Edifici torinesi contemporanei

Data Fri 27 February 2009 7:00 | Categoria: edifici contemporanei


Mi scuso, signori. Impegni di lavoro e di famiglia mi hanno reso impossibile una bella intervista ad un edificio recente che non fosse nella mia solita Torino (che peraltro, come diceva un cantautore torinese non più conosciuto, “non è New York”).
Però vi voglio dire una cosa: tutti gli edifici in piedi sono contemporanei.

Saranno forse come nonni: ma forse che mia nonna, che era nata ancora nel XIX secolo, fino a qualche anno fa non era viva? A Torino, sono vivi gli edifici di Juvarra, di Guarini, ecc. A Roma, quelli di Borromini, di Bernini, ecc. Ma non solo loro, divi conosciuti ed illustri, ma anche tutti gli altri, più comuni, meno conosciuti.
E parlano. Accidenti se parlano. Basta degnarli di uno sguardo, fissare per un attimo su di loro la nostra attenzione.
Ed esempio, passavo l’altro giorno da un incrocio fra due larghi corsi, da cui passo praticamente tutti i giorni.
I quattro edifici di questo incrocio sono nettamente diversi, eppure le loro date di nascita non si distaccano nemmeno di un secolo. Non solo sono contemporanei a noi (ci sono), ma anche più o meno della stessa “generazione”, se la vediamo nella “lunga durata” dei secoli, come in qualche modo occorre fare per gli edifici.
Questo signore, perdonate il controluce,

edificio torinese 1


è un borghese conservatore inizio secolo scorso. Ha avuto una buona educazione classica, forse un po’ retorica e polverosa. Ordinato, un nonno che rispetto con un pizzico di tenerezza.
In senso orario, ecco invece un borghese fine anni ’60;

edificio torinese 2


Il suo abito grigio è già confezionato, non più realizzato dal sarto. L’euritmia è un po’ sfuggente, vuol essere elegante ma vedo alcuni elementi “casual”, non ultima la curiosa “berretta” un po’ calata sulla testa. Quadro intermedio Fiat.

Questo borghese

edificio torinese 3


invece è meno conservatore del primo, anche se non è molto più vecchio di lui. Voleva forse essere un “dandy”, liberty, ma traveste queste sue voglie dietro addobbi vagamente medioevalistici; sostenitore del colonialismo, anche sognando di portarsi a casa qualche bell’oggetto islamico o qualche cineseria, o fare qualche scopata esotica.

Infine, il signore seguente

edificio torinese 4


per certi versi è il più moderno dei quattro. Non scherzo: mio fratello, da piccolo, aveva terrore di lui e mio padre, bonariamente, lo minacciava di portarlo lì se non faceva il bravo. Agli Alti Comandi Militari. Fascistissimo, con “scatto dinamico” sull’angolo.
Dal vivo è più minaccioso. In foto, visto con maggior distacco, per certi versi non è male, nonostante il travertino, che non è di Torino.

Che dire in conclusione? Quasi nulla lega questi quattro signori così diversi. Se non appartenere alla stessa città, lo stesso luogo, nati in un non grande giro di anni, ed essere non attuali, ma comunque ancora vivi. Il molteplice, il plurale.

edificio torinese 5

edificio torinese 6






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