Nessuno tocchi gli abeti

Data Tue 2 December 2008 7:00 | Categoria: Eftimios

Comincia lo strazio secondo. Ieri gli agnelli di Pasqua, oggi gli abeti di Natale. Per le strade, sui camion, nelle piazze, le radici cortate, le zolle imbozzolate, mille rami torti e mille cime spezzate, ammucchiati o allineati per essere comprati e trascinati in appartamenti soffocanti di colore di calore loro abituati al bel freddo azzurro alpino ed appennino e oberati di palle, nastri, lucette, festoni, pinnacoli, oggetti, fiocchi, pacchetti fino a che, storditi, moribondi - passate come guerre le feste comandate - gettati sui marciapiedi, fra i cassonetti, nelle cunette, o sistemati in un angolo di cortile condominiale, in una aiuola sporcata dai cani, muoiono stupiti, stecchiti.

Sacrificati.

Ma non c altro modo di rendere sacro che questo - espiantando, segando, addobbando? Prego, non li comprate, pi. Lasciateli stare, stanno bene dove stanno, le cime infilate in cielo, le radici piantate in terra. Come? Vi serve un albero di Natale? Ebbene, comprate un limone fiorito e fruttato, un olivo tinto ancora dolive, un mandarino italiano o giapponese, un cipresso pignato, un arancio complementare, insomma un albero che di seguito coltiverete giustamente sul balcone cittadino, nel giardino paesano, nell'orto campagnolo. Cominciamo da questo Natale. Non giusto morire a sedici anni scrive Vito Mancuso, ed in questo ha ragione. Grazie stragrazie.


La fonte di questa news Fulmini e Saette
http://www.fulminiesaette.it

L'indirizzo di questa news :
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1236