Francesco cent'anni

Data Fri 27 November 2009 5:00 | Categoria: agathotopia

Quando andavano in trasferta i primi giorni erano dedicati all'allestimento del cantiere e alla ricerca di una trattoria dove si mangiasse bene e si spendesse poco. Se erano almeno una decina era facile accordarsi con l’oste sul prezzo con la promessa che sarebbero sempre andati in quel posto. A dire il vero di solito all'inizio si mangiava bene poi un po' meno bene e alla fine si doveva andare in cerca di una nuova trattoria. C'era comunque un metodo sicuro: i camionisti, loro sanno dove mangiare e hanno molta fame.

Durante la cena si parlava di tutto, del lavoro, a volte i giovani di ragazze e gli sposati della famiglia lontana, si evitava di parlare di calcio e di politica, di quello si parlava fuori perché gli animi si eccitavano e c'era sempre qualcuno che alzava la voce, si può dire che erano serate piacevoli.

Questa volta, con quella squadra, Giulio era capitato male. Nessun problema per il lavoro, erano dei buoni operai, sapevano fare il loro lavoro e lavoravano molto ma erano rozzi come la carta vetrata, più che un capo cantiere si sentiva un capo branco.

Durante la cena un solo argomento: le donne.
Sentire un ragazzo che si vanta dei suoi successi con le ragazze, il più delle volte inventati, può fare sorridere, sentire le stesse storie da chi, come Francesco detto cent'anni, aveva superato la cinquantina è triste e fastidioso, quel soprannome gli era stato dato perché se avesse avuto tutte le donne che diceva di aver avuto avrebbe appunto dovuto avere almeno cent'anni.

Dopo cena si usciva sempre con qualcuno del gruppo, qualcuno con chi si condivideva qualche interesse, questa volta Giulio non si sentiva di uscire con nessuno di loro, non avrebbe saputo di cosa parlare, i loro discorsi lo infastidivano, per liberarsi si era inventato una zia e andava a trovarla ma non poteva certo farlo tutte le sere.Finalmente arrivò Berto, un uomo simpatico conosciuto l'anno precedente, neppure a lui piaceva quella compagnia e Berto trovò il modo di liberarsi di loro almeno dopo la cena

- Ragazzi, questa sera tutti a vedere un bel film -

Andarono a vedere un film di Elio Petri, Todo modo, alla fine del primo tempo erano rimasti in due

- Giulio, hai visto come si fa? Domenica andiamo a vedere le tombe etrusche, stai tranquillo che non ci seguiranno –

particolare della necropoli di Populonia

Khùtspe, Necropoli di Populonia, anni settanta del Novecento


Rimanevano quelle cene.

Una sera, mentre mangiavano, qualcuno chiese a Francesco se sua moglie si era mai accorta dei suoi tradimenti e lui spiegò il suo infallibile metodo per non essere scoperto, negare sempre, sempre e comunque.

Lei gli aveva detto di sapere per certo che lui l'aveva tradita prima del matrimonio, lui aveva negato, lei insisteva e lui aveva continuato a negare fino a che lei aveva cambiato argomento.

Berto sollevò lo sguardo dal piatto, quella donna era sua sorella.

- Ti rendi conto di quello che hai detto? Non ho mai capito come mia sorella abbia potuto sposare uno come te, forse la paura di restare sola ma non è una stupida, ha capito più di quello che pensi. Tu sei stupido invece, hai fatto scoprire a tua moglie qualcosa che non sapeva. Non ne parla più perché non gliene frega più niente -

Quella sera Francesco smise di parlare.

La sera dopo ricominciò.






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