Un inedito, o apocrifo, di J.G. Ballard

Data Mon 27 April 2009 8:00 | Categoria: edifici contemporanei

James Graham Ballard è morto pochi giorni fa. Che c’entra con l’architettura contemporanea?
Qualcosa. Ballard è uno dei pochissimi autori che ha riflettuto sull'ambiente generato dalla urbanistica moderna, e su quella forse più importante e ben realizzata del mondo, quella inglese; uno dei pochissimi che lo ha fatto in modo non retorico, direi quasi oggettivo, sebbene caricato fanta-scientificamente; che ne ha fatto sfondo e anche un po' soggetto per le sue narrazioni.
La sua particolare sensibilità, il suo approccio, nel percepire le relazioni fra gli spazi, l’ambiente sociale e le persone singole, fanno delle sue ultime opere, in particolare “Regno a venire” (Kingdom come) una lettura probabilmente più interessante per gli architetti e per chi sia interessato alla architettura contemporanea, di tante opere accademiche di sociologia o antropologia urbana.
Ad esempio, a mio parere molto più stimolante di Marc Augè e della sua teoria dei “non luoghi”.
Tutto questo ha pure attinenza con il dibattito sulle “new town”, riesumato da Silvio Berlusconi in tempi recenti.

Questo per introdurre, quale nostro piccolo omaggio alla sua carriera, un inedito scritto – forse apocrifo, ma che comunque è verosimile sia suo – inviato nei commenti all’articolo di Dezeen riguardante la vittoria del premio Stirling 2008. Premio accordato dal Royal Institute of British Architects al recente insediamento residenziale Accordia presso Cambridge in Inghilterra, opera di Feilden Clegg Bradley Studios, con interventi di Alison Brooks Architects e Macreanor Lavington.

Ballard 1

Lasciamo dunque al caro James Graham (o al suo abile impostore), il commento di alcune immagini di questo progetto, la cui la buona qualità progettuale ed esecutiva non è in discussione.
La traduzione è di Davide Forno, traduttore professionale e mio amico, di cui riporto al fondo un commento. Il testo in lingua originale lo si può trovare al link in allegato.

Ballard 2


Mi immagino i creativi della classe media che tornano ogni sera alle loro case arredate da Ikea e Habitat. Bevono un gin tonic, leggono un libro di ricette di Jamie Oliver * insieme alla moglie annoiata, pianificano il prossimo viaggio alle Maldive o un fine settimana di acquisti compulsivi nel centro commerciale Super Dome sulla M25.

Ballard 3


Questo progetto ha in sé una silenziosa violenza, come l'insieme risultante dall'unione di un ospedale psichiatrico con una casa popolare. Il laboratorio di un consumismo senz'anima, con mattoni a vista da classe media fighetta e progressista, in cui si vive soddisfatti della noia: un'esistenza da invertebrati riempita dalle campagne politiche a favore della comunità dei quotidiani popolari e dai sogni al plasma...

Ballard 4


* nota: nel testo originale, è scritto erroneamente Jamy Oliver.

La firma “Ballard” non passa inosservata
Una abitante di Accordia, con nickname che rimarca l’errore Jamy-Jamie, un po’ seccata dal commento iniziale, lo accusa di essere in realtà un sedicenne pieno di stereotipi in testa. Ella vive in un posto invece meraviglioso, non ha mai letto i libri di Oliver, né stata alle Maldive, ecc., (sebbene abbia un marito annoiato... notazione finale comunque di tipico humor britannico).

Ballard 5


Risposta:

Clienti perfetti, mia cara "JamieNotJamy", il sogno inglese di una vita passata a farsi la manicure, una spruzzatina di moderno spirito conservatore (non è troppo minimalista), non è troppo da nuovi ricchi (non è così digitale), ma riflette quanto basta la cultura europea (il minimalismo come ornamento), e il tipico snobismo anale e classista degli inglesi. Sarebbe bello dimenticare la crisi finanziaria in giardino, guardando crescere i vostri figli delinquenti e futuri milionari.

Ballard 6


A chi gli chiede “perché odi così tanto la tua classe sociale?, risponde

Mi dispiace, ma non si tratta di odio, soltanto di un commento ironico su un'architettura dominata dalla nostalgia. Il salotto mi sembra abbastanza deprimente, e immagino che d'inverno sia piuttosto tetro. L'altezza dei soffitti è sufficiente per ospitare feste rumorose, con "She's lost control" come colonna sonora. I mattoni a vista tuttavia sarebbero belli da vedere dopo una nevicata, in armonia con il cielo grigio.

Ballard 7


Nota di Davide Forno : Quando penso al Super Dome mi viene sempre in mente: http://en.wikipedia.org/wiki/Kubla_Khan
la strada da Coleridge a Ballard non è così impervia, a pensarci bene...
Riflettendo su Ballard e l'architettura, osservo che il nostro ci presenta spesso dei luoghi architettonici profanati: il sesso perverso nei garage di Crash, il protagonista che si cucina il cane in terrazza in High Rise (anche se nel caso di Accordia parlerei piuttosto di flat rise), il massacro nel quartiere fighetto di Running wild, di nuovo sex e droga in Super-Cannes e poi l'apoteosi di Kingdom Come con quel mall che diventa arena politica un po' come la Standa, la casa degli italiani... Si tratta però di una profanazione solo apparente, in quanto contenuta in nuce in questi edifici (forse per Ballard l'architettura non è innocente, ma scelta ideologica?). Molto più banalmente, l'architettura come metafora (imperfetta?) del contratto sociale...

Ballard 8


Note

Fonte principale e articolo, con il testo originale nei commenti:
http://www.dezeen.com/2008/10/11/accordia-wins-stirling-prize/

Molte immagini usate, ed altre, qui
http://www.cabe.org.uk/case-studies/accordia?photos=true

Sito Riba (Royal Institute of British Architects)
http://www.architecture.com/





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