Come iniziare la creazione di una nuova superiore civiltà? (XVI)

Data Sun 19 April 2009 7:30 | Categoria: economia di solidarietà

Il testo viene pubblicato in italiano e in spagnolo - lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto - tra le due versioni una fotoGrafia evocata per associazione.

Adesso completiamo questa analisi delle dimensioni dell’esperienza umana nelle quali si presentano i bisogni, aggiungendo quattro importantissime osservazioni.

1...Complementarietà, articolazioni e sinergie.

Un primo complemento dell’analisi, necessario per raggiungere una adeguata comprensione della “natura umana” e dei bisogni essenziali, sta nel precisare che le quattro dimensioni dell’esperienza che abbiamo individuato e rappresentato su due assi che s’incrociano nel centro, dal quale si dispiegano in direzioni polarmente disposte, sono in realtà strettamente articolate, interagiscono fra di loro, possono reciprocamente bloccarsi o, al contrario, potenziarsi sinergicamente. Ho fatto l’esempio di una ballerina che nella espressione del suo mestiere o della sua arte, mette in gioco, contemporaneamente, un altissimo livello di perfezione della sua flessibilità, capacità di movimento e dominio del corpo, del suo sistema nervoso, respiratorio, muscolare e di tutta la sua corporalità; e al contempo e in quel medesimo dominio del corpo esprime la ricerca della bellezza e la trascendenza contenuta nella sua arte. Questo esempio ci consente di acquisire una visione più integrata, e comprendere che queste dimensioni dell’esperienza che rappresentiamo come “polari” non sono opposte bensì complementari, sebbene in determinate occasioni una accentuata enfasi nello sviluppo di una di esse possa implicare la trascurataggine o l’inibizione dello sviluppo delle altre dimensioni.

In un altro esempio illuminante, possiamo osservare che una predisposizione generosa verso gli altri (sviluppo della socialità) ma che trascuri la propria identità, la sicurezza personale, la propria coerenza, il perfezionamento di sé come individuo, può ostacolare la stessa realizzazione della socialità; e al contrario, l’individualità e la generosa socialità possono potenziarsi reciprocamente, quando un individuo fortemente teso a perfezionare sé medesimo, ad esempio nello studiare, nel qualificarsi, nel dispiegare le proprie dimensioni intellettuali, artistiche, scientifiche, è motivato dal proposito di mettere tutto ciò a disposizione e a servizio degli altri.
Vale a dire, da un lato ci sono sinergie fra le differenti dimensioni e bisogni umani, in quanto ognuna di esse invia stimoli verso le altre, le motiva e impulsa a svilupparsi. Nessuno può stare lavorando sempre in una sola direzione; ad esempio, se si stanca, se realizza troppo esercizio fisico, ha bisogno di riposarsi; uno che sia troppo orientato verso gli altri, in un determinato momento ha bisogno di fare una pausa di meditazione, una lettura, ascoltare musica, pensare e badare a sé stesso. Esistono dinamiche che comportano che nei processi di crescita si vengano collegando queste distinte dimensioni, e il soggetto si va sviluppando come in una spirale. Ma senza che questo significhi che acquisisca una forma rotonda, bensì un percorso nel quale ognuno genera la propria personalità.

2...Nelle fasi della vita si pongono enfasi nelle distinte dimensioni.

Un altro concetto importante da considerare è che, lungo la vita, da quando l’individuo o un soggetto sociale nasce e inizia la crescita e fino alla morte, avrà momenti o fasi nelle quali darà enfasi a una o ad altre dimensioni della esperienza. Così nell’individuo il primo dispiegamento sarà del suo corpo: deve crescere, esistere, sviluppare gli organi, ecc. Poi svilupperà il proprio ego, prima di volgersi verso gli altri; più avanti sottolineerà la dimensione sociale e la dimensione spirituale. Possiamo persino dire che nell’età infantile si è molto centrati sul corpo, l’adolescenza rivolge l’attenzione verso sè stesso, la giovinezza verso la socialità, e da adulti o nella terza età molti tendono a installarsi più nella conoscenza, la creatività, la trascendenza, lo spirito. Sono enfasi nello sviluppo della vita, che certamente non sono da assolutizzare; si tratta soltanto di tendenze, predisposizioni che solitamente mostrano molte persone.

