attenti al videogame

Data Sun 20 July 2008 8:00 | Categoria: eyes wide open



Per il mondo delle immagini gli ultimi trent’anni non sono stati uguali ai precedenti trenta. Non parliamo solo di evoluzione tecnologica, ma anche di evoluzione dell’interazione fra tecnologia, vita quotidiana e nostra percezione del mondo. Sarebbe facile fare degli esempi: tutti possiamo fare foto e video con un cellulare, trasmetterle agli altri, etc., etc. Questo cambia anche la nostra percezione del mondo, non si tratta solo di una tecnologia nuova che si sovrappone alla nostra vita di sempre. La scrittura è in se stessa una tecnologia, eppure ha cambiato il nostro modo di pensare, di ricordare, di vivere. Una delle caratteristiche delle immagini contemporanea è la loro fluidità: piovono da tutte le parti, mentre i mezzi per ottenerle e conservarle si moltiplicano. Oggi vorrei fare l’esempio del videogioco. Se state pensando a Tetris o a Pac-Man non avete ben presente quanto i videogiochi si siano evoluti negli ultimi dieci anni. Grazie all’aumentata memoria dei computer, grazie all’invenzione di apparecchiature specifiche per giocare, come Playstation e X-Box, la grafica e il funzionamento dei giochi ha fatto un salto enorme. Non che i vecchi videogiochi siano stati messi da parte. Li ritroviamo nel cellulare o nel pacchetto software del computer. Però i videogiochi di ultima generazione hanno concluso un avvicinamento storico all’audiovisivo. Somigliano cioè sempre di più a film, cartoni animati, telefilm. Vi posto qui sopra un esempio tratto dal videogioco Grand Theft Auto IV: si tratta di un trailer, e già dal fatto che sia possibile ricavare un trailer da un videogioco vi dimostrerà l’audiovisività di questa forma di intrattenimento. Se per il pubblico ultra 35enne Grand Theft Auto può non voler dir nulla, bisogna sapere che l’ultima versione di questo videogioco ha guadagnato 310 milioni di dollari nelle prime 24 ore di vendita. Spiderman 3 (il film) ne ha incassati 60 nello stesso arco di tempo. Non stupirà sapere dunque che il fatturato dell’industria mondiale del videogioco ha, dal 2007, superato quello dell’industria discografica. Realizzare un nuovo videogioco smuove un gruppo di sceneggiatori, un regista, compositori di colonne sonore, attori-doppiatori. Data la loro egemonia tecnologica e di pubblico ben presto queste forme di intrattenimento cercheranno un’egemonia culturale, anzi forse sta già accadendo, ma quelli della mia età sono troppo preoccupati a guardare la TV per accorgersene. Toccherà ai ventenni analizzare l’evoluzione di questo nuovo medium audiovisivo, ma con un’avvertenza. Già si parla, sui siti specializzati, del videogame come “vera” forma audiovisiva che batterà cinema, TV, video art e compagnia bella. Fino ad adesso i medium si sono sempre interconnessi, nessuno di loro è sparito, e considerare che il processo evolutivo dell’immagine trovi nel videogame il suo telos sarebbe un errore grave quanto quello dei pomposi tromboni accademici che hanno deciso che il cinema è morto con Orson Welles.



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