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apologetica : Roberto Saviano prima di Roberto Saviano
di fulmini , Sun 25 October 2009 4:00
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Era il 27 giugno del 2003. Era notte, a Napoli, ed è mancata improvvisamente la luce elettrica. Black out, nero fuori. Mi trovavo al fianco di Agata Fuso, giovane donna napoletana ricca di giovani amici intellettuali, in un buio metropolitano rotto soltanto dai fari delle automobili e dagli accendini, quando ho incontrato Roberto Saviano prima di Roberto Saviano.

Era un giovane spiritato, facondo, febbricitante e luminoso - mi raccontò la sua ricerca in corso sulla Camorra.

Agata mi presentò quella notte altri suoi giovani amici, spiritati e facondi quanto lui - altre storie, altri progetti ho ascoltato. Ma l’unico che vedeva nero fuori e bianco dentro era lui, febbricitante e luminoso. Solo lui tra tutti era posseduto dalla speranza di cambiare la propria vita e dalla determinazione a cambiare la vita del mondo.

Gli altri erano disperati, nero dentro e nero fuori, come i compagni del viaggio di ritorno in Italia di Nino Manfredi alla fine di Pane e cioccolata. Lui non era disperato, no, Roberto Saviano prima di Roberto Saviano: aveva già deciso di scendere dal treno di coloro che cantano “chi ha avuto ha avuto ha avuto / chi ha dato ha dato ha dato / scurdammoce o passato simmo nate per cantà / simmo e Napule paisà”. A costo di emigrare definitivamente. Infatti, il film finisce - chi ha montato su youtube l'epilogo del film ne ha troncato chissà perché la corroborante conclusione - con Nino che scende dal treno dei cantori disperati, non torna in Italia, no. Fuori nero, ma dentro bianco.

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apologetica : Caro D(i)ario
di giuseppenenna , Wed 20 May 2009 5:30
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In serata ospite all’'Infedele', di Gad Lerner, Dario Franceschini è sempre stato il migliore: della sua generazione di giovani dc della sinistra del partito. Quella che nel 1984 lo cooptava nella direzione nazionale, in congressi pagati dal segretario amministrativo in amene località ed alberghi a più stelle. Lanciano, quell’anno. Nella sua scia c’erano Enrico Letta, Lapo Pistelli, più giovani di lui. E Renzo Lusetti, scelto da un Mastella dominus per procura demitiana a sbrigare le faccende dei giovani che non riuscivano a trovare un delegato nazionale, epigono minore del segretario nazionale. Ovviamente Dario era una spanna sopra Renzo. Ed i congressi erano feroci. Angelo Belmonte - oggi vicedirettore del tg3, seguì proprio quello, da inviato rai.

Certo i ricordi possono caricarsi di impressioni sopraggiunte, ma essendoci a quel congresso ed a svariati successivi, ricevevo la netta sensazione di un ragazzo appassionato e colto. Cresciuto nell’Emilia che più rossa non si poteva. Quindi all’opposizione, in un partito che si confondeva con lo Stato, oltre che con lo status quo.

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apologetica : Un'opera teatrale di Alexandra Zambà
di giuseppenenna , Sat 18 April 2009 4:30
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attrice recitante

Luigi Russo, Christina Papadopoullou in La Vita della Morte di Alexandra Zambà, Roma - Teatro 'La Comunità' - 4 aprile 2009

Un lungo intervallo a separare una storia familiare. Non banalmente perché la vita della morte sia carta conosciuta, almeno ipoteticamente: l’unico evento certo alla nascita di ognuno. Quanto perché da tempo ne osservo i contorni sociologici. Un amico mi aveva parlato di un suo esame di questo tipo; oggi insegna a Roma 3. E tra ironie e lazzi riprendevamo spesso il filo del discorso. Invariabilmente interrotto, per frugalità dell’altro convitato, di pietre: il tempo. Il tempo che fugge ed è sterile. Fugge forse per colmare il vuoto della propria sterilità. Sociologia della morte.

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apologetica : Giordano Bruno e Pier Paolo Pasolini
di fulmini , Tue 17 February 2009 6:20
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Il 17 febbraio di 409 anni fa Giordano Bruno è morto di morte violenta, bruciato vivo per eresia nel Campo de’ Fiori di Roma. Lo ricordiamo, il filosofo eretico, per quello che ci ha regalato, il coraggio di morire e la libertà di pensare.

monumento a Giordano Bruno

Roma, Monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori, 10 dicembre 2006

Ricordiamo anche, per associazione di idee, Pier Paolo Pasolini ‘empirista eretico’, come lui stesso si definiva in una raccolta di saggi memorabili (edita nel 1972 per Garzanti). Così come Bruno fu ucciso dai vertici della piramide del potere, un gruppone di vecchi intolleranti, Pasolini fu ucciso dalla sua base, un gruppetto di giovani infelici. Come mostra il documentario Le ceneri di Pasolini.

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apologetica : Lode di Facebook
di fulmini , Thu 22 January 2009 6:00
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In un mondo diviso e dominato da due schieramenti esclusivi: quelli dediti a negarsi e quelli intenti ad esaltarsi, quelli tutti ‘negazione di sè’ - ‘annullamento della personalità’ – ‘sacrificio del proprio io’ – ‘fai di me quello che vuoi’, ‘meglio avere torto insieme che aver ragione da soli’ e quelli tutti ‘dopo di me il diluvio’ – 'chi fa da sé fa per tre' – ‘io io io... e gli altri’, ‘veleno se mi baci ti dò il mio veleno’, ‘bisogna coltivare il proprio orto’ vorrei fare l’apologia degli esseri umani che leggono e scrivono: blogs, siti, siti-rivista... e Facebook: che vogliono affermarsi non contro o senza gli altri bensì con.

“E’ proprio grazie alle prime esposizioni auto-organizzate che l’arte si affrancò dall’accademia, dal controllo statale e dalle committenze dei nobili e della chiesa per diventare un fenomeno pubblico. E di mercato. ‘Esporre è trovare amici e alleati per la lotta’ diceva Eduard Manet nel 1863...” (Paola Zanuttini, 'Venerdì di Repubblica' del 9 gennaio 2009 – presentando la ‘bibbia delle avanguardie’ artistiche del XIX e XX secolo: Aa. Vv., Salon to Biennal, Phaidon 2009).

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