Questo che vale per l’individuo, probabilmente si verifica anche nelle organizzazioni e persino nelle nazioni. Ad esempio, in una piccola organizzazione (come in una cooperativa) lo sforzo in una prima fase probabilmente sarà rivolto ad acquisire una corporalità, una infrastruttura fisica, teso a fornirsi di una base di sostenimento materiale indispensabile per poter, a partire da esso, generare un’identità maggiore, una partecipazione in reti e connessioni con altri, e infine sviluppare progetti più importanti. Anche le nazioni seguono tappe, processi; una nazione dapprima sottolinea lo sviluppo della propria infrastruttura, delle basi materiali che facciano meno precaria l’esistenza; quando abbia raggiunto certi traguardi porrà enfasi nella sicurezza e nelle altre dimensioni che andranno complementando la sua complessa realtà.

E se è così, possiamo supporre che qualcosa di simile si verifica nel succedersi delle civiltà, ciò che costituisce un concetto interessante sul quale riflettere nel contesto di questa ricerca riguardante la creazione di una nuova superiore civiltà.

3...Nel dispiegamento delle nostre dimensioni e bisogni siamo attratti da coloro che hanno raggiunto l’eccellenza, i quali svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo umano, come individui e come specie.

Una terza osservazione importante riguarda il fatto che, sebbene tutti abbiamo la potenzialità di raggiungere la propria eccellenza in ciascuna dimensione come risultato della propria applicazione ed energia, c’è da tener conto dell’azione degli altri, le circostanze, le opportunità ed il contesto, che predispongono in determinate direzioni e che facilitano ovvero ostacolano lo sviluppo. In questo senso, è solitamente decisiva la relazione e interazione che possano stabilirsi con altre persone, non soltanto nelle fasi infantili ma anche una volta raggiunto uno sviluppo maturo.

Un fanciullo che nasce in un ambiente di sportivi, dove soltanto si considera lo sviluppo fisico, è probabile che sia fortemente attratto a sottolineare quello sviluppo. Un figlio che nasce in un ambiente di lettori di libri, i cui genitori parlano di poesia e romanzi e riflettono sulle letture, svilupperà questo bisogno culturale.

In particolare, vanno sottolineati i rapporti con altre persone autonome che abbiamo raggiunto un livello superiore al proprio in una determinata direzione. Ad esempio, un grande musicista, un noto scienziato, ecc. crescono nel contatto, convivenza e interazione con un altro musicista, scienziato, ecc. Noi individui siamo attratti e spinti in avanti da coloro che sono più in alto o più avanti di noi, e questo succede in qualsiasi momento della vita. Da qui l’importanza di imparare sempre, e di avvicinarci ai grandi uomini, ai maestri veri, ed ascoltarli persino con devozione, poiché hanno preziose perle che ci regalano volentieri se siamo disposti a coglierle.

Tutto questo è molto importante perché i bisogni li viviamo come energie individuali, ma anche le condividiamo. Le condividiamo e ci retro-alimentiamo e nutriamo reciprocamente nel processo del loro sviluppo. Per questo è essenziale l’esperienza collettiva, la convivialità, la partecipazione in gruppi, reti, organizzazioni. I bisogni li soddisfiamo ognuno dispiegando le proprie energie e progetti di realizzazione; ma anche li sviluppiamo nel condividere, nel convivere e nell’associarci con altri per affrontare bisogni che ci sono comuni. Se uno vuole sviluppare i bisogni spirituali o di conoscenza deve trovare persone che vogliano lo stesso, poiché così potrà potenziare quella ricerca e lavorare insieme nella costruzione dei soddisfattori di quei bisogni; se uno vuole sviluppare il proprio spirito musicale o sportivo, dovrà stabilire rapporti con coloro che condividano quei bisogni. E se ci articoliamo in una organizzazione, in una esperienza collettiva dove s’incontrano persone di diverse qualifiche, di svariate personalità, ci arricchiremo anche ognuno e tutti reciprocamente, mediante ciò che ciascuno abbia sviluppato di più.

Questo è un altro concetto sommamente importante per superare, in questo caso, sia l’individualismo che il collettivismo. Da un lato affermiamo le personalità, la validità delle opzioni personali, delle parabole dove ciascuno va dispiegando o costruendosi in funzione delle proprie scelte, e affermiamo e valutiamo anche la completezza che si acquisisce attraverso la partecipazione e l’integrazione in collettivi. È in questo senso e prospettiva che attribuiamo un valore particolare alla economia di solidarietà.

4...Nello sviluppo e soddisfacimento dei bisogni si passa dalla dipendenza alla autonomia.

