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10 - Parco archeologico della Porta Palatina

Data Mon 27 October 2008 7:00 | Categoria: edifici contemporanei

Il lavoro degli architetti non consiste soltanto – o tanto – nel disegnare oggetti edilizi.
Dovrebbe consistere, soprattutto, a pensarli e realizzarli nell’ambito dello spazio di vita delle persone, e nell’ambito di una costruzione collettiva, che avviene nel corso di secoli. Tutto questo può sembrare astratto, ma invece non lo è affatto. E per mostrarlo, vi parlerò ancora di un intervento a Torino, un intervento su un vuoto e non su un pieno.
Questo non sarà dunque una intervista a due, ma un incontro con vari personaggi ed un ultimo arrivato.
Personaggi ed interpreti (vedi sotto mappa, parte del Catasto Rabbini, 1840)
Vedi gli stessi personaggi su Google map, qualche giorno fa.
A sinistra mappa parte del catasto Runini e a destra la mappa di Google
Con un rapido confronto, sembra più vuota … eppure sono aumentati i personaggi …
Il 7 è un palazzo per uffici dei primi anni del ‘900, detto “manica nuova di palazzo reale”.
L’ 8 è il palazzo degli uffici tecnici comunali (detto “il palazzaccio”)
Il 9 sono nuovi edifici degli anni ‘60
Il 10 è il teatro di Augusta Taurinorum… ma come? E, si. E’ stato scavato nei primi anni del ‘900 in occasione delle demolizioni e scavi compiuti per realizzare quel brutto del personaggio 7.
E’ anche necessario aggiungere che il sig. 6 (Isolato di Santo Stefano) è stato amputato della metà a causa di un bombardamento, ed è stato recentemente ricostruito in quella parte.
E, soprattutto, che il sig. 2 di oggi non è più quel due (il “Bastion verde” delle mura barocche, che venne giustiziato dal tribunale della modernità), ma un signore di oggi che ne ha preso le sembianze, e con cui parleremo.
Noi, adesso ci faremo un giro lì intorno sulla pancia del sig. 11 ossia il Parco Archeologico, concepito dalla decana delle mamme (architetti) torinesi Aimaro Isola, insieme ad altre più giovani mamme (vedi scheda in appendice), che ha anche curato con altri l’operazione sul sig. 6. Passando per Piazza San Giovanni
Piazza Duomo
IO: Duomo, come stai?
3: Mi figliolo, come pens’io stia, che pure è bruciata la Cappella della Sindone? E poi, credi tu che la mia delicata facciata stia bene, dopo che sciagurati, con le loro grullate sul “diradamento de’ monumenti”, m’hanno fatto intorno uno spazio grande quanto … ecco quasi piazza Tien an Men! E col “palazzaccio” davanti. E ci son tanti grulli che pensano che a demolire il “palazzaccio” io stia meglio, invece di scomparire sempre di più nel nulla della loro insipienza!
IO : Signore, ha ragione. E che dire della scelleratezza degli anni passati di voler per forza fare entrare le auto in centro?
Ecco, questa via che non c’era, oggi è incorniciata da due diverse recinzioni: quella pseudobaroccabellepoque della “manica nuova” (che un mio maestro mi disse “Milizia gli avrebbe pisciato sopra”). Finita la follia pan-automobilistica, i parcheggi sono stati spostati, il traffico limitato, la pavimentazione migliorata. Che mi dici della tua recinzione, Parco?
Recinzione
11 . Vuole manifestare presenza in modo deciso ma discreto, con mezzi tutti odierni. Pilastri di mattoni con dimensioni proporzionali, talvolta coronati da palle fitomorfiche con illuminazione, un po’ il marchio di fabbrica del decano. Alcuni pilastri quadri, altri tondi, senza un regola di immediata percezione. Inferriate semplici ma non meschine.
Inferiate
IO : Si può sempre criticare; ma secondo me ha funzionato. Funziona anche il pratone calpestabile in cui sono immersi i pochi ruderi, meta di ragazzi in gita e al pomeriggio di gruppi di giovani.
Pratone
Lo ammetto: non mi convince particolarmente tutta la eterogeneità delle panchine, più i vari elementi in ferro zincato (successivamente aggiunti – sono certo non sia opera del “decano” - e comunque rimovibili).
Panchine
Ma è anche vero che è tale e tanta l’eterogeneità degli edifici di fondale, che è tale da assorbire tutto.
11. A molti sembra che io non ci sia, che sia solo un vuoto. Ma invece sono quello che cerca di mettere d’accordo tutti. Prima, dopo le dissennate demolizioni, era un vuoto (e infatti, non ci andava nessuno). Ora è pieno di ragazzi. Sono stato concepito proprio così.
Schizzo isola
IO: e d’altro canto, l’intervento ha determinato anche una nuova costruzione vera e propria : il simulacro del “Bastion Verde”, con tanto di fontana che evoca il fossato.
Il nuovo bastion verde
Idea di ricostruzione che tanto ricorreva negli elaborati degli studenti nei corsi che si applicavano su quell’area (anch’io lo proposi, da studente). Che senso ha, riproporre oggi, “finta”, una costruzione che era in funzione di una difesa militare?
Fossato
11. Penso che derivi da una combinazione di due fattori. Uno, meramente spaziale e psicologico: si sente la necessità di chiudere, di delimitare l’ambito della città antica da quella successiva, che da corso Regina Margherita comincia. Una cesura. La seconda, rivela l’insicurezza dell’architetto contemporaneo: in quel contesto, il riferirsi ad un oggetto che fu, ti consente di farlo. Prova ad immaginare lì una presenza che sia svincolata da un carattere storico.
IO: Non ci riesco bene …
11 : Certamente. Il “palazzaccio”, che pure l’ha fatto Passanti, che probabilmente era più bravo di te, te lo rende difficile. Il riferimento storico è, direi, un appiglio, un pretesto, senza il quale le persone consapevoli non hanno più il coraggio di far qualcosa, qui attorno.
Dentro il bastione sono stati ricavati spazi ipogei, per mostre.

IO: ci sta, ci sta. Anche se la necessità conseguente di bucare il bastione lo indebolisce alquanto. E passino gli accessi ad arco, con uno strano sentore di Louis Kahn – e di latrina - (io avrei fatto dei passaggi stretti e diagonali, per non “bucare”).
Accesso ad arco
Ma su lato di via XX settembre si poteva decisamente evitare questo (ma proprio li si doveva mettere il locale “quadri”, per giunta col taglio del parapetto sopra?).
entrata locale quadri
Non mi dispiace invece che i pilastri e pilastrini lì sopra sono tondi, con curioso effetto di riferimento alla quasi rotondità delle torri della Porta romana.
Porta romana
Nel complesso è un intervento che mi piace, e piace anche a mio figlio, come si evince dal video. Grazie.
11. Arrivederci a presto, ragazzo …
1. (Porta Palatina) Valedictio Guiduccium.

Postilla Blow up
Sopra il nuovo bastion verde ho fatto questa foto. Sotto la freccia rossa, noto qualcosa che non capisco.
Foto sopra il Bastion verde
Ingrandisco la foto, e vedo questo. Oh, Vespasiano, quanto ci manchi !
Vespaziano di fortuna




Video Porta Palatina






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