Vite brevi

Data Mon 13 June 2011 6:00 | Categoria: leOpereeiGiorni

{Ripubblico su questo sito-rivista il 'fulmine' uscito sabato 4 giugno 2011 sulla carta-rivista Alias, supplemento settimanale del quotidiano 'il manifesto' - su cui tengo la rubrica mensile 'fulmini e saette'- per dare l'opportunità, ai lettori delle riviste di rete che lo desiderassero, di entrare in dialogo - ciò che i lettori delle riviste di carta non possono così agevolmente e paritariamente fare. Pasquale Misuraca}

Cinque vite brevi

Alessandro

Come e perché sia morto giovane Alessandro, se raffreddato da un fiume babilonese o avvelenato da un veleno macedone, per invidia degli dèi o gelosia degli uomini, è incerto. Aveva appena conquistato il mondo e si trattava ormai di amministrarlo: cosa da vecchi, pensò una sera di maggio. Che importa poi se l’acqua o la polvere, la malattia o il vino, abbiano fatto il resto?

Ceutomino

Ceutomino (“colui che cela il proprio nome”, Kerényi, II, 2, 194) scomparve prima di solcare la soglia dell’acmè. Di lui restano poche parole incerte e un unico frammento verosimile [Teodoro, XII, 3, 1948]: “Gli uomini preferiscono il male e l’infelicità poiché li ottengono più facilmente del bene , e da ciò traggono [illeggibile] di potenza.”
Pirro

Era un bel giovane dai capelli rossi (questo voleva dire il suo nome). Viveva fin da bambino come bambina nella reggia dell’isola di Sciro. Enieo, questo il nome del re e voleva dire “buon guerriero”, lo aveva allevato insieme alle sue figlie, una delle quali, Deidamia (“colei che obbliga i nemici”), si attorcigliò amorevolmente con lui. Lo stesso giorno in cui Pirro divenne padre di Neottolemo (“il rinnovatore della guerra”), Enieo gli rivelò che il suo padre naturale Peleo (“fatto di argilla”) lo aveva nascosto presso di lui per evitargli il destino di morire giovane in guerra. Pirro pensò al significato dei giorni e dei nomi, al divertimento degli dèi spettatori delle tragedie umane e dei lettori testimoni delle loro rappresentazioni, baciò la moglie e il figlio, indossò le armi e il nome di Achille (che vuol dire “senza labbra”), e partì per la guerra di Troia.

Ponchai Wilkerson

Aveva ventotto anni e sperava di fuggire. Solo quando fu sicuro di stare morendo, perché sentiva il pizzicore del veleno in un braccio della morte del Texas, sputò sorridendo la chiave delle manette che celava in bocca. Per la Grande Fuga non serviva.

Ümit Manšur Åga

Il misterioso biologo turco noto solo alla cerchia dei competenti visse una vita straordinariamente breve, ma trovò il tempo di elaborare una variante innatista della teoria dell’evoluzione, secondo la quale gli uomini discendono non tutti dai primati, ma alcuni dai mammiferi, per esempio gli italiani, altri dagli uccelli, per esempio i lettori. “Prova ne sia - lasciò manoscritto su un foglio volante – che i porci si lavano con il fango, gli uccelli con la cenere.”






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