Cimarosa: Matrimonio Segreto

Data Wed 11 August 2010 6:00 | Categoria: briciole musicali


“È necessariu chistu cca!”
Domenico Cimarosa
(battendosi il petto, a chi gli chiedeva quale fosse il segreto per comporre bella musica)


Tempo addietro abbiamo analizzato la struttura del duetto mozartiano al suo apice e nel suo divenire.
Oggi vedremo la stessa identica struttura, declinata nei due modi che in Mozart si succedono, dispiegata dal grande napoletano Domenico Cimarosa nella sua opera Il Matrimonio Segreto.

TRAMA

Il matrimonio segreto è quello contratto da un giovane di negozio (Paolino) con la figlia del padrone (Carolina).

LETTURA

L’opera si apre con i due protagonisti, Paolino e Carolina, già sposi.
Come rendere la loro unione? Come far capire che si tratta di una coppia? È la musica che ce lo dice, per mezzo d’un duetto. Attenzione: è una comunione totale, senza esitazioni; quindi la struttura del duetto è quella del Là ci darem la mano.

Duetto Cara, non dubitar - Musica - Testo

Il padre Geronimo, ricco mercante, smania di maritare le due figlie ad altrettanti titolati, cominciando dalla primogenita (Elisetta), per la quale ha già combinato le nozze con il conte Robinson dietro promessa di una lauta dote. Può dunque annunciare tutto trionfante alla famiglia l’accordo concluso ("Udite, tutti udite") e rassicurare Carolina che anche per lei arriverà il momento di sposare un aristocratico.

Bertati fa di Geronimo un personaggio comico rendendolo duro d’orecchi (cosa che ovviamente il personaggio Geronimo non vuole ammettere). Il tema della sordità ritorna periodicamente nell’opera, sempre accompagnato da malintesi e situazioni comiche, con Geronimo che urla ma che ingiunge agli altri di non urlare, salvo poi non capir nulla di ciò che dicono.

Alcuni esempi:
- scena settima (Senza Tante Cerimonie - Musica - Testo ):
GERONIMO: L’ho sentito, l’ho ascoltato, ma capito non l’ho già.
Al quali rispondono tutti gli altri: Che un tamburo abbia suonato, mi è sembrato in verità

E nuovamente, poco oltre: Recitativo - Certo, Sarete Stanco - Musica - Testo

- scena tredicesima: Tu mi Dici che del Conte, dove apostrofa il povero Paolino con “Vanne al diavolo balordo, credi forse ch’io sia sordo”, dopo avergli chiesto d’urlare. ( Testo1 - Testo2 )
Ci torneremo.

Aria Udite, Tutti Udite - Musica - Testo

Elisetta ingiunge a Carolina di portarle rispetto quale primogenita e futura contessa.
Carolina ne deride le arie da nobildonna.

Le tre donne (Elisetta, Carolina, Fidalma) si trovano insieme per un terzetto memorabile. Il battibecco fra Carolina e Elisetta è chiaramente imparentato a quello fra Susanna e Marcellina (Via, Resti Servita). Ma Cimarosa ci mette del suo, con l’ingresso del terzo elemento, Fidalma. In apparenza elemento pacificatore, Fidalma è in realtà dalla parte di Elisetta, come si capirà più oltre. Questa alleanza non è però esplicitata, a questo punto, dall’azione ma dalla musica: quando nel finale, le tre voci si sovrappongono Fidalma fa blocco con Elisetta, contrapponendosi musicalmente a Carolina.

Terzetto Le Faccio un Inchino - Musica - Testo

Giunge frattanto il conte Robinson e subito lascia intendere di essere più attratto da Carolina che dalla sposa, suscitando lo sconcerto degli astanti (quartetto "Sento in petto un freddo gelo" - Testo1 - Testo2 ). Riesce a rimanere solo per qualche tempo con la prediletta e ne approfitta per avanzare proposte di matrimonio. Nell’intento di scoraggiarlo, Carolina gli dice di essere una ragazza semplice, per nulla interessata alla nobiltà e alla bella vita ("Perdonate, signor mio").

