Proposta

Data Fri 13 March 2009 6:00 | Categoria: zona di sovrapposizione

Post n. 19

L’idea è di quelle che vengono pensate e non espresse perché sembrano superflue o retoriche.
Poi succede qualcosa che fa dire: perché no?
Ed ancora.
Un sito-rivista prima o poi forse, come una rivista, coltiva l’ambizione di farsi riconoscere per un filo conduttore, delle cifre particolari che lo rendano caratterizzabile e riconoscibile fuori dalla sua cerchia.
Ed ancora.
Mi sembra normale ricercare il filo conduttore nel contesto storico/politico che gli autori vivono.
Ebbene, mi pare che il contesto ecc. sia definibile come:
Anno 2009
1. Stato incapace di essere sovrano sui diritti civili e sulle questioni eticamente sensibili (vedi testamento biologico, ricerca sulle staminali e fecondazione assistita) e governo non credibile su molte cose a causa del conflitto di interessi presente al suo interno.
2. Un paese, l’Italia, con uno strano modo di procedere: con la testa rivolta all’indietro.
3. Un paese, il nostro, che vuole progredire ricorrendo a metà delle risorse disponibili.

Punto 1
Il dibattito e le decisioni su questi argomenti avvengono con il condizionamento di una credenza religiosa, quando non con l’interferenza di uno Stato straniero.
Inoltre, anche proposte, che potrebbero essere laicamente dibattute ed accettate, nascono già con il vizio di forma del conflitto di interessi presente nel governo: mi riferisco alla possibilità di svincolare una rete RAI dalla pubblicità, ovvero di permettere la pubblicità in alcune trasmissioni come fiction e similari, ovvero a certe riforme come quella della giustizia, ecc.

Punto 2
Non si riesce mai a mettere un punto fermo ed a consolidare le radici del nostro Stato.
A me sembra che l’Italia moderna abbia due momenti fondanti: Risorgimento e Resistenza.
Dovrebbe essere chiaro che senza il primo non esisterebbe l’Italia, e senza la seconda non esisterebbero la repubblica e la democrazia.
Ed invece viviamo in un perenne revanchismo:
- il 20 settembre del 2008, in occasione della ricorrenza della breccia di Porta Pia, il comune di Roma (Alemanno) ha voluto onorare non solo i bersaglieri, ma anche i papalini caduti: che bisogno ce n’era a distanza di 138 anni?
- si cerca in tutti modi di sbiadire la Resistenza ma, visto che non lo si può fare perché i fatti accaduti non possono essere modificati, si inventano i pastrocchi più incredibili come il tentativo di equiparare partigiani e repubblichini, come se fosse possibile equiparare le Brigate Rosse e le loro vittime.
Ma è possibile andare avanti tornando sempre al punto di partenza?

Punto 3
Quanto sopra porta all’assurdo che l’Italia ha camminato quasi sempre usando una gamba sola pur avendone due.
Quasi subito dopo l’unificazione del 1861, e cioè dalla breccia di Porta Pia del 1870, il Vaticano vietò ai cattolici di partecipare alla vita pubblica.
Poi il Fascismo, come tutti i regimi autoritari, mise fuori gioco una gamba, i democratici.
Dagli anni 70 del novecento fino ai nostri giorni, prima con il craxismo ed ora con Berlusconi, si assiste alla delegittimazione dell’opposizione, cioè di mezza nazione.
Quando per circa 30 anni dopo la seconda guerra, le gambe, pur con i limiti del contesto internazionale, furono usate entrambe, furono prodotti i risultati che ancora apprezziamo.

Mi era venuta perciò un’idea: dedicare un appuntamento fisso del nostro sito-rivista, diciamo trimestrale, ad un tema unificante e su quello esprimersi ed alimentare qualche iniziativa.
Inizialmente, sotto l’effetto della vicenda Englaro, avevo pensato alla Tolleranza.
Ma dopo aver scritto le righe precedenti mi viene in mente che per la nostra comunità nazionale c’è qualcosa di ancora più a monte, qualcosa che chiamerei terreno comune.

Mi farebbe piacere che voi ed il direttore vi esprimeste e vi saluto.
Io intanto comincio ad esercitarmi per trovare un argomento da affrontare in vista del primo eventuale appuntamento




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