Per una nuova civiltà (2)

Data Wed 6 July 2011 6:00 | Categoria: economia di solidarietà

{Da mercoledì scorso, in questo spazio 'mercuriale', vado pubblicando una serie organica di video di Luis Razeto, accompagnati di volta in volta dalla traduzione italiana, e dal testo originario in spagnolo.}

¿Cómo iniciar la creación de una nueva civilización? (2)


Traduzione italiana

Dove si spiega cosa è una civiltà e come tra una civiltà e la seguente ci siano importanti elementi di continuità.

Abbiamo affermato la necessità di avviare la creazione di una nuova civiltà, per affrontare la crisi e la decadenza della attuale civiltà moderna. Ma ¿cosa possiamo intendere come una ‘nuova civiltà’?

I contenuti di quella che possiamo considerare come una civiltà nuova e superiore alla civiltà moderna, li identificheremo ed esporremo progressivamente nel corso di questa esposizione. Intanto e in maniera preliminare, possiamo indicare alcuni elementi e caratteristiche che configurano ciò che si intende per ‘civiltà’.

Prima di tutto e in generale, una civiltà è definita dalla diffusione di un modo di vivere, che implica l’adozione di certi modi di pensare, di sentire, di comportarsi, di attuare e di relazionarsi, che si espandono in vasti insiemi di persone. Si dice, in questo senso, che ogni civiltà forma e diffonde un certo ‘tipo umano’ caratteristico.

Più specificamente, una civiltà si distingue – in quanto espressione e risultato sociale del modo di vivere che la caratterizza – per un determinato modo di organizzare l’attività economica. Ciò comprende problemi molto vasti come il modo di sperimentare le necessità, di produrre i beni e i servizi che le soddisfino, di distribuirli tra differenti individui e gruppi che compongono la società, di consumarli e utilizzarli, di sviluppare e accumulare ciò che serve a garantire il futuro, eccetera. E alla base di tutto ciò, implicitamente, per il modo particolare di strutturare le relazioni tra gli individui socialmente organizzati e la natura e l’ambiente in cui si stabiliscono.
Una civiltà si caratterizza anche per il modo in cui si istituisce e garantisce l’ordine sociale, per le istituzioni che regolano i comportamenti riconosciuti come legittimi, meritori e accettabili, ossia per un certo modo di organizzare la vita politica. Alla base di tutto ciò c’è sempre un modo particolare di relazionarsi tra governanti e governati, tra dirigenti e diretti, vale a dire un particolare ordine istituzionale, in forma attiva o passiva socialmente legittimato e accettato.

Una civiltà è caratterizzata in pari tempo dalle idee e valori che presiedono, orientano e danno senso alla vita individuale e sociale; dalle strutture della conoscenza che si utilizzano nella comprensione della realtà e nella progettazione delle azioni e trasformazioni che muovono i soggetti; dai valori e l’etica che presiedono i comportamenti riconosciuti come meritori; dalle forme che assume l’arte e la creazione intellettuale ed estetica; in sintesi, dalle forme ed i contenuti che adotta la cultura. E alla base di tutto ciò, implicitamente o esplicitamente, da un modo particolare di relazionarsi tra teoria e pratica, tra la conoscenza e l’azione.

Questa semplice e sintetica presentazione di ciò che è e di ciò che implica una civiltà può scoraggiarci, pensando che creare una civiltà nuova comporta una trasformazione così radicale, e compiti e progetti così giganteschi, che stanno fuori della nostra portata. Per ciò è opportuno fare due precisazioni.

La prima è che questa caratterizzazione di ciò che è una civiltà corrisponde alla sua struttura matura e consolidata, a una civiltà pienamente e integralmente costituita; questa a noi pare qualcosa di grandioso e, per ciò stesso, inarrivabile. Ma ciò che occorre nel tempo nostro, oggi, è soltanto ‘cominciare’ la creazione di una nuova civiltà, darle l’avvio, gettare le basi di un processo che per lungo tempo si consoliderà, come è successo nel corso di tutte le civiltà anteriori.