L’Aria di Carolina Perdonate, Signor mio è davvero un piccolo gioiello: Carolina si denigra per far desistere il Conte dal suo corteggiamento: è una lista di difetti (situazione speculare a quella in cui si troverà fra breve il Conte con la sorella "Son Lunatico, Bilioso”). Cimarosa regala a Carolina un’aria con continui cambi di tempo, un brano nel quale la musica esprime altro dalle parole: la denigrazione del personaggio Carolina è affidato ad un pezzo di bravura della cantante Carolina.
Il finale, con l’elenco delle lingue straniere che Carolina non conoscerebbe, a noi ricorda l’aria del giovane Mozart “Con un Vezzo all’Italiana”.

Perdonate, Signor mio - Musica - Testo

Il conte non si perde d’animo e rinnova poco dopo le avances, ma viene questa volta sorpreso da Elisetta, che grida al tradimento e chiama a soccorso tutta la gente di casa (Lasciatemi, Signore, Non State A Infastidirmi - Testo ).
Accorre anche il sordo Geronimo (Silenzio, Silenzio, che vien mio Fratello - Testo ).
Finalmente il Conte rivela a Geronimo d’essere innamorato di Carolina e di non voler più sposare Elisetta ("Orsù, Saper Conviene").

Il primo atto si chiude sul colpo di scena, la rivelazione che il Conte non intende più sposare Elisetta, come invece pattuito. Musicalmente, Cimarosa segue fedelmente i dettami enunciati da Lorenzo da Ponte1.
I sei personaggi sono tutti in scena, le voci si intrecciano – cosa che offre a Cimarosa ancora una volta l’opportunità di far ridere il pubblico della sordità di Geronimo (Sentire mi parve / un strepito, un chiasso / Che fate? Gridate?), che non capisce quel che succede (ba, ba, ci, ci, chiò, chiò... / un balbettare è questo, / chi intendere lo può?).
Cimarosa cambia costantamente il tempo verso la chiusa in crescendo: un finale degno del finale del primo atto delle Nozze di Figaro e secondo solamente al finale del primo atto del Così Fan Tutte. Cimarosa, che è artista raffinato, costruisce l'ultimo passaggio su una rielaborazione del medesimo tema col quale aveva lanciato il finale stesso (Voi credete che gli sposi / faccian come i cicisbei)

Orsù, Saper Conviene - Musica - Testo1 - Testo2

In un colloquio privato con Geronimo, il conte dichiara di non voler rispettare l’impegno preso, ma si dice pronto a rinunciare a metà della dote se in cambio di Elisetta potrà sposare Carolina. Dopo un primo contrasto, l’idea di un così consistente risparmio calma la furia del vecchio e spiana la strada a un nuovo accordo (duetto "Se fiato in corpo avete").

Il secondo atto (simmetricamente al primo) si apre con un duetto.
Stavolta due bassi buffi si confrontano: è scontro di opposte volontà; poi però s’arriva ad un accordo. Cimarosa procede esattamente come il Mozart di Fra Gli Amplessi. Seguiamolo. Il duetto s’apre in Fa Maggiore, le battute dei due s’alternano in stile antifonale, finché entrambi (fra sé e sé) arrivano alla medesima conclusione: Con questo uom frenetico / sfiatare io non mi vo’. È una specie d’accordo nell’opposizione, reso da Cimarosa con un duetto abbozzato. Mentre la musica descrive la comunanza di sentimenti, sulla scena i due personaggi s’allontanano2. Il contrasto riprende – mentre i due personaggi si avvicinano fra loro - sino ad un nuovo momento di ‘sintonia’ (Il mio discorso vi può calmar): nuovo duetto appena abbozzato (una frase sola) con i due personaggi fisicamente vicini in scena: la musica cambia allora di tempo (Adagio) e di tonalità (Do Minore). Un solo istante, nel quale i due si sono promessi d’ascoltarsi, quindi il tempo torna Allegretto e la tonalità Fa Maggiore mentre i due si separano nuovamente in scena. Riflettono separatamente, finché Geronimo annuncia che accetta l’offerta del Conte: c’è l’accordo, ecco il duetto finale (Siamo, Siamo Accomodati), pienamente sviluppato (sempre in Fa Maggiore). In Fra Gli Amplessi si descriveva la lotta interiore e l’abbandono all’amore; qui la comunione d’interessi, raggiunta attraverso punti d’incontro: la struttura musicale è identica.

