Una tragedia amorosa

Data Thu 6 October 2011 6:00 | Categoria: racconti di poche parole

Sotto i miei occhi, sul tram numero 14, lungo il tragitto dal quartiere di Centocelle alla Stazione Termini – sì, a Roma, l'altro ieri, martedì 4 ottobre 2011, verso le dieci di mattina.

Una bambina vivacissima, avrà un anno e mezzo o due, si agita sulle gambe della giovane madre che chiacchiera, seduta, con una giovane bellissima amica, stante di fronte a lei. Seduto immediatamente alle spalle della madre, un giovane folgorato dalla bellezza dell’amica riflette sul come farsi notare dalla conturbante coetanea, e decide per la strategia del gioco con la bambina. Parte la seduzione dell’infante, lui si nasconde, fa capoccetta dalle spalle della madre, sorride torcendo la testa, guarda estatico, rapito, bollito. La bambina s’innamora di lui in una manciata di secondi, fa la vezzosa, si cela nel grembo della madre, la civetta, sbarra gli occhi reclinando il capo, la piaciona, stringe la bocca a cuoricino, la fata, vela il viso con la mano a ventaglio. Nel bel mezzo di questo innamoramento a cielo aperto, lui, che fino a quel punto trattava lei, la bambina, come una novella amante, cambia di punto in bianco registro e le si rivolge, a voce alta, con la frase: “Fai ciao ciao con la manina…” La bambina impietrisce, un’ombra cala sui suoi occhi, e resta per sempre, disperatamente, traumaticamente, imbambolata. La madre e l’amica se ne rendono in qualche modo conto, interrompendo le chiacchiere fitte fitte. “Che c’hai, Sofi?” “Aho’, t’hanno fatto quarcosa, povera stella?” Lui, la canaglia, l’umiliatore, si alza e va via, aggiustandosi l’auricolare.

Pasquale Misuraca





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