Il quarto elemento che vogliamo sottolineare per concludere questa analisi, è il processo che – nella soddisfazione dei bisogni – conduce l’individuo dalla situazione di dipendenza verso quella di autonomia. Più un bisogno è meno sviluppato più dipenderà il suo soddisfacimento dal mondo esterno. Un bambino ha bisogno di essere alimentato, educato, da sé non sviluppa la propria spiritualità. Più vicino si trova al punto di origine, più dipenderà da altri. Possiamo esprimerlo in questo modo: quanto più un bisogno si manifesta come carenza, come vuoto (nella misura in cui sia soltanto potenzialità, e non abbia dispiegato la propria attualizzazione), più il soddisfacimento dipenderà da altri soggetti. Nella misura in cui si va espandendo una dimensione, qualunque sia, vale a dire in quanto più ampia sia la soddisfazione di un bisogno, più il soddisfacimento dipenderà da sé stesso, dal dispiegamento della propria energia, e meno abbisognerà di elementi esteriori che vengano ad appagare il bisogno.

Questo ci permette di capire un’altra cosa molto importante relativa allo sviluppo, poiché soltanto quando si abbia raggiunto un certo livello si rende possibile l’autonomia. Chi non abbia mai letto un libro ha bisogno che altri gli insegnino a leggere; tutto giunge a lui da fuori, la motivazione a leggere, l’apprendistato, l’incentivo, gli stimoli. Ma quando uno legge e diventa un buon lettore, già nessuno dovrà dirgli che legga poiché da sé cerca i libri, ha bisogno di leggere. E non soltanto ha bisogno leggere ma incomincia a scrivere e a leggere da se stesso, e non attende già il racconto, la narrazione o la elaborazione del pensiero altrui, ma li crea da sé, inventa le proprie storie e le scrive per altri. Sono la povertà, la insicurezza, la carenza di capacità, la assenza di conoscenze, ciò che fanno necessaria la “ricchezza” intesa come abbondanza di cose.

In tale modo lo sviluppo umano, quando si raggiunge un certo traguardo, ci fa diventare più autosufficienti, ci rende meno bisognosi di beni e servizi esteriori. Se uno realizza un alto sviluppo personale, una ricca personalità, è probabile che richieda meno merci, pochi prodotti: non ha bisogno di andare troppo al supermercato o nelle tende, acquistando tanti oggetti, poiché si sviluppa da se stesso. Basteranno pochi beni e servizi, non perché abbia soffocato i bisogni (in un senso buddista), bensì perché basta a se stesso, dispiega la propria personalità e sottolinea le dimensioni nelle quali è capace di auto-generare quei progetti e quei soddisfattori dei bisogni. Così, chi abbia raggiunto un alto livello nella dimensione spirituale, o uno scienziato che abbia avanzato più di tutti gli altri nella conoscenza di un tema, non ha bisogno già molto di continuare a studiare gli altri autori, poiché sono cose che già conosce, e soltanto rimane a lui di continuare producendo nuove conoscenze.

uomo che legge

Fulmini, Roma - Uomo che legge in beata solitudine, 21 novembre 2008


AHORA COMPLETAMOS ESTE ANÁLISIS DE LAS DIMENSIONES DE LA EXPERIENCIA HUMANA EN LAS QUE SE PRESENTAN LAS NECESIDADES, AGREGANDO CUATRO IMPORTANTÍSIMAS OBSERVACIONES.

a) Complementariedades, articulaciones, sinergias.

Un primer complemento del análisis, necesario para alcanzar una adecuada comprensión de la “naturaleza humana” y de sus necesidades esenciales, nos lleva a precisar que las cuatro dimensiones de la experiencia que hemos identificado y representado en dos ejes que se cruzan al centro, desde el cual se despliegan en direcciones polarmente dispuestas, están en realidad estrechamente articuladas, interactúan entre ellas, se pueden recíprocamente bloquear o, al contrario, potenciar sinérgicamente unas con otras. Hemos puesto el ejemplo de una bailarina que en la expresión de su oficio o de su arte, requiere poner en juego, simultáneamente, un alto nivel de perfección de su flexibilidad, de su capacidad de desplazamiento y dominio del cuerpo, de su sistema nervioso, respiratorio, muscular y de toda su corporalidad; y simultáneamente y en ese mismo dominio del cuerpo expresa la fuerza de su espíritu, la búsqueda de la belleza y trascendencia que están contenidas en su arte. Este ejemplo nos permite tener una visión más integrada, y comprender que estas dimensiones de la experiencia que representamos en la figura como “polares” no son opuestas sino complementarias, si bien en ocasiones un acentuado énfasis en una de ellas pudiera implicar el descuido o la inhibición del desarrollo de otras dimensiones.

