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Apologia di Alessandro parroco

Data Sat 18 October 2008 8:00 | Categoria: apologetica

paesaggio grigio

Fulmini, Dintorni di Fondi, 29 novembre 2007, 2008


Questo post raccoglie l’invito a proseguire il discorso sul rapporto tra Mafia italiana e Chiesa cattolica.

Sentite cosa mi è capitato di osservare qualche giorno fa, partecipando alla cerimonia religiosa attraverso la quale veniva celebrato il cinquantesimo anno di matrimonio di due amici: Isabella e Giannetto. L’Annunciazione Beata Vergine Maria, la chiesa di Campo di Carne - una frazione di Aprilia abitata da ottomila anime - era stracolma. I parenti e gli invitati degli sposi potevano essere sì e no il 10 per cento su circa 250-270 “parrocchiani”. Fra i presenti della messa domenicale c’erano “politici”, rappresentanti della amministrazione locale, personaggi “che contano”, 10-12 direi.
La chiesa, a Campo di Carne come in tutti i piccoli centri della nostra penisola, rappresenta un luogo di incontro importante non soltanto per i fedeli: vengono trasmessi messaggi, si stringono relazioni, si controlla l’umore della gente. E’ un luogo dove però è il parroco il vero protagonista. Anche se in quella particolare giornata soleggiata di ottobre a dare risalto alla sua figura non è stato il rito della messa di introduzione, della liturgia della parola e della liturgia eucaristica. Dell’intera funzione colpivano due cose: il coro degli adolescenti, numeroso, ben ordinato, e in forte sintonia con il giovane parroco - Don Alessandro-, e il salmo de “La vigna del Signore” che questi ha utilizzato per la sua omelia.

Un’omelia con cui ha invitato tutti i parrocchiani a rimboccarsi le maniche, organizzarsi e reagire ad ogni sopruso, assicurando che la chiesa e il suo parroco in prima persona sono schierati con loro. A primo sentire il suo pareva un linguaggio troppo generico, astratto. Ma seguitando si faceva allusivo, per diventare via via sempre più diretto e puntuale. Il coinvolgimento e l’attenzione dell’assemblea erano totali. L’impeto, la passione e, forse, la preoccupazione con cui pronunciava le sue frasi, rivelavano un evidente stato d’inquietudine. Indicava che lì, in Chiesa, ad ascoltare vi erano alcuni responsabili che avevano osato “distruggere” il territorio di Campo di Carne. Lanciava ammonimenti e segnali di sfida a chi, politici, speculatori e personaggi prepotenti e privi di scrupoli, legati anche alla malavita organizzata - in vistosa espansione anche in quella parte del litorale laziale – cerca di appropriarsi dell’ambiente, esercitando ogni forma di “persuasione” o intimidazione nei confronti della popolazione, spesso inerme ed indifesa.

Non sono mancati applausi e incitamenti, cui si sono uniti i parenti e gli amici di Isabella e Giannetto, molti dei quali non erano del luogo. Si era realizzata una simbiosi perfetta fra il popolo civile, il popolo di quella comunità ecclesiale e il suo principale esponente. Inusuale in tempi in cui prevale la rassegnazione, la sfiducia, l’abbandono, rispetto ad ogni istituzione, compresa la Chiesa cattolica.

Qualche giorno dopo la denuncia di Don Alessandro sono state arrestate una diecina di persone legate alla Camorra che operavano nel territorio di Aprilia. Nel Sud pontino la situazione è pressoché identica a quella della Campania. Ad Aprilia, Anzio e Nettuno è inquinata anche la società civile. Qui, come a Fondi - il più vasto territorio agricolo moderno del centro sud – vi è più di un sospetto dell’esistenza di usura mafiosa, controllo indiretto di settori dell’amministrazione comunale, presenza massiccia degli uomini dei Casalesi.

Il quadro della criminalità organizzata nel Lazio è il seguente: esistono oltre sessanta cosche, di cui 25 legate alla ’Ndrangheta, 17 alla Camorra, 14 alla Mafia. I nomi sono Gallace, Mancuso, Piromalli; Casalesi, Senese, Bardellino; Caruana Cuntrera, Rinzivillo, Santapaola. (Osservatorio regionale del Lazio sulla sicurezza e la legalità).

Omertà e paura hanno preso piede in tutta la regione. Secondo l’ultima relazione annuale della Direzione nazionale Antimafia, le infiltrazioni sono invasive e silenziose. “Lo fanno in modo ovattato attraverso una penetrazione economica”.

Filippo Piccione





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