La Società dei Divieti

Data Thu 3 September 2009 6:00 | Categoria: sociografie

In Italia è in atto, ormai da tempo e con intensità crescente, una trasformazione grave e triste della cultura, del costume e delle abitudini; a quanto pare una delle poche tendenze che accomuna gli schieramenti contrapposti della politica è quella di emettere a raffica leggi, ordinanze, regolamenti, codici di comportamento, procedure varie, diverse per i contenuti e la sostanza, ma simili negli scopi cui si ispirano: reprimere, regolamentare, irreggimentare, vietare; ogni cosa ed ogni comportamento. E così si va dai limiti di velocità ( il più delle volte vere e proprie trappole ruba soldi) per il traffico automobilistico, ai divieti di bere (anche coca-cola) dopo le 23, al divieto di indossare sandali, zoccoli e canottiere nei centri storici, dal divieto di fumare a quello di bere alcoolici, anche in modicissima quantità, e così via.

Secondo il mio – e non solo mio- punto di vista si è davvero superato ogni limite; si è scambiata la necessità di regolamentare la convivenza civile (cosa buona e giusta) con la proliferazione di norme invadenti, penalizzanti e fastidiose, quando non apertamente incomprensibili, astruse e vendicative.
Al raggiungimento di questo obiettivo, negli ultimi tempi s’è avanzata e si è imposta nei diversi ruoli ai vari livelli di Governo della Società civile, una folta, incartapecorita schiera di notabili dell’assurdo che agiscono incattiviti e decisi a mettere museruole e briglie ad una popolazione tradizionalmente bonaria, tollerante ed accondiscendente quale è quella italiana; questi caporioni che si sono posti al comando delle nostre vite usano commi e norme per far diventare più grigia e triste la nostra vita quotidiana, dispensando a piene mani cupe malinconie e cappe di tristezza nei confronti di una Nazione piegata dalla crisi economica e alla ricerca di una fuoriuscita positiva per riagguantare una ripresa sempre più improbabile.

Siamo ormai arrivati al punto che ogni processo vitale (economico, civile, lavorativo, culturale, sportivo) è già stato o si accinge ad essere imprigionato in gabbie di censure e limitazioni crescenti che abbrutiscono e reprimono sane abitudini di vita di un intero popolo.

Purtroppo la gran massa degli italiani non approva ma neanche si ribella come dovrebbe.

In questo modo chi veramente sta prendendo il potere nel nostro Paese sono i carneade più scoloriti e rattrappiti di sempre, dispensatori di nebbie civili e distruttori di qualsiasi gioia di vivere, di ogni entusiasmo.

Di questo passo dovremo aspettarci la regolamentazione del modo di andare al bagno, il divieto di sorridere in pubblico, l’applicazione di tortuose procedure per la scelta del vestiario, l’adozione di un rigido codice di comportamento per farsi la barba e misure urgenti per salire sui treni e sugli autobus del bel Paese.

Meditate gente, meditate.






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