Duetto Se Fiato in Corpo - Musica - Testo1 - Testo 2 - Duetto

L’accomodamento raggiunto dai due uomini è soggetto ad una clausola: che Elisetta accetti la decisione del Conte, il quale si precipita “a far sì che m’odierà” (Aria “Son Lunatico, Bilioso”).

L’Aria Son Lunatico, bilioso (simmetrica a quella precedente di Carolina Perdonate, Signor mio è un catalogo di vizi (difficile, ancora una volta, sfuggire al richiamo mozartiano). Elisetta subodora il tranello e mantiene il sangue freddo, finché il Conte non gliele canta per intero (“non vi posso tollerar”).

Aria Son Lunatico, Bilioso - Musica - Testo

La novità viene appresa con sgomento dai due sposi segreti, anche perché Paolino aveva sperato proprio nell’aiuto del conte, suo antico padrone, per svelare a Geronimo l’unione contratta con la figlia. Nasce poi un’altro intoppo: Fidalma, zia delle ragazze, vedova in cerca di nuovo marito, ha messo gli occhi su Paolino e in seguito a un equivoco si è convinta che egli ricambi il suo interesse. La situazione sembra precipitare. Paolino convince Carolina a tentare con lui la fuga di casa ("Pria che spunti in ciel l’aurora" - Testo). Fidalma ed Elisetta convincono invece Geronimo a mandare Carolina in un ‘ritiro’ e a insistere perché il conte mantenga il primo impegno (Terzetto “Cosa farete? Via, su parlate”).
Si farà tutto il giorno dopo.

La scena in cui Fidalma e Elisetta chiedono a Geronimo d’allontanare Carolina sarebbe banale. Cimarosa utilizza la sordità di Geronimo per innestarvi sopra una e vera propria gag. Geronimo è duro d’orecchi, quindi le due donne si rivolgono a lui strillando; questi si lamenta del fracasso che fanno e ingiunge loro di non gridare; le due donne abbassano la voce e Geronimo non capisce più nulla: finisce in un terzetto che esprime, al solito, l’accordo: lui aveva capito tutto già da un pezzo.

Terzetto Cosa farete? Via, su parlate - Musica - Testo - Terzetto finale

Carolina cerca d’opporsi alla decisione (Quintetto Deh, Lasciate Ch’io Respiri), ma invano: andrà in un ritiro.

Il brano inizia come un’aria dolcissima nella quale Carolina implora pietà ai suoi ‘giudici’ ma la decisione è inappellabile. Accelerazione del tempo e transizione al quintetto con i due gruppi che si contrappongono (Carolina sola contro tutti, manca Paolino). Si chiude con Carolina che accusa tutti di malvagità.
Un altro esempio della straordinaria abilità di Cimarosa di mutare costantemente il tempo ed evitare i ritornelli e le ripetizioni (persino la melodia iniziale di Carolina evolve: assolutamente straordinario).

Quintetto Deh, Lasciate Ch’io Respiri - Musica - Testo

È notte e ognuno va nella propria stanza, ma nessuno dorme davvero: Paolino e Carolina si apprestano a fuggire, quando un rumore li fa indietreggiare; Elisetta crede che il conte e la sorella si siano chiusi in camera e chiama a testimoni padre e zia; fuori di sé, urla al conte d’uscire (“Sortite, Sortite”). Il conte si sente accusato ed esce a chiederne conto.

