales, nacionales y global. Cada nivel tiene sus propias funciones y proyectos que financiar, y en cada nivel sus participantes aportarán los recursos que consideren necesarios y apropiados para su realización.

Esto parte del nivel individual, en el que centraremos por ahora la reflexión. Si somos ciudadanos de la nueva civilización, todo lo que hagamos con nuestro dinero y recursos en función de nuestro propio desarrollo y autonomía, de nuestro propio crecimiento y perfeccionamiento, y que sea conforme con las orientaciones de la nueva civilización, constituye una contribución a la creación y expansión de ella. Esto vale en cuanto individuos, y en cuanto grupo, organización, comunidad o red, y en cuanto organización de organizaciones, comunidad de comunidades, red de redes, etc. Crecer, ampliar la propia realización, satisfacer las necesidades, cumplir las aspiraciones y realizar los proyectos que tengamos en cuanto sujetos participantes de esta nueva civilización, en cualquiera de sus niveles, es una contribución a ella, y tendrá también el efecto de atraer, motivar y acercar a aquellos que valoren positivamente su crecimiento y sus realizaciones.

Poniendo la mirada en lo personal, el actuar económico en el sentido de la nueva y superior civilización probablemente nos implicará dejar de efectuar variados gastos que a menudo realizamos según la lógica de la vieja civilización, y establecer prioridades de gasto y consumo muy diferentes a las que actualmente tenemos o que tienen los habitantes de la vieja civilización moderna.

En la nueva civilización nadie nos dice a qué debamos destinar nuestro dinero, qué consumir, cómo emplear nuestros recursos. Cada uno, participante autónomo, llega a ser autónomo también en esto, precisamente en la medida en que tome conciencia de cuántas y cuáles opciones adopta en dependencia y subordinación a los criterios de la vieja civilización (habitualmente inducidos por los dirigentes, por la publicidad, por el Estado), y cuáles y cuántos hábitos de consumo decidirá cambiar para fortalecer la propia autonomía, creatividad y solidaridad, en orden a participar en el gran proyecto.

La participación en la nueva civilización nos lleva a cambiar fuertemente los hábitos y los modos de consumo, y a asumir una nueva estructura de necesidades, aspiraciones y proyectos. Ello implicará probablemente destinar menos recursos a aquellos tipos de consumo que son característicos de la antigua civilización y que la reproducen, lo cual liberará recursos para destinarlos a aquello que refuerce la nueva civilización.

Habrá probablemente que abandonar el sobre-consumo, el consumismo, el consumo imitativo, el consumo compulsivo, el consumo posicional y ostentoso, que son propios de la moderna civilización en crisis. Así, también, habrá que revertir la tendencia a endeudarse para anticipar el acceso a determinados bienes de consumo de los que se puede prescindir.

Probablemente llegaremos también a eliminar o reducir de nuestra estructura de gastos ciertos tipos de donaciones que generan dependencia en los beneficiarios. El análisis crítico de las costumbres y hábitos de consumo y gasto adquiridos según la lógica de la civilización en crisis, con seguridad nos mostrará muchos ítems que suprimiremos de nuestros presupuestos.

Todo ello nos permitirá disponer de los medios necesarios para realizar aquellas iniciativas que nos hagan más autónomos, creativos y solidarios. Partiendo por uno mismo, habrá que dedicar más recursos, tiempo y medios, por ejemplo al estudio, al aprendizaje y a la expansión del conocimiento; al desarrollo personal y a la extensión de nuestras relaciones de convivialidad; a la realización de actividades creativas, etc. Aprenderemos a entretenernos de un modo nuevo, a organizar de otro modo nuestro tiempo, a gastar en la adquisición de recursos y de bienes y servicios que nos faciliten el acceso a niveles crecientes de autonomía, creatividad, conocimiento, relacionamiento, comunidad y organización.

Pero nos hemos planteado una tarea grande: iniciar la creación de una nueva civilización. Ello implica procesos de auto-organización, de formación de redes, y el despliegue de una multiplicidad de iniciativas y proyectos en los más variados ámbitos de la economía, la política, la cultura, las ciencias. Y todas estas organizaciones, redes, iniciativas y proyectos requieren recursos para desarrollarse. Como esas son nuestras iniciativas, nuestros proyectos, nuestras redes y organizaciones, somos nosotros mismos los realmente interesados en financiarlas. Si el proyecto es nuestro proyecto, si la red es nuestra red, si su desarrollo es nuestra necesidad, aspiración y deseo, no tendremos inconvenientes en destinar a ello el dinero, el tiempo, el trabajo, los recursos necesarios para realizarlas y llevarlas al logro de sus objetivos. Nadie decide por nosotros, de modo que no corresponde esperar que sean otros los que financien lo que nos hemos libre y autónomamente propuesto realizar.

En este aspecto estamos mal acostumbrados, porque en la civilización que decae entregamos nuestros financiamientos al poder central, al Estado, y le pedimos luego al Estado que nos aporte los financiamientos que requerimos para cumplir nuestros propósitos. Este proceder no es coherente con la nueva civilización, pues reproduce la dependencia y subordinación de los dirigidos respecto a los dirigentes, de los súbditos respecto a los poderosos, y concentra el poder y la riqueza.

Pero en la tarea de iniciar la creación de una nueva civilización no estamos solos, pues podemos contar con los refuerzos, los aportes, las contribuciones, las ayudas que nos proporcionen otros sujetos participantes del mismo gran proyecto, que puedan tener recursos disponibles, y que valorando lo que hacemos nos colaboren. Del mismo modo, estaremos disponibles para colaborar con aquellas iniciativas de otras personas, de otras redes, comunidades y organizaciones, cuyos proyectos y realizaciones apreciamos. Ya lo dijimos, la nueva civilización requiere personas autónomas, pero también solidarias. Organizaciones, comunidades, redes autónomas, pero también solidarias.

Las formas de determinar los proyectos que se han de realizar y los modos de financiarlos, serán diferentes en cada nivel del proceso de organización ascendente de la nueva civilización; pero será en cada nivel que las decisiones sobre todo ello serán adoptadas por sus participantes responsables: con creatividad, autonomía y solidaridad.

Más adelante, en otra presentación, volveré sobre el tema del financiamiento y de la comercialización en las iniciativas de la economía de la nueva civilización, porque sobre este tema hay mucho más que profundizar.






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