Inside Job

Data Tue 12 July 2011 6:00 | Categoria: il legame


Vorremmo partecipare e indirettamente contribuire al dibattito aperto da Luis Razeto Migliaro proponendovi un buon film-documentario sulla più recente crisi finanziaria, che è anche – sinora - la più grande crisi finanziaria della storia dell’umanità.




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INSIDE JOB
(guarda l'intero film in alta definizione)



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Alcuni spunti di riflessione, dibattito, approfondimento proposti dal film:
• I quarant’anni successivi alla Grande Depressione (1929) – e grazie all’introduzione di misure di regolazione delle attività finanziarie – sono stati caratterizzati da una sostanziale assenza di crisi finanziarie.
• Nel giro di pochi anni (non decenni) il sistema finanziario islandese ha cumulato perdite per un totale 8 volte superiore al prodotto interno lordo della nazione
• Alcuni degli strumenti finanziari (e.g. derivatives) che – non regolati – sono stati il veicolo della crisi finanziaria scoppiata nel 2008 sono stati ‘progettati’ da ingegneri riciclati nella finanza (dopo la fine della Guerra Fredda)
• Decisioni (o assenza di decisioni) prese da pochissimi individui negli Stati Uniti determinano la sorte di milioni d’individui, in ogni parte del globo (questa crisi ha spinto 15 milioni d’individui al di sotto della linea di povertà e ha fatto perdere il lavoro a 30 milioni di persone). I poveri sono quelli che ne hanno sofferto di più.
• Le agenzie di rating non sono responsabili dei loro giudizi, nemmeno quando questi sono esposti a garanzia della sicurezza dell’investimento
• Lo strapotere del sistema finanziario statunitense è legato alla crisi del settore manufatturiero degli Stati Uniti, crisi che è stata determinata dalla cattiva gestione aziendale (incompetenza di pochi) e dall’apparizione di manodopera a bassissimo costo nei paesi in via di sviluppo.
• Insistiamo sul concetto di ‘pochi’ che determinano il ‘molto’ per i più, visto che siamo dominati dalla credenza diffusa che si tratti di sistemi democratici (dove questa qualifica è determinata esclusivamente dal tipo di sistema elettorale).
• Per ogni membro del Congresso degli Stati Uniti, ci sono oltre cinque lobbyist finanziari. Questi finanziano i partiti politici con i soldi dei risparmiatori (questo è perfettamente legale: ricordatevi che la definizione di ‘democrazia’ è esclusivamente legata al tipo di sistema elettorale e a null’altro). I capi di tutte le istituzioni finanziarie governative o federali negli Stati Uniti sono o sono stati Direttori, Consulenti, etc delle grandi banche d’affari, questo indifferentemente sotto amministrazione repubblicana e/o democratica.
• La dottrina della deregulation è una vera ideologia (non della cosiddetta ma) dell’autentica classe dominante, che ha conquistato la classe accademica di tutte le università degli States (alla faccia di chi vuole superato il concetto d’Ideologia di Marx)
• La stampa che leggiamo quotidianamente non s’occupa affatto di questi argomenti. Non se ne parla. Nessuno ne dibatte.
Nessuno dei responsabili della crisi ha pagato personalmente o ha dovuto rispondere dei propri atti – anzi hanno tutti guadagnato ingenti somme di denaro (misurate in molti milioni di dollari). Le perdite sono state interamente pubbliche, i guadagni sono totalmente privati.
• Nessuna misura correttiva è stata introdotta negli Stati Uniti a seguito della crisi. Mentre i capi di stato e di governo occidentali fanno tante reprimende sulla mancanza di libertà civili qui e là, nessuna nazione ha mai chiesto con forza agli Stati Uniti d’introdurne (ricordatevi che la crisi ha danneggiato tutti in tutto il mondo e non solo i cittadini statunitensi). Nessun partito politico le chiede, la sinistra non ha un’opinione né una linea politica su questa questioncella.






La fonte di questa news è Fulmini e Saette
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