La seconda precisazione riguarda ciò che significa parlare di una civiltà ‘nuova’. Quando si pensa a una ‘nuova civiltà’, si tende a supporre che si tratta di un ordine socio-economico-politico-culturale completamente diverso dall’esistente, come se tra una civiltà e la seguente intervenisse una rottura storica completa.

Questa supposizione nasce da una visione erronea che possiamo definire ‘catastrofista’ rispetto a ciò che sono la crisi e la decadenza di una civiltà, come se questa crollasse al modo di un edificio che collassa interamente sulle propria fondamenta. Esiste poi la tendenza a enfatizzare gli elementi di originalità e distinzione di ciascuna civiltà rispetto alla precedente, nello sforzo che si fa di identificare le caratteristiche proprie di ciascuna. Inoltre, si è diffusa l’idea che le civiltà sono come gli individui, che nascono, crescono e muoiono. Analogamente, si pensa che ogni civiltà costituisce un ‘individuo’ storico diverso: muore un anziano, nasce un bambino.

Questa concezione delle civiltà e del passaggio da una all’altra crea confusione, e non corrisponde a ciò che accade storicamente. È certo che nella storia umana ci sono stati casi di civiltà completamente scomparse, in maniera tale che altre son dovute sorgere praticamente senza continuità con la precedente, creando un ordine sociale completamente originale. Ma questo, che era abituale nell’antichità, quando i cataclismi sociali, ambientali, le pesti, le guerre, potevano distruggere civiltà intere, è andato scomparendo, e nelle epoche più recenti e, soprattutto, trattandosi di civiltà più estese e forti, gli elementi di una civiltà che si conservano e si prolungano e si innestano nella civiltà seguente sono ogni volta più ampi. È meno ciò che si perde e più ciò che si recupera, di una civiltà, da parte della civiltà seguente.

Sarà dunque importante, congiuntamente alla identificazione dei fondamenti emergenti e nuovi della civiltà da costruire, scoprire gli elementi di continuità, per comprendere cosa della vecchia civiltà si conserva, come si prolunga e permane attivo, e come interagisce con gli elementi decisivi e originali della nuova civiltà.

Esamineremo passo dopo passo e approfondiremo queste importanti questioni nelle prossime presentazioni.

Luis Razeto Migliaro


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Testo originario in lingua spagnola

(En que se explica qué es una civilización y cómo entre una civilización y otra hay importantes elementos de continuidad.)

Nos hemos planteado la necesidad de iniciar la creación de una nueva civilización, al comprobar la crisis y decaimiento de la civilización moderna. Pero ¿qué podemos entender como una ‘nueva civilización?

Los contenidos de la que podemos postular como una civilización nueva y superior a la actual civilización moderna, los iremos identificando y exponiendo progresivamente en estas presentaciones. Por ahora y de manera preliminar, podemos indicar algunos elementos y características que configuran lo que se entiende por una ‘civilización’.

Ante todo y en general, una civilización se caracteriza por la difusión de una forma de vivir, que implica la adopción de ciertos modos de pensar, de sentir, de comportarse, de actuar y de relacionarse, que se difunden entre vastos conjuntos de personas. Se habla, en tal sentido, de que cada civilización forma y difunde un dcierto ‘tipo humano’ característico.

Más específicamente, una civilización se distingue – en cuanto expresión y resultado social del modo de vivir que la caracteriza - por un determinado modo de hacer y de organizar la actividad económica. Ello incluye cuestiones tan amplias como la propia manera de experimentar las necesidades, de producir los bienes y servicios que las satisfagan, de distribuirlos entre los diferentes individuos y grupos que forman parte de la sociedad, de consumirlos y utilizarlos, de desarrollar y acumular lo que se necesita para garantizar el futuro, etc. Y a la base de todo ello, implícitamente, por un modo particular de procesar y estructurar las relaciones entre los individuos socialmente organizados y la naturaleza y el medio ambiente en que se asientan.

