Dall'Oriente con Passione

Data Sun 2 March 2008 12:00 | Categoria: punti di fuga

Il territorio di Massafra, provincia di Taranto, è costellato di grotte, anfratti e strapiombi. È il cuore della cosiddetta civiltà rupestre, un modo di vivere alternativo e complementare alla città che si estese fino a Matera e che è noto ai più soprattutto per alcune spettacolari cripte in cui fino alle soglie dell’età moderna si sono ripetute consuetudini insediative e cultuali comuni a diverse aree del Mediterraneo. Ancor oggi il contesto rupestre stupisce per la ricchezza del suo patrimonio pittorico, sopravvissuto a dispetto degli agenti atmosferici e del tempo.



Tra le grotte di Massafra, spesso frutto di complesse esecuzioni "architettoniche" per via di levare, capaci di replicare scavando elementi e strutture delle architetture costruite, c'è quella detta della Candelora, da cui prendo in prestito l’affresco che vedete.
Erede del suo status di provincia bizantina, la Puglia ha continuato ad esprimersi in un linguaggio "conservatore" facendo per lungo tempo riferimento alla "maniera greca", soprattutto in questi contesti. E tuttavia regalandoci alcune preziosissime rarità iconografiche, come questa Madonna che tiene per mano il Bambino, il quale a sua volta regge un cesto pieno di... uova.

La scelgo un po’ per affinità tematica (siamo nel mese di Pasqua, e non guasta) un po’ perché mi è sempre piaciuta molto. Se dovessimo leggerla “all’occidentale” sarebbe nulla più di una scena di quotidiana banalità: il Bambino, per quanto divino, viene accompagnato per mano dalla mamma reggendo un cestino con fiori o frutti, o magari a scuola e dunque con la tavoletta dell’alfabeto sotto il braccio. Così raccontano i vangeli apocrifi sostenendo l’interpretazione con cui questa immagine è diffusa in smalti e miniature di ambito germanico e come la conosciamo attraverso una una lastra di marmo del XIII secolo nel Museo Bizantino di Atene.

Nell’orizzonte artistico bizantino è invece un’immagine inconsueta, una variante del poco che conosciamo in senso “drammatico”. Ci aiuta a decifrarla un affresco di soggetto analogo, datato intorno al 1230, che si trova in Kosovo, nella chiesa della Vergine di Prizren. Qui un’iscrizione in serbo attribuisce al Bambino la qualifica di Krimitel, ovvero il corrispettivo del Cristo Trofeo di origine greca sostenuto da tutti gli autori latini a partire dal III secolo: cibo, nutrimento, e in tal senso prefigurazione della Passione sotto le mentite spoglie di una scena solare e spensierata, destinata a confondersi tra le altre che questa chiesa-grotta di Massafra custodisce.

Se non fosse per la prossimità all’unica scena cristologica del ciclo, anch’essa prefigurazione della Passione nel gesto della Vergine che “offre” il figlio su un altare che è ara sacrificale all’uso pagano: quella della Presentazione al Tempio, della Candelora, appunto (da cui la dedicazione della chiesa).



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