En otro ejemplo iluminante, podemos observar que una entrega generosa a los demás (desarrollo de la sociabilidad) pero que descuide la propia identidad, la seguridad personal, la propia coherencia, el perfeccionamiento de sí como individuo, puede dificultar la misma realización de la sociabilidad; y a la inversa, la individualidad y la generosa sociabilidad se pueden potenciar recíprocamente, cuando un individuo fuertemente volcado a perfeccionarse a sí mismo, por ejemplo a estudiar, a calificarse, a desplegar las propias dimensiones intelectuales, artísticas, científicas, está motivado por el propósito de poder poner todo aquello a disposición de los demás.

O sea, por un lado hay sinergias entre las diferentes dimensiones y necesidades humanas, en cuanto cada una de ellas manda estímulos hacia las otras, las motiva e impulsa a desarrollarse. Uno no puede estar solamente trabajando en una dirección; por ejemplo, si uno se cansa, si está haciendo demasiado ejercicio físico, necesita descansar; alguien si está demasiado volcado a los demás, en determinado momento necesita una meditación o una lectura o escuchar música o necesita atender y pensar en sí mismo. Hay unas dinámicas que hacen que el proceso de crecimiento vaya conectando estas distintas dimensiones y el sujeto se va desarrollando en cierto modo como en espiral. Pero sin que esto signifique que adquiera una forma redonda, sino que va generando cada uno su personalidad.

b) En las etapas de la vida hay énfasis en distintas dimensiones.

Otro concepto importante de considerar es que a lo largo de la vida, desde que el individuo o un sujeto social nace y avanza en su crecimiento, tendrá momentos o etapas en las cuales hará énfasis en unas u otras dimensiones de la experiencia. Así en el individuo el primer despliegue es de su cuerpo: tiene que crecer, tiene que existir, tiene que desarrollar sus órganos. Luego tiene que formar su yo antes de volcarse hacia los demás; después desplegará su énfasis en lo social o en lo espiritual. Podríamos incluso decir que la edad infantil está muy centrada en el propio cuerpo, la adolescencia en el yo, la juventud en la sociabilidad, y en la adultez y tercera edad propenden muchas personas a instalarse más en el conocimiento, la creatividad, la trascendencia, el espíritu. Hay estos énfasis en el desenvolvimiento de la vida, que por cierto, no son absolutos; son solamente tendencias, predisposiciones que suelen verificarse en muchas personas.

Esto que es válido para el individuo, es válido también para las organizaciones y para las naciones. Por ejemplo, en una pequeña organización (pensemos en una cooperativa) el trabajo en una primera etapa probablemente esté centrado en adquirir una corporeidad, una infraestructura física, en darse una base de sustentación material indispensable para poder, a partir de allí, generar una identidad mayor, una participación en red y vinculación con otros y pensar en proyectos más trascendentes. Las naciones también siguen etapas, siguen procesos; una nación primero enfatiza el desarrollo de su infraestructura, el desarrollo de sus bases materiales, hacer menos precaria su existencia, y también va experimentando etapas: una vez que logra ciertos niveles pone énfasis en otras dimensiones que van complementando su realidad compleja.

Y si es así, podemos suponer que algo similar ocurre también en el sucederse de las civilizaciones, lo cual constituye un concepto interesante de reflexionar en el contexto de esta búsqueda relativa a la creación de una nueva superior civilización.

c) En el despliegue de nuestras dimensiones y necesidades somos atraídos por quienes han alcanzado excelencia, los cuales cumplen un papel fundamental en el desarrollo humano, como individuos y como especie.

Una tercera observación importante se refiere al hecho de que, si bien todos tenemos la potencialidad de alcanzar la excelencia en alguna dimensión como efecto de la propia aplicación y energía, hay que tener en cuenta la acción de los otros, de las circunstancias, de las oportunidades y el contexto, que predisponen en ciertas direcciones y que facilitan u obstaculizan el desarrollo. En este sentido, es habitualmente decisiva la relación que pueda establecerse con otras personas, no sólo en las fases infantiles sino también una vez alcanzado un desarrollo maduro.

Un niño que nace en un ambiente de deportistas, donde solo se hable del desarrollo corporal, del desarrollo físico, de meter goles, es probable que esté fuertemente atraído a poner énfasis en ese desarrollo. Un hijo que nace en un ambiente de lectores de libros, cuyos padres hablan de poesía y novelas y reflexionan sobre lecturas, desarrolla esas necesidades culturales.

En particular, cabe destacar las relaciones con otras personas autónomas, que hayan alcanzado un nivel superior al propio en determinada dirección. Por ejemplo, un gran músico, un gran científico, etc. crecen en el contacto, convivencia e interacción con otro gran músico, científico, etc. Los individuos somos atraídos e impulsados por aquellos que han llegado más arriba o más adelante que nosotros mismos, y esto sucede en cualquier momento de la vida. De aquí la importancia de aprender siempre, y de aproximarse a los grandes hombres, a los maestros de verdad, escucharlos incluso con devoción, porque tienen preciosas perlas que nos regalan gustosos si estamos dispuestos a cogerlas.

