Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Tchaikovsky: Variazioni su un tema Rococò - Pagina stampabile - briciole musicali - Fulmini e Saette


Tchaikovsky: Variazioni su un tema Rococò

Data Mon 5 November 2007 12:30 | Categoria: briciole musicali

Oggi facciamo un piccolo esperimento, vi proponiamo tre variazioni su un tema che non ascolterete e che, ne siamo sicuri, indovinerete da soli una volta giunti alla fine dell’ascolto. Non solo: siamo altresì pronti a scommettere che sarete tutti convinti che il tema in fondo altro non è che una variazione come le altre.
Qualche giorno fa facevamo la considerazione che è difficile chiudere un concerto per violino. E uno per violoncello allora? Come si fa, col violoncello che non riesce nemmeno a salire più in alto dell’orchestra? Non ci riesce? Ne siete proprio sicuri?
Ascoltate le ‘Variazioni su un tema Rococò’ per Violoncello ed Orchestra in A major, op. 33 di Peter Ilic Tchaikovsky (ho scelto la seconda, la quarta e l’ultima variazione, la settima, che state ascoltando in successione) nell’esecuzione dei Berliner Philharmoniker sotto la direzione di Herbert von Karajan; al violoncello Mstislav Rostropovich.
Niente è mai come sembra, ricordate?
E difatti il tema non è affatto un tema Rococò, è un tema originale di Tchaikovsky (il quale talvolta nello scegliere i titoli delle sue composizioni non diceva tutta la verità).
Ma c’è di più: la composizione non è nemmeno interamente di Tchaikovsky, infatti…..
Siamo nel Dicembre del 1876, Peter Ilic rifiuta l’invito a passare le feste di Natale presso la famiglia della sorella per potersi concentrare: “sto scrivendo delle variazioni per violoncello solo ed orchestra”. Ma non riesce a lavorare, “sembra che tutta Pietroburgo abbia avuto l’idea di passare a salutarmi”. Tchaikovsky lavora contemporaneamente alla versione per violoncello ed orchestra e alla trascrizione per pianoforte e violoncello dello stesso brano. Nel marzo del 1877 l’abbozzo della versione per piano e violoncello è terminata e prima di passare all’orchestrazione del pezzo Peter Ilic chiede al violoncellista Wilhelm Fitzenhagen (al quale l’opera è dedicata) di controllare il manoscritto (avrete ormai notato come Tchaikovsky facesse controllare i propri manoscritti da qualche strumentista di sua fiducia; un po’ come Brahms li faceva controllare da Clara Schumann e Beethoven da se stesso). Fitzenhagen apporta modifiche alla parte del violoncello. Tchaikovsky termina l’orchestrazione dell’altra versione sulla base della revisione di Fitzenhagen.
La prima, nel novembre del 1877, condotta da Rubinstein e con Fitzenhagen al violoncello è un successo. Tchaikovsky (che è all’estero) viene informato da una lettera di Nadezhda von Meck. Lo spartito va in stampa, ma nel febbraio del 1878 l’editore Jurgenson protesta con Peter Ilic che Fitzenhagen sta apportando modifiche non autorizzate al manoscritto (fra l’altro, cancellerà l’ottava variazione e modificherà l’ordine delle altre): “Quest’orribile Fitzenhagen insiste nel modificare il vostro pezzo per violoncello, e pretende di avere la vostra autorizzazione. Figuriamoci: Tchaikovsky rivisto e corretto da Fitzenhagen!” Tchaikovsky non reagisce alla lettera dell’editore, nemmeno chiede di vedere le modifiche. Nei mesi successivi Fitzenhagen porta in giro il ‘suo’ lavoro per violoncello ed orchestra, riscuotendo un enorme successo. Ne scrive a Tchaikovsky, gli riferisce del giudizio ammirato di Franz Liszt nel pubblico. Le “variazioni” vanno in stampa con tutte le modifiche di Fitzenhagen.
Molto è stato scritto sulla presunta fine dell’amicizia fra Peter Ilic e Wilhelm a causa di questa storia e sulla presunta ira di Peter Ilic contro Wilhelm. Molti dibattono su quale sia la versione autentica dell’opera. Noi non sappiamo dire, cogliamo però quest’occasione per ribadire la nostra profonda convinzione che la creazione sia un processo estremamente complesso; osserviamo altresì, incidentalmente, che più tardi Tchaikovsky condurrà lui stesso le sue ‘Variazioni su un tema Rococò’.

Per coloro che comprendono (nel senso di ‘prendere in sé’) la musica con gli occhi, che hanno bisogno di vedere le mani dell’esecutore e gli strumenti alternarsi per godere appieno delle note, un filmato con l’esecuzione completa (tema e tutte le variazioni) del brano di Tchaikovsky. Per tutti è anche l’occasione per incontrare Mstislav Rostropovich. Parleremo di quest’incredibile personaggio un’altra volta: per ora godetevelo, ammirate il piacere che prova suonando (sta suonando per sé, è chiaro, gli hanno persino messo a disposizione un’orchestra con tanto di pubblico), questo settantenne con le mani da giovincello, osservatelo distribuire comandi al direttore (al quale indica quando deve attaccare) e cenni insistiti al primo violino (per esempio verso la fine dell’ultima variazione, per assicurarsi che non perda il passo sul più bello, nel bel mezzo di quella tempesta di note che nel frattempo sta suonando).






Questa è la struttura completa del brano (non c’è pausa nella transizione fra una variazione e la successiva, con l’eccezione dell’ultima transizione):
Peter Ilic Tchaikovsky (1840-1893), Variazioni su un tema Rococò, in A major, op. 33:
1. Moderato quasi Andante
2. Tema. Moderato semplice
3. Variazione I. Tempo del Tema
4. Variazione II. Tempo del Tema
5. Variazione III. Andante sostenuto
6. Variazione IV. Andante grazioso
7. Variazione V. Allegro moderato
8. Variazione VI. Andante
9. Variazione VII. Coda. Allegro vivo




P.S. = Ah, abbiamo dimenticato di precisare che nel condurre le sue ‘Variazioni su un tema Rococò’ Tchaikovsky adottò la versione di Fitzenhagen.



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