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La battaglia di San Marco

Data Mon 28 June 2010 5:00 | Categoria: briciole musicali

Questa è la storia di una battaglia.
Svoltasi fra le mura della Basilica di San Marco a Venezia.
Protagonisti: Giovanni Bassano da un lato; Adrian Willaert dall'altro.
Ascoltiamoli, dapprima:


Giovanni Bassano (1558?-1617)
Divisions sur Oncques Amour


Giovanni Bassano (1558?-1617)
Divisions sur Susanna Un Jour



Adrian Willaert (1490-1562) - Trois Chansons: Qui la dira,
Perot, viendras tu aux noces, La rouse du mois de May


Adrian Willaert (1490-1562): Vespro della Beata Vergine
Toccata per organo del IX tono


Tutto inizia l'8 giugno del 1316, quando viene scritto un documento nel quale si legge: "Desemo a Maestro Zucchetto ducati 10 per onzamento degl'organi grandi de San Marco li quali era vastadi". Il 18 giugno 1403, per decreto del governo veneziano, San Marco diventa anche una scuola musicale. Nel 1527 la responsabilità della scuola di canto di San Marco (Cappella di San Teodoro) viene affidata a Adrian Willaert, un compositore fiammingo (nato a Bruges, nell'attuale Belgio), che la terrà sino al 1562. È con l'avvento di Willaert che possiamo datare l'ascesa dello splendore della basilica di San Marco a Venezia, la sola che potesse rivaleggiare con quella di San Pietro a Roma (l'arrivo di Maurizio Cazzati a San Petronio a Bologna e quello di Franz Ignaz Biber a Salisburgo sono del '600).

Cosa fa Willaert? Sfrutta sapientemente l'architettura della basilica con i sue due organi (a destra e sinistra della navata): sistema due cori contrapposti, ciascuno sotto uno degli organi e scrive musica in stile antifonale, stile che diventerà la fondazione dello stile policorale veneziano.
Willaert crea quella che sarà poi conosciuta come scuola veneziana: ironia della sorte, nessuno dei suoi discepoli è di Venezia: Cipriano de Rore e Thomas Crecquillon sono fiamminghi pure loro, Contanzo Porta viene da Cremona, Claudio Merulo da Correggio, Francesco della Viola è di Ferrara, Andrea Vicentino è nativo di Vicenza, ed infine il più influente e fanatico dei suoi discepoli, Gioseffo Zarlino, arriva dalla lontana Chioggia.

La scuola dei fiamminghi viene avversata da due brillanti compositori veneziani, Baldassare Donato e Andrea Gabrieli, che guidano un movimento musicale progressivo, che si dà come programma di liberare Venezia dalle influenze del contrappunto fiammingo. È lotta aperta: Zarlino fa di tutto per far chiudere la cappella di canto dove Donato insegna, senza riuscirci. Lo scontro esplode pubblicamente nel corso delle celebrazioni per San Marco, con la protesta dei coristi contro Zarlino. Spettatore dodicenne fra il pubblico un certo Giovanni Croce: è lui che, nel 1603 e fino alla morte avvenuta nel 1609, prenderà la conduzione della scuola di canto che fu di Baldassare Donato; è lui che continuerà l'opposizione a Zarlino.
Cipriano de Rore succede a Zarlino alla testa della scuola fiamminga, mentre la scuola "progressista" veneziana passa sotto la direzione di altri due Giovanni: Giovanni Gabrieli e Giovanni Bassano. È quest'ultimo che riesce a costringere Cipriano de Rore a lasciare Venezia per Parma (dove raggiunge Claudio Merulo, fuggito da Venezia prima di lui).
È la fine dell'influenza dei fiamminghi su Venezia, in favore del puro stile "veneziano".
La scuola "fiamminga" è finalmente sconfitta.
Giusto in tempo: nel 1613 diviene maestro di cappella a San Marco un musicista nato a Cremona e che arriva da Mantova: Claudio Monteverdi.
Con lui Venezia diventerà grandissima: diventerà internazionale.





Giovanni Gabrieli (1554?-1612)
Canzone a VIII



Andrea Gabrieli (1532-1585)
Canzone sopra "Qui la dira"



Thomas Crecquillon (1505-1557): Onques Amour
Chanson passeggiato da Giovanni Bassano




P. S. = Succederà a Monteverdi come maestro di cappella a San Marco (fra gli altri) il veneziano Antonio Lotti (1667-1740) il quale esporterà la musica di Venezia a Dresda e in tutta la Germania.

PP. SS. = La lotta crea fra gli avversari un legame non men saldo e profondo di quello che unisce gli amanti.
Lo stile creato da Willaert sopravvive in realtà proprio nei "veneziani", che ne sono influenzati e l'assorbono, facendolo loro. Ad esemplificazione, noi abbiamo scelto fra gli altri pezzi, dei veneziani che copiano i fiamminghi (Andrea Gabrieli, Qui la dira) e fiamminghi che s'ispirano ai veneziani (Crecquillon, Onques Amour)




Cipriano de Rore - Pacem, Domine






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