Todo esto es muy importante, porque las necesidades las vivimos como energías individuales, pero también las compartimos. Las compartimos y nos retroalimentamos y nos alimentamos mutuamente en el proceso de desarrollarlas. Por eso es esencial la experiencia colectiva, la convivencia, la participación en grupos, redes y organizaciones. Las necesidades las satisfacemos cada uno desplegando sus propias energías y proyectos de realización; pero también las desplegamos en el compartir, en el convivir y en el asociarnos con otros para enfrentar necesidades que nos son comunes. Si uno quiere desarrollar las necesidades espirituales o las necesidades de conocimientos tiene que encontrar personas que quieran lo mismo, porque así van a poder alimentarse en esa búsqueda, en ese trabajo, en esa construcción de los satisfactores de esas necesidades; si uno quiere desplegar su espíritu musical o deportivo, tiene que vincularse a personas que compartan esas dimensiones. Y sin nos articulamos en una organización, en una experiencia humana donde se encuentren personas de distintas cualidades, de distantes personalidades, nos enriquecemos también cada uno y a los demás mutuamente, con lo que cada uno haya desplegado más.

Este es otro concepto sumamente importante para superar, en este caso, tanto el individualismo como el colectivismo. Por un lado estamos afirmando las personalidades, la validez de las opciones personales, de los perfiles donde cada uno va desplegando o construyéndose en función de sus propias opciones, y estamos también afirmando y validando la completitud que se adquiere a través de la participación y la vinculación en colectivos. Es en este sentido y perspectiva que damos un valor especial a la economía de solidaridad.

d) En el desarrollo y satisfacción de las necesidades se transita desde la dependencia hasta la autonomía.

El cuarto elemento que queremos destacar para concluir este análisis, es el proceso que - en la satisfacción de las necesidades - conduce al sujeto desde la dependencia hacia la autonomía. Mientras una necesidad está menos desarrollada, más dependerá en su satisfacción de lo externo. Un niño necesita que lo alimenten, que le enseñen, por sí mismo no desarrolla su espiritualidad. Mientras más cerca del punto de origen, más depende de los demás. Podemos expresarlo de otra manera: mientras más la necesidad se expresa como carencia, como vacío (porque todavía es pura potencialidad, todavía no se ha actualizado), más su satisfacción depende de otros sujetos. Cuando va expandiendose una dimensión, cualquiera de ellas, o sea mientras más amplia sea la satisfacción de la necesidad, más su satisfacción depende de sí mismo, del despliegue de la propia energía, y menos se requieren elementos exteriores que vengan a apagar la necesidad.

Esto nos permite comprender algo muy importante en relación con el desarrollo, porque solamente una vez alcanzado cierto nivel es cuando se hace posible la autonomía. Si uno no ha leído nunca un libro necesita que le enseñen a leer, todo le viene desde fuera, la motivación para leer, el aprendizaje mismo, el incentivo. Pero cuando un lee y se convierte en un lector, ya nadie tiene que decirle que lea, pues por sí mismo busca libros, necesita leer. Y no solo necesita leer sino que empieza a escribir y se lee así mismo, y ya no espera de otro el cuento, la narración o la elaboración de pensamiento, sino que los crea, inventa las propias historias y las escribe para otros. Son la pobreza, la inseguridad, la carencia de capacidades, la pobreza de relaciones, la ausencia de convicciones, las que hacen necesaria la “riqueza” entendida como abundancia de cosas.

De tal manera que en el desarrollo humano, cuando se alcanza cierto grado nos hacemos más autosuficientes, nos hacemos menos necesitados de bienes y servicios exteriores. Si alguien tiene un buen desarrollo personal, amplio, una riqueza de personalidad, es muy probable que necesite menos artículos, pocos productos: no necesita pasarse en el supermercado o en las tiendas o comprando cosas, porque se desarrolla por sí mismo. Le bastan menos bienes y servicios, no porque haya apagado sus necesidades (en un sentido budista), sino porque se desarrolla a sí mismo, despliega su personalidad y pone énfasis en aquellas dimensiones en las cuales es capaz de autogenerar esos proyectos y esos satisfactores de las necesidades. Igualmente, quien ha realizado un gran despliegue de la dimensión espiritual, o un científico que ha avanzado más que todos lo demás, ya no tiene tanto que seguir leyendo a los otros, porque son cosas que él ya sabe: solo le queda seguir el mismo produciendo conocimientos nuevos.






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