Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Tchaikovsky: Sinfonia n. 6 - Pagina stampabile - briciole musicali - Fulmini e Saette


Tchaikovsky: Sinfonia n. 6

Data Mon 10 December 2007 12:00 | Categoria: briciole musicali

Il Requiem mai scritto

Si dice che ogni autore che scriva un Requiem lo scriva per sé.
Che in esso rappresenti la propria fine.
C’è persino chi crede che comporre un Requiem porti alla morte.
Ci è stato detto che Tchaikovsky non compose mai un Requiem.

Peter Ilic Tchaikovsky (7 maggio 1840 - 6 novembre 1893) compose la sua prima opera come reazione alla morte della madre, avvenuta per un attacco di colera quando lui era solo un ragazzo. Morì lui stesso di colera nove giorni dopo la prima rappresentazione della sua Sinfonia n. 6 (detta “Pathétique”), che fu un fiasco.

Tchaikovsky non scrisse mai un Requiem, si dice. Ma avete mai provato a cercarlo per davvero il Requiem, quello che deve aver scritto, fra le sue opere?

Avete mai ascoltato la sua ultima opera, avete ascoltato attentamente (si, con quell’attenzione di cui parlava Fulmini nel Diario della Sera del 26 ottobre) come chiude la Sinfonia n. 6 il re delle sequenze in crescendo, della gioia e della musica da balletto?
E perché mai questa sinfonia non piacque al pubblico? Cosa c’era che non andava? Perché Tchaikovsky non si curò dell’insuccesso? Perché morì pochi giorni dopo? Perché proprio di colera? (Che artista, che uscita di scena!) Non cominciate anche voi ad intravedere un cerchio che si chiude?

Ascoltiamolo attentamente allora, questo finale unico, un finale …… in sordina.
Per la prima volta nella storia della musica una sinfonia non termina in crescendo, non c’è l’esplosione finale (ma siamo proprio sicuri che sia una sinfonia, questa?): la musica lentamente svanisce nel silenzio. Si, state assistendo alla prima rappresentazione della morte della musica (ben prima della tanto celebrata ultima sinfonia di Mahler). Ascoltate le ultime appassionate sequenze di Peter Ilic esprimere tutto il suo amore per la Vita, ammirate la lotta della Musica contro la Morte, assistiamo insieme al suo soccombere al Niente.
Brahms impiegò 25 anni per scrivere il suo Requiem – e lo volle in tedesco, la sua lingua madre: sopravvisse alla sua opera, condannandola all’incompiutezza.
Non così Mozart, direte voi; non così Tchaikovsky, aggiungiamo noi.
Oggi vi chiediamo di chiudere gli occhi per qualche istante e di provare ad ascoltare questa musica come se fosse il primo Requiem mai scritto nella lingua universale della musica, una lingua che non ha bisogno di parole: vi scorgerete Tchaikovsky rappresentare la propria morte – e, con essa, la fine della propria musica.

Di Peter Ilic Tchaikovsky, ascoltate le ultime note dall’ultimo movimento della sua ultima opera: Sinfonia n. 6 in B minor, op. 74, ‘Finale. Adagio lamentoso – Andante’ nell’esecuzione del 1947 della NBC Orchestra diretta da Arturo Toscanini.






P. S. = È stato recentemente accertato che Tchaikovsky non contrasse mai il colera. Morì invece (quasi certamente) a causa di un'altra malattia, denominata ‘suicidio’.


(continua)




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