Comunismo

Data Fri 20 May 2011 6:00 | Categoria: leOpereeiGiorni

{Ripubblico sul sito-rivista il 'fulmine' uscito sabato 14 maggio 2011 sulla carta-rivista Alias, supplemento settimanale del quotidiano 'il manifesto' - su cui tengo una rubrica mensile - per dare l'opportunità, ai lettori delle riviste di rete che lo desiderassero, di entrare in dialogo - ciò che i lettori delle riviste di carta non possono così agevolmente e paritariamente fare. Pasquale Misuraca}

Due o tre cose che so del comunismo

Abiezione

Nella notte dei tempi la terra emersa dalle acque era una cosa sola (che i geologi di poi chiamarono Pangea), amministrata in due parti distinte dall’Impero del Bene e dall’Impero del Male. A seguito di una secolare lotta pacifica (che gli storici odierni chiamano infatti Guerra Fredda) prevalse infine l’Impero del Bene. I vincitori non devastarono militarmente i territori sottomessi, preferendo favorire la deriva morale dei vinti. I capi delle regioni e degli stati, dei governi e delle opposizioni, dei partiti e dei sindacati dell’Impero del Male si ridussero allegramente alla amministrazione del potere secondo le regole dei vincitori. E fiumi di sudditi vinti, avviliti dalla viltà dei capi, si ridussero tristemente in schiavitù dei vincitori, gli uomini coltivando i loro campi, costruendo le loro città, lavando le loro macchine, le donne pulendo le loro case, assistendo i loro vecchi, prostituendosi nelle loro strade. Finché, perdurando insostenibilmente l’abiezione dell’intera progenie umana, il cuore della terra si spezzò ed ebbe inizio la deriva materiale dei continenti, che dura tuttora.

Apparenza

Era un uomo cauto, insicuro, crudele, nottambulo, alto un metro e sessanta, Stalin. La misura geometrica getta una luce sinistra sui fotografi e sui cineasti, che ritraendolo inginocchiati lo facevano apparire come un padre appare ai bambini.
Mao Tse-tung

Mao Tse-tung in gioventù guidò le operazioni di guerriglia al modo degli eroi di Sul bordo dell’acqua, il classico romanzo del banditismo sociale cinese. In vecchiaia istigò la guerrigliera e banditesca Grande Rivoluzione Culturale.

Louis Althusser

L’ultima volta che venne in Italia, Louis Althusser, fu per partecipare ad un seminario sulla Comune di Parigi che avevo organizzato nella città di Terni. In pubblico affermò: “Il comunismo è già qui e adesso. Quei ragazzi che giocano al sole (e puntò l'indice oltre la finestra) e noi che discutiamo all’ombra (e ci raccolse in un cerchio), allegramente in assenza di rapporti mercantili, non siamo già isole di comunismo?” In privato sussurrò: “Machiavelli era così (e sollevò la mano piegata a tettuccio finché poteva), Marx così… (e l’abbassò sotto il tavolo, invertendone l’angolo con l’avambraccio)". Un pugno di giorni dopo soffocò distrattamente la moglie comunista. Morì prima d’invecchiare Louis, finito di scrivere L’avenir dure longtemps, quel libro che inizia con la parola “Probabilmente” e finisce con la parola “vivere.”






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