Una civilización se caracteriza también por la forma en que se establece y garantiza el orden social, por las instituciones que regulan los comportamientos que se reconocen como legítimos, meritorios y aceptables, o sea, por un modo de hacer y de organizar la vida política. A la base de todo ello hay siempre un modo particular de relacionamiento entre gobernantes y gobernados, entre dirigentes y dirigidos, esto es, un particular orden institucional, activa o pasivamente legitimado y aceptado socialmente.

Una civilización se caracteriza igualmente por las ideas y valores que presiden, orientan y dan sentido a la vida individual y social; por las estructuras del conocimiento que se emplean en la comprensión de la realidad y en la proyectación de las acciones y cambios que impulsan los sujetos; por los valores y la ética que presiden los comportamientos reconocidos como meritorios; por las formas que asume el arte y la creación intelectual y estética; en síntesis, por las formas y contenidos que adopta la cultura. Y a la base de todo ello, implícita o explícitamente, por un modo particular de relación entre teoría y práctica, entre el conocimiento y la acción.

Esta simple y sintética presentación de lo que es y de todo lo que implica una civilización, puede llevarnos al desaliento, pensando que crear una civilización nueva implica un cambio tan radical, y unas tareas y proyectos tan gigantescos, que están fuera de nuestro alcance. Por eso es importante hacer dos precisiones.

La primera es que esta caracterización de lo que es una civilización corresponde a su estructura madura y consolidada, a una civilización plena e integralmente constituida; de ahí que nos parezca algo tan grandioso y, por ello mismo, inaccesible. Pero lo que nos corresponde en nuestro tiempo, ahora, es solamente ‘iniciar’ la creación de una nueva civilización, darle comienzo, echar las bases de un proceso que deberá seguir por largo tiempo antes que se consolide, como ha ocurrido en todas las civilizaciones anteriores.

La segunda precisión se refiere a lo que significa hablar de una civilización ‘nueva’. Cuando se piensa en una ‘nueva civilización’, tiende a suponerse que se trata de un orden socio-económico-político-cultural completamente diferente al existente, como si entre una civilizaciones y la siguiente hubiese una ruptura histórica completa.

Tal suposición tiene su origen en una visión errónea que podríamos llamar ‘catastrofista’ respecto a lo que son la crisis y la decadencia de una civilización, como si ésta se derrumbase como un edificio que colapsa entero sobre sus cimientos. Existe también la tendencia a enfatizar los elementos de originalidad y distinción de cada civilización respecto a la anterior, en el esfuerzo que se hace por identificar los rasgos y características propias de cada una. Además, se ha difundido la idea de que las civilizaciones son como los individuos, que nacen, envejecen y mueren. Así, con tal analogía, se piensa que cada civilización constituye un ‘individuo’ histórico diferente: muere un anciano, nace un niño.

Esa concepción de las civilizaciones y del tránsito de una a otra crea confusión, y no corresponde a lo que ocurre históricamente. Es cierto que en la historia humana ha habido casos de civilizaciones que desaparecieron completamente, de modo que otras han debido surgir prácticamente sin continuidad con la anterior, creando un orden social completamente original. Pero esto, que era más habitual en la antigüedad, cuando los cataclismos sociales, ambientales, las pestes, las guerras, podían destruir civilizaciones completas, ha ido desapareciendo, y en las épocas más recientes y, sobre todo, tratándose de civilizaciones más extendidas y fuertes, los elementos de una civilización que se conservan y que se prolongan e insertan en la civilización siguiente son cada vez más amplios. Es menos lo que se pierde y más lo que se recupera, de una civilización, en la que le sigue.

Será importante, entonces, junto con identificar los fundamentos emergentes y nuevos de la civilización por construir, descubrir los elementos de continuidad, para comprender algo muy importante, a saber, qué es lo que se conserva, cómo se prolonga y permanece activo, y cómo interactúa con los elementos decisivos y originales de la civilización nueva.

Iremos poco a poco examinando y profundizando estas importantes cuestiones en las próximas presentaciones.








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