Fai quello che stai facendo

Data Sun 15 November 2009 5:00 | Categoria: haiku rimati

Intervenendo alla presentazione di Solo nel verso a Benevento, Giuseppe Nenna ha parlato così (trascrizione di Luisa Piccolo, dai nastri raccolti da Stefania Ferrara):

A me sembra che si sia creato oggi qui fra noi (non succede spesso) un clima particolare per il quale c'è più desiderio di ascoltare che di porre domande. Come se fossimo andati molto dentro l’argomento senza sentire la necessità di una simulazione di domande e di risposte. Vorrei dirvi di queste due persone, Pasquale e Alexandra. Ci conosciamo da pochi anni, e grazie a strumenti elettronici: il blog. Siamo il prodotto di quest’epoca! Prima, ci siamo letti. Addirittura, quando io leggevo “Breve vita di Efthimios”, non capivo se quella fosse una sceneggiatura per un film o la testimonianza di una vita reale. Li ho conosciuti e ho capito che era un pezzo di vita reale.

Con un antecedente, perché io dapprima ho conosciuto la figlia Nefeli che chiamo scherzosamente la mia musa privata, perché è una donna di grandissimo livello culturale. Quasi per combinazione dunque ci siamo incrociati.

Pasquale e Alexandra sono stati coautori di alcune serie di Rai Educational importanti, complici sono anche in questo senso, nel senso che sono in simbiosi! Una di queste è “Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche”. C’erano diverse altre serie che andavano nella direzione di utilizzare diversi linguaggi, il testo, immagini in movimento per fare divulgazione. Alta divulgazione, non bassa divulgazione. Alta divulgazione non significa una cosa difficile, anzi il contrario, significa destrutturare per rendere le cose accessibili a tutti, quindi è un atto di democrazia. Che non significa che sia facile poi entrare nelle cose perché poi c’è lo sforzo, la concentrazione che dicevi tu, Pasquale.
Poi ho conosciuto Alexandra. Alexandra è cipriota. Cipro è l’ultima frontiera europea, divisa tra Cipro turca e Cipro greca. Lei, come ha detto nella sua relazione, ha un pensiero circolare. La differenza tra il pensiero occidentale lineare, e il pensiero, diciamo, orientale (o comunque che fa parte della cultura che noi un po’ abbiamo perso, Giovanni Paolo secondo avrebbe detto il polmone destro dell’Europa) è la circolarità del pensiero. Se il pensiero è circolare, l’individuo sta al centro del pensiero, lo attraversa. Mentre noi tendiamo a pensare tutto in modo regolare. La vita, come noi sappiamo, è tutto fuorché regolare: procede in modo molto diverso da quello che immaginiamo. Alexandra è drammaturga. Ha messo in scena ultimamente un lavoro che si chiama “La Vita della Morte” che affronta uno dei tabù occidentali, la morte. Lo fa, però, in un modo che non ci allontana da quest’evento, ma ci aiuta a comprenderlo. Quindi, queste due persone che vedete davanti a noi, sono persone completamente integrate in una modalità di vita che noi abbiamo perso.

Come avete ascoltato, loro hanno detto due cose apparentemente diverse, ma che sono veramente l’esempio di come si possono vedere dal lato della cultura più contaminato dall’oriente e dal lato più contaminato dall’occidente. Alexandra ha detto: gli haiku sono un’esperienza, non ci deve essere associato per forza un significato. Pasquale ha detto: sono molto concentrato su due versi di un haiku in formazione. Hanno evocato entrambi in modo diverso uno degli elementi centrali della saggezza, parola che viene a noi attraverso un modo di dire latino che è ‘age quod agis’ che significa 'fai quello che stai facendo'. Ora, se ognuno di noi fosse capace di arrivare alla saggezza, di fare esattamente quello che sta facendo, avrebbe queste due esperienze: l’esperienza della concentrazione, da una parte, e l’esperienza dell’attraversamento, dall’altra.

Attraversamento che vuol dire attivare un’altra parte della nostra complessità che è la parte emotiva, che è la parte teoricamente irrazionale - non è irrazionale. Questa irrazionalità ci equilibra, ci rende più equilibrati anche nella relazione. Ad esempio, se vedo una donna che mi piace, certamente si attiva in me la parte irrazionale che è quella sessuale, ma se la conosco e la incontro sarò attratto dalla sua complessità, o anche dalla sua semplicità, da una parola complessa o semplicemente da un gesto. Noi invece siamo abituati a ragionare per comparti separati, come se le cose non facessero parte di un unico cammino e di un'unica persona e questo crea lo squilibrio, ci dissocia, fondamentalmente. Io inviterei Pasquale e Alexandra ad esprimere la loro opinione su questo elemento della concentrazione, su questo ‘age quod agis’.






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