È un’altra tipica scena della commedia buffa degli imbrogli all’italiana, con la porta che, aprendosi, svelerà l’equivoco e ridicolizzerà il “cattivo” di turno fra il compiacimento del pubblico. Cimarosa fa meglio di tutti, prima e dopo di lui (Mozart incluso): nessuno aveva mai bussato alla porta così. Il brano è contrassegnato da un cambiamento continuo di tempo: impossibile rappresentare il colpo di scena meglio di così.

Sortite, sortite - Musica - Testo (inizio) - Testo (fine)

L’andirivieni sfocia nella scoperta dei due sposi, che finalmente rivelano a Geronimo il loro segreto (“Carolina, Fuori, Fuori”).

Siamo ormai lanciati verso il finale: notate il costante cambiamento del tempo.

Carolina, Fuori, Fuori - Musica - Testo

A quel punto (“Ascoltate un Uom di Mondo”) il conte accetta di sposare Elisetta e intercede in favore di Paolino e Carolina. Lo stesso fanno Elisetta e Fidalma, fino a che la collera di Geronimo cede il passo al perdono (“son offeso, son sdegnato / ma vi voglio perdonar”) e all’allegria generale.

Secondo lo schema classico1, tutti sono il scena per il Finale. Notate la progressione: prima il Conte dichiara il suo interessamento per Elisetta. Entra Elisetta che, sulla stessa melodia (duetto) contraccambia (M’interesso anch’io, Signore).
Geronimo chiede l’opinione di Fidalma (cioè chiama l’entrata degli altri cantanti): il tempo cambia, accelerando lievemente. Tutti implorano Geronimo, che accusa i due giovani d’essere dei furfanti.
Intercessione di Fidalma, che riprende la melodia, addolcendola.
Geronimo allora concede il proprio perdono (dopo una pausa di sospensione sul '... ma '), dando via al Tutti (Allegro) per la chiusa finale: la comunione d’intenti e di sentimenti è finalmente raggiunta.
Il Tutti finale racchiude uno stratagemma musicale finissimo. Il sestetto finale da un lato è il momento nel quale i cantanti smettono i panni dei loro personaggi per raccogliere gli applausi del pubblico mentre dall'altro (secondo i dettami del Da Ponte) è il brano musicale che offre a tutti i cantanti l'occasione per brillare, tutti insieme, tutti quanti. Infatti Cimarosa e Bertati fanno loro metaforicamente dire: "Tutti quanti han da brillar".

Finale Ascoltate un Uom di Mondo - Musica - Testo

Ci auguriamo vi sia piaciuta, tanto quanto piacque a Stendhal3.






1 È la regola imperativa del “finale a catena”, così enunciata da Lorenzo Da Ponte nelle sue Memorie: “Questo finale, che dev’essere peraltro intimamente connesso col rimanente dell’opera, è una specie di commediola o di picciol dramma da sé, e richiede un novello intreccio ed interesse straordinario”. Il recitativo vi è assolutamente vietato; varie sezioni, senza soluzione di continuità devono incatenarsi una sull’altra. Il finale si fonda sul principio dell’accelerazione e dell’accumulazione. Un principio inderogabile “a dispetto del criterio, della ragione e di tutti gli Aristotili della terra”.

2 si devono allontanare. Non è un’opzione scenica ma un imperativo. Cogliamo quest’occasione per sfogarci. Avete mai assistito a quelle opere messe in scena nel segno dell’originalità a tutta posta? Che so io, Così Fan Tutte con Gulielmo e Ferrando motociclisti in giubba di pelle; oppure il settetto delle Nozze di Figaro dove i due gruppi che si contrappongono musicalmente non si contrappongono spazialmente in scena ma sono frammischiati l’uno all’altro. Impossibile resistere in sala sino al secondo atto!

3 che del Matrimonio Segreto ebbe a dire: "Nessuna donna m'ha mai dato un simile piacere".


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Avete ascoltato l'esecuzione diretta da Daniel Barenboim con la English Chamber Orchestra.
In Biblioteca trovate il Libretto.
Qui trovate la trascrizione dell'intera opera per pianoforte a quattro mani.





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